Scadenza acconto IMU, si paga oggi 16 giugno 2021

Rosaria Imparato

16/06/2021

16/06/2021 - 09:32

condividi

Oggi 16 giugno si paga l’acconto (o prima rata) IMU 2021, pari al 50% di quanto versato l’anno scorso.

Scadenza acconto IMU, si paga oggi 16 giugno 2021

Oggi 16 giugno si paga l’acconto IMU 2021: il versamento della prima rata è pari al 50% di quanto pagato lo scorso anno.

Come si paga l’IMU? Si può scegliere di pagare in tre modi diversi: con modello F24, bollettino postale oppure online con PagoPA.

Chi paga oltre la scadenza del 16 giugno può avvalersi del ravvedimento operoso.

Due gli appuntamenti con l’imposta unica municipale: a giugno con la prima rata e a dicembre, sempre il 16, con il saldo.

Vediamo chi sono i soggetti chiamati alla cassa il 16 giugno e chi invece è esonerato, anche grazie alle novità della legge di Bilancio e del decreto Sostegni.

Scadenza IMU 2021: acconto il 16 giugno 2021. Chi paga?

Ricordarsi quando si paga l’IMU è piuttosto semplice, visto che il calendario dell’imposta unica municipale segue due scadenze:

  • acconto o prima rata a giugno;
  • saldo o seconda rata con eventuale conguaglio a dicembre.

Oggi 16 giugno 2021 è l’ultimo giorno per pagare l’acconto IMU senza incorrere in sanzioni (attutite dal procedimento del ravvedimento operoso)

Chi deve pagare l’acconto IMU 2021? I soggetti obbligati a pagare l’IMU sono i titolari di diritti di proprietà, altro diritto reale di godimento, il concessionario di aree demaniali e il locatario di immobili in leasing.

L’IMU si applica a fabbricati, aree fabbricabili, terreni agricoli e capannoni. I proprietari delle case di lusso, ovvero degli immobili rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9 sono tra i soggetti obbligati al pagamento dell’IMU.

Anche per il 2021 l’IMU non è dovuta sull’abitazione principale e relative pertinenze (una per categoria catastale). Sono quindi esenti:

  • il possessore di un solo immobile adibito ad abitazione principale;
  • l’esenzione si applica anche alle pertinenze di categoria catastale C2, C6 e C7;
  • le unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa destinate a studenti universitari assegnatari, anche in assenza della residenza anagrafica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli;
  • un solo immobile non locato, posseduto dai soggetti appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia, al personale dei Vigili del fuoco nonché a quello appartenente alla carriera prefettizia.

IMU 2021, scadenza il 16 giugno: le nuove esenzioni dalla prima rata

Oltre alle categorie di cui sopra, ci sono anche altri soggetti che per il 2021 non dovranno pagare l’IMU grazie alle agevolazioni previste dalla Legge di Bilancio di quest’anno e dal decreto Sostegni.

Nel dettaglio, grazie alla manovra 2021 sono esenti dal pagamento della prima rata:

  • immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  • immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.

Grazie alla legge di conversione del decreto Sostegni, l’esenzione dal pagamento della prima rata IMU è stata estesa anche alle partite IVA in possesso dei requisiti per chiedere i contributi a fondo perduto (sempre del decreto Sostegni), ovvero:

  • ricavi e compensi non superiori a 10 milioni di euro all’anno;
  • perdita di fatturato o corrispettivi di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019.

Inoltre, per poter beneficiare dell’esenzione, i soggetti passivi IMU devono essere sia proprietari dell’immobile che occuparsi della gestione dello stesso.

Si attendono novità riguardo invece per l’esenzione per i proprietari di immobili interessati dal blocco degli sfratti, fuori tempo massimo rispetto alla scadenza del 16 giugno.

Argomenti

# IMU

Iscriviti a Money.it