Scadenza IVA: il 16 marzo 2021 ingorgo di versamenti, dalle somme sospese al saldo

Anna Maria D’Andrea

3 Marzo 2021 - 16:32

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Scadenza IVA, appuntamento il 16 marzo 2021 con il saldo annuale, ma non solo. Ripartono i termini per versare le somme sospese dai decreti Ristori. Un ingorgo di versamenti, per i quali non è chiaro se vi saranno novità nel decreto Sostegno.

Scadenza IVA: il 16 marzo 2021 ingorgo di versamenti, dalle somme sospese al saldo

Scadenza IVA, numerosi appuntamenti in programma il 16 marzo 2021. All’ordinario si aggiunge lo “straordinario”, ossia le somme oggetto di proroga nei mesi di novembre e dicembre scorso.

Al versamento dell’IVA dei mensili e del saldo annuale, il 16 marzo 2021 si aggiungono i pagamenti sospesi, per effetto del decreto Ristori bis e quater, convertiti nella legge n. 176/2020.

Non solo l’IVA dovuta per i due mesi di riferimento, ma anche l’acconto, rientrato nella più ampia sospensione dei versamenti dovuti lo scorso 16 dicembre.

Il calendario delle scadenze fiscali è sempre più fitto, per effetto delle diverse proroghe introdotte nel corso del 2020.

Scadenza IVA: il 16 marzo 2021 ingorgo di versamenti, dalle somme sospese al saldo

Dopo il periodo di tregua, riparte la macchina del Fisco.

Per i titolari di partita IVA, il mese di marzo rappresenta un “ritorno alla normalità”, almeno sul fronte delle scadenze fiscali. Dopo la sospensione più o meno continua prevista lo scorso anno, la prima delle scadenze da monitorare è quella del 16 marzo 2021.

Contributi INPS, ritenute ed IVA sospesi a novembre e dicembre 2020 dovranno essere versati da questa data, in un’unica soluzione oppure in quattro rate mensili di pari importo.

Il conto dell’IVA è sicuramente il più salato, anche considerando che sempre il 16 marzo 2021 è fissata la scadenza del saldo annuale dell’imposta.

Facciamo quindi il riepilogo di cosa bisognerà pagare, guardando a quanto indicato nello scadenzario dell’Agenzia delle Entrate.

Partiamo dalle somme sospese. Il 16 marzo 2021 bisognerà versare, in un’unica soluzione ovvero a rate (un massimo di quattro)

  • Iva relativa a ottobre 2020 (scadenza 16 novembre 2020): si tratta dell’imposta prorogata dal decreto Ristori-bis, in favore dei soggetti esercenti attività sospese dal DPCM del 3 novembre 2020, ristoranti nelle zone rosse o arancioni, esercenti dei settori economici maggiormente colpiti dalle restrizioni e albergatori, agenzie di viaggio e tour operator in zona rossa;
  • Iva relativa a novembre 2020 (scadenza 16 dicembre 2020: a disporre la proroga dei versamenti di dicembre è stato il decreto Ristori-quater, in favore delle partite IVA fino a 50 milioni di euro, con perdite pari almeno al 33% su novembre 2020, rispetto a novembre 2019. In parallelo, la proroga è stata disposta senza i parametri di ricavi, compensi e calo di fatturato in favore di esercenti attività gravemente danneggiate dalle restrizioni, ristoranti in zone rosse e arancioni ed operatori del turismo;

Saldo IVA in scadenza il 16 marzo 2021

Scade il 16 marzo 2021 anche il versamento del saldo IVA, l’imposta emersa dalla dichiarazione annuale.

In tal caso, considerando la mole di appuntamenti con l’Erario in programma in un’unica giornata, appare utile ricordare che il versamento potrà essere rateizzato ovvero differito.

Il versamento del saldo annuale dell’imposta potrà essere effettuato a rate, fino al 16 novembre 2021. Sulle rate successive alla prima bisognerà applicare una maggiorazione dello 0,33% per mese.

È inoltre possibile differire il versamento del saldo IVA alla scadenza per il pagamento delle imposte sui redditi, maggiorando l’importo dovuto dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese tra il 16 marzo ed il 30 giugno. Anche in tale ipotesi, resta possibile avvalersi anche della rateizzazione.

Scadenze fiscali IVA e non solo: proroga in arrivo nel decreto Sostegno?

La mole di appuntamenti con il Fisco sopra segnalata coincide con il periodo in cui è atteso il decreto Sostegno, l’ex Ristori 5.

Secondo quanto affermato da fonti di Governo, il provvedimento dovrebbe essere approvato al massimo entro la metà della prossima settimana.

Se l’attenzione è tutta concentrata sui nuovi contributi a fondo perduto, e sulle misure in materia di lavoro, si ricorda che alcune novità sono state annunciate anche sul fronte delle scadenze fiscali.

Parliamo della proroga della pace fiscale: è il decreto Sostegno a dover definire la nuova scadenza per la rottamazione ed il saldo e stralcio delle cartelle.

Cosa accadrà invece sul fronte delle altre scadenze fiscali? Per il momento, non è stata fatta menzione di possibili nuove proroghe.

Appare tuttavia chiaro che la situazione economica non è affatto cambiata rispetto a quella di fine 2020, e che è alquanto inverosimile pensare ad una ripresa a pieno regime degli appuntamenti con il Fisco.

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