Le sanzioni per le attività che riaprono ma non rispettano le regole

Cosa rischia chi riapre l’attività ma non rispetta le regole? Sanzione amministrativa fino a 3.000€ e chiusura dell’attività (anche immediata).

Le sanzioni per le attività che riaprono ma non rispettano le regole

Fase due: cosa rischiano negozi e attività lavorative che non rispettano le norme introdotte dal Governo, in accordo con le Regioni, per ridurre il rischio contagio?

Oggi, lunedì 18 maggio, riaprono negozi e riprendono - in molte Regioni - attività lavorative come parrucchieri, centri estetici, bar e ristoranti.

Per loro, però, la riapertura deve avvenire nella massima sicurezza, a condizione che “rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale”.

Chi apre, quindi, deve farlo nel rispetto delle direttive nazionali e - dove presenti - anche dei protocolli regionali (che comunque devono essere conformi alle linee guida nazionali). Chi non lo fa si espone al rischio di una severa sanzione: a quella amministrativa pecuniaria, infatti, si aggiunge anche quella accessoria che potrebbe comportare la chiusura dell’esercizio o dell’attività.

Sanzioni fase due: cosa rischiano servizi e attività commerciali?

Per le riaperture previste da oggi, lunedì 18 maggio, al fine di organizzare al meglio la ripartenza delle attività economiche, produttive e ricreative, il Decreto n°33/2020 rinvia alle linee di indirizzo stabilite dalla conferenza delle Regioni e delle Province autonome che potete scaricare di seguito.

Protocolli sicurezza Stato-Regioni

È qui, infatti, che vengono stabilite le linee guida per la riapertura in sicurezza della propria attività; regole valide per bar e ristoranti, per gli uffici aperti al pubblico, per le attività commerciali, per parrucchieri ed estetisti e così via.

Per ognuna di queste attività sono previste delle regole specifiche, il tutto per ridurre il rischio contagio da coronavirus. E per chi non rispetta le regole ci sono sanzioni molto severe.

Queste sono le stesse indicate dal Decreto-legge 19 del 25 marzo 2020, confermate poi dal testo del Decreto Riaperture (che potete consultare cliccando qui).

Nel dettaglio, sia per quanto riguarda gli spostamenti non autorizzati dei cittadini (ad esempio per chi esce dalla Regione senza un valido motivo) che per coloro che aprono negozi o attività non rispettando le regole, è prevista una sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va dai 400,00€ ai 3.000,00€.

Tuttavia, come precisato dall’articolo 2, comma I, del Decreto Riaperture, qualora la violazione sia commessa nell’esercizio dell’attività di impresa si applica anche una sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Chiusura immediata dell’attività per chi non è in regola

In questi giorni di riapertura le autorità effettueranno i controlli per accertare eventuali violazioni del protocollo. Come abbiamo appena visto, in caso di violazioni si applica una sanzione amministrativa pecuniaria e una accessoria.

La chiusura dell’attività può anche essere immediata. Infatti, qualora all’atto delle accertamento delle violazioni si rilevi la necessità di impedire la prosecuzione o la reiterazione della stessa, l’autorità può disporre la chiusura provvisoria per una durata non superiore ai 5 giorni. Questo periodo poi verrebbe scomputato dalla sanzione accessoria in sede di esecuzione.

Attenzione ai casi di recidiva: in caso di reiterata violazione della medesima disposizione, infatti, la sanzione amministrativa è raddoppiata mentre quella accessoria si applica nella massima misura, quindi per 30 giorni.

Argomenti:

Commercio Fase 2

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