Samsung, uno sciopero di 18 giorni potrebbe mettere a rischio la produzione di chip AI

P. F.

23 Aprile 2026 - 16:12

Samsung affronta la protesta sindacale più grande della sua storia: 40.000 lavoratori in piazza chiedono bonus pari a quelli di SK Hynix e minacciano 18 giorni di sciopero dal 21 maggio.

Samsung, uno sciopero di 18 giorni potrebbe mettere a rischio la produzione di chip AI

Samsung si trova a fronteggiare la più grande mobilitazione sindacale della sua storia. Secondo le stime fornite sia dagli organizzatori sindacali che dalle forze di polizia, giovedì 23 aprile, nel vasto complesso produttivo a sud di Seoul, circa 40.000 lavoratori hanno dato vita a un sit-in senza precedenti per manifestare il loro malcontento sul fronte retributivo.

La protesta anticipa uno sciopero di 18 giorni che potrebbe iniziare il 21 maggio se le richieste dei dipendenti resteranno inascoltate, con potenziali ripercussioni catastrofiche sulla produzione di chip destinati all’intelligenza artificiale. Ecco cosa sta succedendo.

Perché i lavoratori Samsung protestano: il confronto con SK Hynix

Al centro della contestazione salariale nei confronti Samsung c’è la distanza crescente tra i bonus erogati dall’azienda e quelli riconosciuti dalla rivale SK Hynix, che ha anticipato Samsung nella fornitura di memorie ad alta larghezza di banda destinate alle unità di elaborazione per l’intelligenza artificiale. Il vantaggio competitivo conquistato da SK Hynix sul mercato, alimentato dal boom seguito al rilascio di ChatGPT alla fine del 2022, si è tradotto in ricadute concrete sulle buste paga dei suoi dipendenti. Una dinamica che ha finito per alimentare un vero e proprio esodo verso il concorrente.

Song Yong-gi, addetto alla logistica in una linea di assemblaggio della divisione chip di Samsung, ha descritto così la situazione: “In realtà, molti dipendenti stanno passando a SK Hynix. Alla fine della giornata, oltre il 90% dei lavoratori lavora per lo stipendio, e il divario nelle retribuzioni è diventato talmente ampio da spingere queste scelte”.

La fotografia del malcontento emerge con chiarezza anche dai numeri diffusi dal sindacato Samsung Electronics Labour Union. Secondo quanto riferito dall’organizzazione, un dipendente della divisione chip con uno stipendio base di 76 milioni di won (pari a circa 43.840 euro) riceverebbe un bonus di 38 milioni di won (circa 21.920 euro) per il 2025, cifra che corrisponde a meno di un terzo di quanto percepirebbe un collega di SK Hynix con pari livello retributivo.

Il tetto ai bonus e le richieste del sindacato

Uno dei nodi più spinosi riguarda il tetto ai bonus, attualmente fissato al 50% dello stipendio base annuo. Il sindacato chiede di eliminare questo limite, così come ha già fatto SK Hynix lo scorso settembre, avviando una riforma retributiva accompagnata da bonus consistenti. Quella scelta ha innescato un’ondata di adesioni al sindacato Samsung: gli iscritti superano oggi quota 90.000, una platea che rappresenta oltre il 70% della forza lavoro del gruppo in Corea del Sud.

Le richieste avanzate dalla rappresentanza dei lavoratori includono un aumento del 7% degli stipendi base, la destinazione del 15% dell’utile operativo annuo a bonus di produttività e maggiore trasparenza sui criteri di calcolo dei premi. I vertici del colosso tecnologico hanno risposto offrendo il 10% dell’utile operativo come retribuzione variabile dipendenti e stanziamenti aggiuntivi per assicurare ai dipendenti della divisione memorie remunerazioni superiori rispetto ai concorrenti nel corso dell’anno.

I rischi per la produzione di chip per l’intelligenza artificiale

Lo sciopero Samsung chip previsto a partire dal 21 maggio potrebbe avere ricadute significative sulla catena globale dei semiconduttori. Eventuali interruzioni produttive rischiano di ritardare spingere ulteriormente al rialzo i prezzi dei chip e favorire i concorrenti di Samsung sul mercato delle memorie per l’intelligenza artificiale.

Un dirigente del gruppo, rimasto anonimo, ha avvertito che i fermi produttivi generati anche da un solo sciopero potrebbero compromettere la fiducia dei clienti con conseguenze difficili da recuperare nell’arco di anni. Dal canto suo, l’azienda ha fatto sapere che continuerà a lavorare per raggiungere rapidamente un accordo al tavolo negoziale.

Park Ju-gun, responsabile della società di analisi aziendale Leaders Index, ha definito l’attuale fase “un momento spartiacque per le relazioni sindacali di Samsung”, aggiungendo di prevedere un’intesa tra le parti: secondo l’analista, una protesta prolungata rischierebbe di incrinare il sostegno dell’opinione pubblica ai manifestanti.

Sul fronte finanziario, la giornata di protesta sembra aver lasciato indifferenti gli investitori. Giovedì le azioni Samsung hanno chiuso in rialzo del 3% a un nuovo massimo storico, trainate anche dal balzo degli utili trimestrali di SK Hynix, che ha toccato livelli record. Lo stesso boom dell’intelligenza artificiale che alimenta le tensioni interne ha spinto i profitti del gruppo coreano verso traguardi mai raggiunti prima.

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