Alitalia: il prestito di 400 milioni di euro si allontana. Le novità

Salvataggio Alitalia: il prestito di 400 milioni di euro si allontana. Le novità dopo la bocciatura dell’emendamento in manovra

Alitalia: il prestito di 400 milioni di euro si allontana. Le novità

Il salvataggio Alitalia si complica. Il problema dell’ultima ora riguarda il prestito di 400 milioni di euro stabilito dallo Stato per supportare la continuità aziendale.

Le novità arrivate ieri sera dalla Commissione Bilancio del Senato non sono state positive. Dopo l’eliminazione dal Dl Fiscale, infatti, il provvedimento per stanziare il finanziamento non potrà nemmeno entrare nella Legge di Bilancio 2020.

I tempi per l’approvazione del prestito ponte, quindi, si allungano fino a data incerta. Il ritardo potrebbe avere conseguenze negative sul salvataggio Alitalia, ancora in bilico.

Salvataggio Alitalia: tempi lunghi e incerti per i 400 milioni di euro

Un ulteriore problema si è aggiunto alla già complicata crisi della ex compagnia di bandiera. Il provvedimento che autorizzava il prestito ponte da 400 milioni di euro è stato bocciato. Il finanziamento, quindi, non ci sarà nell’immediato come aveva previsto il Governo.

Per la Commissione Bilancio del Senato, infatti, l’emendamento che aveva introdotto il prestito nel testo della manovra a titolo di urgenza è inammissibile. Questo significa che la questione dovrà essere affrontata secondo il normale iter parlamentare. Per entrare in vigore, il finanziamento necessiterà la conversione in legge. I tempi per la sua approvazione, quindi, si allungano, lasciando maggiore incertezza sul futuro a breve termine dell’azienda.

La cancellazione dell’emendamento è stata proposta da più parti politiche. Il deputato Stefano Fassina (LeU) aveva già espresso la sua contrarietà all’introduzione della delicata materia in manovra, poiché, a suo avviso il salvataggio Alitalia aveva bisogno di una discussione chiara in Parlamento.

Stessa posizione è stata assunta dai partiti di opposizione. La Lega, con le parole di Edoardo Rixi, ha respinto ogni possibilità di votare un “decreto in bianco” senza conoscere il piano industriale e le reali intenzioni del Governo.

Cosa succederà nei prossimi giorni?

Il clima resta teso e incerto per la compagnia di volo italiana. Ritardare l’erogazione del prestito, infatti, significa lasciare l’azienda in una condizione finanziaria molto precaria e senza soluzioni immediate.

Il ministro Patuanelli, intanto, ha appena nominato il commissario unico Giuseppe Leogrande per studiare la soluzioni di rialncio migliore.

Gli obiettivi sono scongiurare la perdita di posti di lavoro e di milioni di euro ogni giorno e rilanciare un’azienda che potrebbe ancora trovare vantaggi in un settore considerato in crescita.

La compagnia, però, resta in agitazione. Ieri si è svolta a Roma la mobilitazione dei lavoratori italiani delle industrie in crisi. I sindacati hanno invocato piani di riassetto seri anche per la compagnia di volo, richiamando il Governo a fare di tutto per scongiurare esuberi. Venerdì 13 dicembre è stato confermato lo sciopero nazionale di 24 ore nel settore aereo.

Lo scontento per l’incertezza sul salvataggio Alitalia è ancora piuttosto diffuso. I prossimi giorni sono attesi per capire quale direzione potrà prendere il riassetto.

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