Lа Саlіfоrnіа соѕtruіѕсе tunnеl ѕоttеrrаnеі dі 140 mеtrі. Fornirà асquа роtаbіlе dоро іl tеrrеmоtо

Alessandro Nuzzo

17 Marzo 2026 - 21:27

Una delle zone più sismiche del pianeta si prepara a scenari peggiori costruendo importanti infrastrutture.

Lа Саlіfоrnіа соѕtruіѕсе tunnеl ѕоttеrrаnеі dі 140 mеtrі. Fornirà асquа роtаbіlе dоро іl tеrrеmоtо

La California è una delle aree più sismiche del pianeta, soprattutto a causa della cosiddetta faglia di Sant’Andrea, che si estende per circa 1.200 chilometri tra la placca nordamericana e quella pacifica, provocando ogni anno circa 10.000 terremoti.

Gli scienziati hanno elaborato una previsione: entro il 2065 la regione potrebbe essere colpita da un terremoto devastante, ribattezzato «The Really Big One». È quindi fondamentale prepararsi e prevenire ogni possibile scenario. Quando si verifica un terremoto, infatti, l’aspetto più importante è garantire la continuità dei servizi essenziali, come l’approvvigionamento di acqua potabile, il sistema fognario e, naturalmente, l’energia elettrica. Per questo motivo lo Stato della California sta intensificando gli sforzi, costruendo nuove infrastrutture e ammodernando quelle esistenti: dalle grandi gallerie fognarie fino alla rete idrica, ormai in molti tratti obsoleta e datata. L’obiettivo è fare in modo che queste strutture critiche resistano agli eventi sismici, permettendo una ripresa più rapida dopo un eventuale disastro.

Il progetto più importante è il Clearwater Tunnel

Uno dei progetti più importanti è il cosiddetto Clearwater Tunnel, un’infrastruttura che trasporterà l’acqua potabile dall’impianto di Carson fino ai sistemi di drenaggio oceanico della penisola di Palos Verdes. Si tratta di un tunnel lungo circa sette miglia, scavato a una profondità di circa 140 metri sotto terra e con un diametro di 5,5 metri. Questa nuova opera andrà a sostituire due vecchi tunnel idrici costruiti tra 60 e 80 anni fa, ormai incapaci di soddisfare le esigenze di una popolazione in costante crescita.

La progettazione del tunnel è iniziata nel 2006, mentre l’approvazione definitiva della costruzione è arrivata nel 2019. Il completamento dei lavori è previsto per il 2029. Il progetto punta a garantire uno smaltimento sicuro delle acque reflue anche in caso di forti terremoti, riducendo il rischio di sversamenti in mare e tutelando sia l’ambiente sia la salute pubblica.

Ma la California non intende affidarsi solo al Clearwater Tunnel. Parallelamente, è in corso lo sviluppo di tecnologie avanzate per la purificazione e il riutilizzo dell’acqua, con l’obiettivo di trasformare l’acqua non potabile in risorsa utilizzabile, aumentando così la resilienza del sistema idrico.

Inoltre, lo Stato sta portando avanti un ampio programma di valutazione sismica delle infrastrutture già esistenti, individuando le aree più a rischio e pianificando interventi mirati. Tra questi rientrano lavori di sostituzione di vecchi tratti fognari e il rafforzamento delle strutture più vulnerabili.

Per milioni di persone, questi interventi rappresentano una garanzia fondamentale. Significa che, anche in caso di un forte terremoto, potranno continuare ad avere accesso all’acqua potabile e a servizi igienico-sanitari affidabili. Gli investimenti mirano infatti a evitare interruzioni nei servizi essenziali e a garantire una ripresa rapida ed efficace dopo eventuali calamità.

Il progetto ha quindi una duplice funzione: proteggere la popolazione, assicurando servizi vitali anche nelle situazioni più critiche, e salvaguardare l’ambiente, evitando che eventuali danni agli impianti fognari possano causare sversamenti di acque reflue in mare, con conseguenze gravi per l’ecosistema.

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