Tassi di interesse rivisti su alcuni buoni postali a fine gennaio, tra cui uno in aumento come illustrato nel’articolo
A fine mese l’emittente dei prodotti di investimento del risparmio postale, Cassa Depositi e Prestiti (CDP), ha rimescolato le carte in tavola. Meglio, al 99% si tratta solo del primo ritocco 2026, altri interventi arriveranno da qui a dicembre. Quando, su quali prodotti e in che direzione (a favore o no del risparmiatore?) andranno non è dato saperlo, ma l’esperienza porta a dire che ci saranno.
In data 27 gennaio, per esempio, CDP ha tagliato il rendimento massimo possibile sul Buono Dedicato ai Minori e li ha aumentati altrove. Vediamo di quale titolo si tratta, anticipiamo solo che salgono dal 5,094% al 5,718% gli interessi totali su questo buono fruttifero postale (BFP).
Investire sul reddito fisso sulla durata a 4 anni
La durata quadriennale è ad oggi la più coperta (5 in tutto) dall’emittente CDP tra titoli disponibili solo allo sportello (3 titoli) ed altri sottoscrivibili anche online (2). Il prodotto sul quale è intervenuta la mano CDP è Buono 4 anni Plus, oltre al Dedicato ai Minori. Nello specifico il Plus rientra tra quelli disponibili sia in remoto, se abilitati all’operatività a distanza, che disponibili presso l’ufficio postale. Ora da martedì 27 gennaio CDP ha lanciato la serie TF504A260127 in sostituzione della precedente, la TF504A241114 in vigore dal 24/06/2025 al 26/01/2026.
Le macro condizioni di fondo del prodotto non sono cambiate tra una serie e l’altra. Sintetizziamole.
È emesso alla pari al 100% del nominale su base giornaliera, e riservato a persone fisiche maggiorenni, cointestazione inclusa fino a un massimo di 4 soggetti. L’intestazione del titolo deve recare ovviamente la stessa intestazione del conto d’appoggio dell’acquirente. Non sono cedibili a terzi, salvo mortis causa o per successione a titolo universale, né possono essere dati in pegno.
Non prevede costi di gestione da principio a fine, mentre il regime fiscale è identico a prima. Quindi aliquota fiscale al 12,50% sugli interessi lordi e imposta di bollo al 2X1.000 applicata nei casi (valore di rimborso complessivo dei BFP superiore a 5mila €), tempi e modi di Legge. Di contro sono esenti dalle imposte di successione. Infine i buoni, e quindi anche il Plus, insieme ai titoli di Stato e libretti postali sono esclusi fino a 50mila € per nucleo familiare dal patrimonio mobiliare ai fini ISEE.
Il nuovo tasso di interesse lordo annuo a scadenza
Ciò che è mutato riguarda le Condizioni Economiche, illustrate nella Tabella A di cui al Foglio Informativo alla pagina dedicata al prodotto sul sito di Poste Italiane. Dal 27 gennaio, sulla nuova serie in sottoscrizione il tasso effettivo annuo è dello 0,00% da principio fino al giorno prima del compimento del 4° anno di possesso. Ai 4 anni precisi dalla data di sottoscrizione l’effettivo passa all’1,40% annuo lordo sul valore nominale portato a termine, ossia l’1,23% al netto della sola ritenuta fiscale. In sostanza l’eventuale riscatto anticipato del titolo non da diritto al riconoscimento degli interessi nel frattempo maturati.
Sempre la Tabella A indica i coefficienti per la determinazione del montante dovuto alla scadenza di ciascun anno a partire dal giorno di acquisto. Come prima, sono pari a 1,0000000 nel caso di riscatto anticipato, quindi con montante uguale al nominale inizialmente versato. Al 4° anno salgono a 1,05718701 quello lordo, e a 1,05003864 quello netto.
La serie precedente rendeva l’1,25% annuo lordo a scadenza, con coefficienti finali pari a 1,05094534 (lordo) e a 1,04457717 (netto).
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Detta in soldoni, 10mila € investiti sul Plus darebbero diritto a un montante finale riconosciuto di 10.500,3864 € netti (di sola ritenuta). Sarebbero 500 euro in 4 anni, 125 €/anno, non tanto a dire il vero ma l’investimento è a rischio prossimo allo zero. Tuttavia, anche la garanzia statale, la piena libertà di svincolo anticipato, l’assenza di rischio mercato e delle spese di gestione hanno un costo: il minor ritorno, appunto.
Altre soluzioni di mercato rendono di più a parità di tempo, ma chi l’una chi l’altra quasi tutte offrono qualche sicurezza in meno. Ad esempio i conti deposito più generosi del momento arrivano al 3-3,5% annuo lordo, fino a più del doppio del ritorno del 4 anni Plus. Tuttavia, la ritenuta sugli interessi è al 26% e non al 12,5% e la loro prima garanzia è sulla solidità dell’emittente, mentre quella FITD è fino a 100mila €. Inoltre se il deposito è a vincolo i soldi sono indisponibili prima dei 4 anni, con tutte le conseguenze del caso.
Sui titoli di Stato pari durata lo yield attuale è sul 2,66% lordo, più di un punto percentuale in più del 4 anni Plus. Tuttavia, qui vanno conteggiate le spese di gestione, poi serve il questionario MIFID e infine bisogna mettere in conto il rischio di mercato.
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