Salesforce licenzia centinaia di dipendenti ma offre un’indennità di 30 settimane (più di Oracle e Amazon)

P. F.

15 Giugno 2026 - 15:47

Salesforce ha avviato nuovi licenziamenti: 86 posti soppressi in California, con una buonuscita fino a 30 settimane di stipendio, più di quanto riconoscono Oracle e Amazon.

Salesforce licenzia centinaia di dipendenti ma offre un’indennità di 30 settimane (più di Oracle e Amazon)

Salesforce licenzia, ma lo fa con uno dei “paracadute” più morbidi del comparto tecnologico. Il gigante del software gestionale ha avviato una nuova tornata di esuberi sull’onda della rivoluzione dell’intelligenza artificiale: 86 le posizioni soppresse, stando a un documento depositato presso le autorità di vigilanza della California. A chi lascia l’azienda, però, riconosce una buonuscita che può arrivare a 30 settimane di stipendio, molto più di quanto previsto da rivali del calibro di Oracle e Amazon.

I licenziamenti hanno colpito i dipendenti di alcune divisioni software del gruppo, dalla piattaforma di integrazione informatica Mulesoft al sistema Marketing Cloud, nei reparti commerciale, amministrativo, tecnologico e di sviluppo prodotto. La nuova ondata di esuberi è seguita a quella di gennaio, quando l’azienda aveva soppresso circa 1.000 posti.

L’indennità di buonuscita di Salesforce può arrivare a 30 settimane di stipendio

Dalla documentazione interna di Salesforce risulta che il regime ordinario di buonuscita garantirebbe ai lavoratori americani licenziati una rete di protezione economica piuttosto solida. L’entità dell’assegno dipende dal livello di inquadramento e dagli anni di servizio del singolo. A pesare è anche l’età anagrafica, in base alla quale i lavoratori più avanti negli anni godono di un trattamento di favore.

I direttori e le figure dirigenziali percepiscono 13 settimane di retribuzione base, mentre i quadri intermedi e le qualifiche inferiori si fermano a nove. Chi ha superato i 60 anni, a prescindere dal livello, incassa quattro settimane aggiuntive rispetto alla soglia ordinaria.

A questo importo si aggiungono poi tre settimane per ciascun anno di servizio, con le frazioni di anno calcolate come anno intero. La somma legata a inquadramento e anzianità non può oltrepassare le 26 settimane, tetto che sale a 30 per gli ultrasessantenni. A tutti i dipendenti americani aventi diritto spettano inoltre sei mesi di copertura sanitaria COBRA, che diventano dodici per chi ha già compiuto i 60 anni.

Il confronto con gli altri colossi della tecnologia

Il trattamento riservato da Salesforce è risultato sicuramente più generoso di quelli proposti di recente da altri grandi gruppi del comparto tecnologico. Oracle ha concesso ai propri dipendenti americani licenziati quattro settimane di stipendio base più una settimana per ogni anno di servizio, con un tetto fissato a 26 settimane.

Più magnanimo Block, che a inizio anno ha mandato a casa quasi metà della propria forza lavoro mettendo sul piatto 20 settimane di stipendio più una settimana per ogni anno di permanenza. Amazon, che a gennaio aveva annunciato i propri esuberi, ha invece garantito stipendio pieno e relative coperture per 90 giorni, ai quali è seguita un’ulteriore liquidazione.

Il titolo Salesforce perde oltre il 30% da inizio anno

La stretta sul personale è arrivata in un clima di crescente nervosismo sui mercati, con gli investitori timorosi che i grandi modelli linguistici e gli agenti AI possano erodere la domanda di software gestionale tradizionale, a cominciare dalla piattaforma CRM, che resta il cuore dell’attività di Salesforce.

Da inizio anno, infatti, il titolo Salesforce ha lasciato sul terreno oltre il 30%, complice l’acuirsi di questi timori. Per correre ai ripari, il gruppo di San Francisco ha reagito imprimendo un’accelerazione allo sviluppo interno dell’intelligenza artificiale. Sul versante commerciale, il nuovo prodotto ha registrato passi avanti concreti: il mese scorso la società ha comunicato che i ricavi annualizzati di Agentforce hanno oltrepassato il miliardo di dollari.

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