Saipem: Bozzini si dimette e il titolo soffre in Borsa

Bozzini lascia l’incarico di Chief Financial and Strategy Officer per intraprendere nuove esperienze professionali. L’addio avviene nel pieno del processo di trasformazione che sta vivendo la società. Azioni in rosso

Saipem: Bozzini si dimette e il titolo soffre in Borsa

Un addio senza strappi. È quello che si sta consumando in queste ore in casa Saipem, dove Giulio Bozzini lascia scoperto l’incarico di Chief Financial and Strategy Officer.

Il manager ha infatti presentato le sue dimissioni che, come informa una nota della stessa società, sono dovuta alla decisione di Bozzini di intraprendere una nuova esperienza professionale.

Intanto l’apertura del titolo a Piazza Affari, oggi, non è positiva: le azione della quotata italiana, poco dopo l’avvio delle negoziazioni in Borsa, stanno lasciando sul terreno il 2,88%, scambiate a 4,61 euro.

Saipem, come ormai noto, sta vivendo un momento di profondi cambiamenti, una trasformazione che farà della controllata Eni un global solution provider.

Le dimissioni di Bozzini

Le dimissioni di Giulio Bozzini avranno effetto dal prossimo 15 ottobre. Il manager lascia un incarico che aveva assunto il 7 giugno 2016 con funzioni di Amministrazione, Finanza e Controllo, ICT e Strategie.

Prima di prendere il posto che fino ad allora era stato di Alberto Chiarini, Bozzini era stato alla guida della direzione Pianificazione e Controllo di Eni e aveva già ricoperto diversi importanti incarichi manageriali in Saipem.

Alla base della decisione del manager, ci sarebbe la volontà di misurarsi in altre esperienza professionali, scelta che Saipem ha accolto senza troppa sofferenza, ringraziandolo per il lavoro svolto nella società e per il contributo fattivo apportato alle strategie aziendali.

Chi sostituirà ora Bozzini? Saipem fa sapere di aver già avviato un iter di selezione per scegliere il suo successore e tiene a precisare che il passaggio di consegne avverrà garantendo una “transizione fluida ed efficace”.

L’andamento in Borsa di Saipem

Come detto, oggi il titolo Saipem sta soffrendo in Borsa, ma da inizio anno ad oggi, le azioni hanno realizzato una performance di crescita sorprendente.

Il titolo, come è stato fatto notare nelle ultime settimane, è cresciuto di oltre il 20% in 9 mesi passando da 3,82 euro di gennaio ai 4,75 euro della chiusura di mercoledì 12 settembre.

Un andamento che se confermato per il resto dell’anno, secondo alcuni analisti potrebbe superare le aspettative del 2018.

Ma a cosa si deve questo positivo dinamismo a Piazza Affari? Certamente hanno inciso i nuovi contratti che Saipem è riuscita ad aggiudicarsi da inizio anno e che valgono oltre 5 miliardi di euro, ma anche la trasformazione che la società sta attraversando ha giocato un ruolo importante.

Saipem e la fase di transizione

Proprio su questo argomento, era stato chiamato a esprimersi pochi giorni fa l’amministratore delegato, Stefano Cao, che in una intervista al Corriere della Sera aveva scelto di non commentare “per cultura personale” l’andamento del titolo in Borsa, offrendo però una sua analisi del mercato in cui opera la società che guida dal 2015.

“Siamo in una fase di transizione dopo una lunga crisi dell’industria degli idrocarburi. Ci sono segnali di maggiore stabilità, il prezzo del petrolio ha raggiunto un range tale da far ripartire gli investimenti ma non c’è ancora un’evidente accelerazione su nuovi progetti. Le oil company sono più concentrate a soddisfare i propri azionisti con dividendi e operazioni di buy back. In questo contesto, approfittando della crisi, Saipem ha ripensato il proprio modo di essere sul mercato e di operare, avviando una trasformazione culturale basata sull’orientamento delle proprie persone alla soluzione di problemi complessi”

ha dichiarato al quotidiano.

Saipem diventa un global solution provider

Entro la fine del 2018, Saipem dovrebbe concludere il processo di cambiamento avviato dall’ad Cao. Una trasformazione che porterà la società a diventare un global solution provider, attraverso una riorganizzazione su base divisionale e una diversificazione geografica e di prodotto.

In questa strategia, fondamentale anche il contributo fornito dalla divisione Xsight, specializzata nell’ingegneria di alta gamma, al fine di offrire servizi tecnologici sempre più innovativi.

“Nella parte off-shore Saipem è stata ed è considerata uno dei leader nel mercato per sviluppi complessi e tecnologicamente avanzati in acque profonde. La nuova nave acquistata è un elemento indispensabile per restare protagonisti. Il business onshore è stato ripensato per tipologia e aree geografiche. Abbiamo avviato anche un profondo ripensamento della divisione perforazione terra e mare per la quale stiamo valutando alleanze per aggiungere valore a questo business che risente della crisi. Stiamo valutando delle joint-venture”

aveva precisato, infine, Cao al Corriere della Sera.

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