Rottamazione cartelle, le alternative per chi non farà domanda entro il 15 maggio 2018

Anna Maria D’Andrea

3 Maggio 2018 - 16:47

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È fissata al 15 maggio 2018 la scadenza per inviare domanda di rottamazione delle cartelle. Chi salterà l’appuntamento potrà tuttavia pagare i propri debiti a rate fino a 10 anni, senza il rischio di decadere in caso di mancato rispetto delle scadenze.

Rottamazione cartelle: è sempre più vicina la scadenza del 15 maggio 2018, termine ultimo per poter presentare domanda di adesione alla definizione agevolata dei ruoli.

Con la rottamazione delle cartelle affidate dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017 sarà possibile pagare i propri debiti con il Fisco senza sanzioni ed interessi ed in un massimo di 3 o 5 rate.

Presentando domanda di rottamazione si dovrà rinunciare ad eventuali contenziosi ma, ancor di più, sarà necessario rispettare in maniera scrupolosa le scadenze per il pagamento delle rate.

Ed è, forse, proprio questa una delle maggiori criticità della rottamazione, soprattutto per quei contribuenti con debiti più alti. La prima rata dovrà essere pagata entro il 31 luglio 2018 e, al netto dei casi specifici, il pagamento dovrà essere ultimato entro la fine di febbraio 2019.

Per i contribuenti che non presenteranno domanda di rottamazione delle cartelle entro il 15 maggio 2018 è prevista, tuttavia, un’alternativa ancor più vantaggiosa: i debiti con il Fisco possono essere rateizzati fino ad un massimo di 10 anni, senza il rischio di decadere dal proprio piano di pagamento nel caso di ritardo di qualche giorno nel pagamento delle rate.

Si tratta della rateizzazione delle cartelle alla quale possono accedere sia cittadini che imprese e che prevede regole, tempi e procedure differenti in caso di comprovata difficoltà nel pagamento dei propri debiti fiscali.

Rottamazione cartelle: domanda entro la scadenza del 15 maggio 2018

Sono circa 450 mila le domande di rottamazione delle cartelle presentate all’Agenzia delle Entrate fino ad aprile e, ad ormai poco più di dieci giorni dalla scadenza del 15 maggio 2018, la possibilità di sanare i propri debiti fiscali a rate e senza sanzioni e interessi ha suscitato l’approvazione di cittadini e imprese.

Le Regioni in cui si è registrato il maggior numero di domande di rottamazione inviate sono Lazio, Lombardia e Campania e sono sempre più i contribuenti che hanno trasmesso domanda in modalità telematica, compilando e trasmettendo il modulo DA 2000/17 tramite il proprio pc o con l’ausilio di un intermediario.

Tuttavia a ben vedere, nonostante l’evidente vantaggio promesso dalla rottamazione di pagare i propri debiti fiscali senza sanzioni e interessi, aderire alla definizione agevolata non sempre conviene.

Alternative alla rottamazione: dilazione fino a 120 rate

Non conviene presentare domanda di rottamazione al contribuente o all’impresa con debiti elevati, per via dei tempi stretti e delle scadenze serrate per il pagamento delle rate: soltanto 3 rate per le cartelle affidate fino al 2016 ed un massimo di 5 rate per quelle notificate fino al 30 settembre 2017.

Cittadini ed imprese che sceglieranno di non salire sul carro della rottamazione entro la scadenza del 15 maggio 2018 avranno a disposizione un’alternativa per alcuni versi ancora migliore: l’ex Equitalia, sostituita dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, prevede la possibilità di rateizzare i debiti maturati.

Le cartelle potranno essere pagate in 6 anni, si potrà presentare domanda online per i debiti fino a 60.000 euro e, in caso di documentati problemi economici che impediscono di pagare le rate del piano di dilazione, si potrà richiedere la rateizzazione straordinaria con 120 rate a scadenza mensile.

Ben 10 anni di tempo per pagare i propri debiti con il Fisco, senza il terrore di decadere dal proprio piano di dilazione nel caso di ritardo nel pagamento di una rata.

Rateizzazione cartelle fino a 72 rate

L’alternativa più comune per chi non aderirà alla rottamazione delle cartelle è la richiesta di rateizzazione con il piano ordinario di pagamento, che consente di pagare il proprio debito in un massimo di 72 rate (pari a 6 anni).

Per i debiti fino a 60.000 euro, la rateizzazione potrà essere richiesta presentando domanda semplice, anche online, e si potrà scegliere di pagare a rate costanti o rate crescenti.

La rateizzazione per debiti di importo superiore a 60.000 euro potrà invece essere richiesta presentando domanda con, in allegato, i seguenti documenti utili ad attestare lo stato di difficoltà economica:

  • per le ditte individuali con regimi fiscali semplificati: la certificazione relativa all’Indicatore della situazione reddituale (ISEE);
  • per le altre imprese (ivi comprese le ditte individuali in contabilità ordinaria): il prospetto per la determinazione dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa e copia dell’ultimo bilancio approvato e depositato presso il registro delle imprese.

Anche in questo caso, qualora la domanda fosse accolta, sarà possibile pagare le cartelle fino ad un massimo di 72 rate.

Rateizzazione straordinaria fino a 10 anni in caso di problemi economici

Nonostante non vi sia alcuno sconto su sanzioni e interessi maturati sul proprio debito, ad essere ancor più conveniente della rottamazione è il piano di dilazione straordinaria nel caso di aziende in crisi o di famiglie in difficoltà.

Quando un’impresa non è in grado di pagare i propri debiti secondo il piano ordinario di 72 rate mensili, sarà possibile richiedere di dilazionare il pagamento fino a 10 anni; in questo caso, tuttavia, bisognerà possedere alcuni specifici requisiti (decreto MEF del 6 novembre 2013), tali da stabilire il numero di rate concedibili in base alla propria situazione economica.

Per provare lo stato di difficoltà economica per motivi estranei alla propria volontà bisognerà rispettare i seguenti requisiti:

  • per le ditte individuali con regimi fiscali semplificati: quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito mensile, risultante dall’Indicatore della situazione reddituale (ISR) riportato nel modello ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente);
  • per le altre imprese (ivi comprese le ditte individuali in contabilità ordinaria): quando la rata è superiore al 10% del valore della produzione rapportato su base mensile e l’indice di liquidità, ricavato dai dati di bilancio è compreso tra 0,5 e 1.

Per quanto riguarda le famiglie, invece, bisognerà dimostrare che l’importo della rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare, sulla base di quanto indicato nel modello ISEE.

Alla domanda di rateizzazione bisognerà quindi allegare l’ISEE del nucleo familiare, comprensivo del quadro N- Indicatore della situazione reddituale, debitamente valorizzato.

Proroga scadenze rate rateizzazione

Nel caso in cui la situazione economia del contribuente dovesse peggiorare, le scadenze del piano di rateizzazione ordinario o straordinario potranno essere prorogate per una sola volta.

Anche in questo caso bisognerà presentare i documenti necessari a comprovare il peggioramento della propria situazione economica: modello ISEE o documentare gli eventi che hanno portato alla modifica della propria situazione economica e patrimoniale e che non consentono di pagare le rate in tempo.

Una possibilità che, invece, non è concessa a coloro che presenteranno domanda di rottamazione delle cartelle entro il 15 maggio 2018: in tal caso, rispettare la scadenza per il pagamento delle rate sarà fondamentale per non decadere dalla rottamazione.

Al contrario, per i contribuenti che sceglieranno la rateizzazione in 72 ovvero 120 rate, la decadenza dal piano agevolato si verifica in caso di mancato pagamento di 5 rate, anche se non consecutive.

Per maggiori dettagli ed istruzioni si rimanda alla sezione dedicata del sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione per cittadini e imprese.

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