Ristrutturazione, quando la casa non fa reddito e non si indica nel modello 730

Anna Maria D’Andrea

10 Settembre 2021 - 16:59

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In caso di lavori di ristrutturazione e nel rispetto di specifiche condizioni, l’immobile non fa reddito e non dovrà essere indicato nel modello 730/2021. Ecco quando, secondo i chiarimenti forniti dalle Entrate.

Ristrutturazione, quando la casa non fa reddito e non si indica nel modello 730

Casa in ristrutturazione? A specifiche condizioni non farà reddito e non bisognerà indicarne i relativi dati nel modello 730.

Conoscere la normativa fiscale in materia di ristrutturazioni è importante, non solo ai fini dell’accesso alle detrazioni fiscali riconosciute a chi effettua lavori in casa, ma anche per quel che riguarda le regole di determinazione del reddito, che incidono sul calcolo delle tasse dovute.

Vediamo quindi i casi in cui, in caso di ristrutturazione di un immobile, non è necessario indicarne i dati nel modello 730/2021.

Ristrutturazione, quando la casa non fa reddito e non si indica nel modello 730

In linea generale, all’interno della dichiarazione dei redditi è necessaria la compilazione anche del quadro relativo ai redditi dei fabbricati.

Riprendendo quanto riportato dall’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni per la compilazione del modello 730/2021, sono tenuti a compilarlo i seguenti soggetti:

  • proprietari di fabbricati situati nello Stato italiano che sono o devono essere iscritti nel catasto dei fabbricati come dotati di rendita;
  • titolari dell’usufrutto o altro diritto reale su fabbricati situati nel territorio dello Stato italiano che sono o devono essere iscritti nel catasto
  • fabbricati con attribuzione di rendita. In caso di usufrutto o altro diritto reale (es. uso o abitazione) il titolare della sola “nuda proprietà” non deve dichiarare il fabbricato. Si ricorda che il diritto di abitazione (che si estende anche alle pertinenze della casa adibita ad abitazione principale) spetta, ad esempio, al coniuge superstite (art. 540 del Codice Civile);
  • possessori di immobili che, secondo le leggi in vigore, non possono essere considerati rurali;
  • soci di società semplici e di società ad esse equiparate, che producono reddito di fabbricati.

Seppur con regole di tassazione differenziate, sia la prima casa che gli altri immobili posseduti devono essere indicati in dichiarazione dei redditi. L’obbligo riguarda quindi anche le case date in affitto o ad esempio in comodato d’uso.

Esistono però specifici casi in cui il reddito dei fabbricati è esente IRPEF, e viene quindi meno l’obbligo di compilazione della dichiarazione dei redditi. La ristrutturazione è uno di questi.

Casa in ristrutturazione fuori dal modello 730: quando non fa reddito

In caso di ristrutturazione di un immobile per il quale, in linea teorica, sorge l’obbligo di compilazione del modello 730, la presenza di un idoneo provvedimento rilasciato per eseguire lavori edilizi consente di sfuggire all’obbligo dichiarativo.

Come indicato dall’Agenzia delle Entrate, non fa reddito il fabbricato in ristrutturazione, ma esclusivamente se non è utilizzato per il periodo di esecuzione dei lavori.

Inoltre, per poter beneficiare dell’esenzione dall’obbligo di dichiarazione, sarà necessario essere in possesso di licenze, concessioni o autorizzazioni per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

In tal caso, per tutto il periodo al quale si riferisce il provvedimento e in caso di mancato utilizzo, l’immobile non va dichiarato.

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