Stefano Rossi (Euclidea): i dazi rallentano le economie. Il risparmio gestito invece cresce

In occasione dell’evento «Il futuro degli investimenti: economie in crescita e costi bassi» svoltosi a Milano, Money.it ha intervistato Stefano Rossi, Amministrato Delegato di Euclidea, che da una parte ha fatto il punto sull’attuale situazione macroeconomica, e dall’altra si è soffermato sulla crescita del risparmio gestito in Italia.

In occasione dell’evento «Il futuro degli investimenti: economie in crescita e costi bassi» promosso da Euclidea, con la partecipazione di Vanguard, Money.it ha intervistato al Fintech District di Milano Stefano Rossi, Amministratore Delegato di Euclidea.

Dopo aver fatto il punto sulla situazione macroeconomica odierna, soffermandosi principalmente sui dazi imposti dagli USA contro la Cina e l’UE, Stefano Rossi ha fornito un quadro generale sulla situazione del risparmio gestito in Italia e sull’investitore italiano.

Dottor Rossi chi è Euclidea e cosa vi differenzia dai vostri competitor?
Euclidea è una SIM di gestione che si ripromette di far accedere alla gestione patrimoniale il cliente che è desideroso di migliorare la propria situazione portafoglio sia come costi che qualità.

Quali sono le economie più importanti e quali saranno secondo lei tra 10 anni?

Allora è chiaro che oggi le economie più importanti sono gli USA e la Cina. Tuttavia ci sono dei Paesi che in funzione della crescita demografica e del reddito pro capite, tra 10 anni andranno incontro a notevoli miglioramenti in classifica. Tra questi per esempio possiamo identificare l’Indonesia, il Brasile e la Turchia. Ovviamente, è chiaro che questa dimensione dell’economia non è ancora riflessa dalla dimensione dei mercati azionari e proprio per questo abbiamo deciso di costruire una linea di gestione che si chiama «Fullsteam Equity», dove è possibile sfruttare a livello di investimento queste dinamiche.

Quanto stanno incidendo sugli investimenti i dazi imposti dagli USA contro la Cina e l’UE?

I mercati azionari hanno cominciato a riflettere da un punto di vista di performance già da un po’ di settimane, perché chiaramente i dazi rallentano la crescita economica di questi Paesi. Gli USA probabilmente fino ad ora hanno forse beneficiato di un’apertura da parte degli investitori istituzionali, perché gli indici azionari americani sono cresciuti. Di contro invece anche se l’indice cinese non è cresciuto, tuttavia il Paese asiatico continua a crescere la dimensione della propria economia. L’Europa infine è cresciuta sì, ma non tanto quanto avrebbe potuto crescere. Questo perché l’economia del Vecchio Continente, soprattutto quella di alcuni Paesi come la Germania, sta soffrendo i dazi imposti dall’amministrazione Trump.

Riguardo più nel dettaglio l’UE, quanto sta incidendo la questione Brexit?

La Brexit sta soprattutto incidendo come incertezza dal punto di vista legislativo e dei consumi, in particolare per il mercato inglese che sottoperforma ormai da mesi. Tant’è che anche l’andamento della stessa sterlina sta riflettendo negativamente questa incertezza. Il resto dei mercati mondiali non è tanto interessato a come si svilupperà la Brexit. Infatti in realtà essa va incidere negativamente soprattutto sugli inglesi.

Come sta andando il risparmio gestito in Italia e quali sono le sue previsioni per il futuro?

Il futuro ci permette di parlare della nostra realtà. Stiamo infatti assistendo a una fortissima crescita da parte degli investitori che sono interessati soprattutto a migliorare i propri portafogli. Ovviamente il miglioramento si genera con un efficienza di costo e con un perfezionamento della qualità degli strumenti. Il risparmio gestito italiano sta attraversando una forte fase di cambiamento, tant’è che l’invio delle rendicontazioni MiFID II stanno aprendo gli occhi a tanti clienti. Essi infatti vogliono vedere molto più chiaro a livello di costi e commissioni perché e per che cosa pagano. Noi abbiamo costruito Euclidea in funzione della MiFID II e quindi riteniamo che per realtà come la nostra, che si propongono di fare della trasparenza il loro più importante asset, sia un momento molto molto epocale.
Chiaramente le banche e gli altri gestori che sono in questo momento molto più grandi e più stabili di noi stanno facendo i loro ragionamenti. Tuttavia se il loro business model è basato sulla distribuzione a costi alti di prodotti di risparmio gestito che non funzionano tanto bene, ovviamente dovranno rivedere i propri piani.

Come identificherebbe l’investitore italiano?

L’investitore italiano è un investitore sempre più attento che vuole investire bene i propri risparmi perché è molto faticoso accumularli e trattenerli. Non stiamo parlando soltanto di performance di portafoglio, ma stiamo parlando di obiettivi reali di vita che devono essere in qualche modo condivisi con il proprio consulente. Proprio per questo è un risparmiatore sempre più attento.

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