Risiko bancario: come lo prezza il mercato?

Guido Gennaccari

10/05/2025

Nel 2025 esplode il risiko bancario italiano: OPA, OPS, concambi e manovre incrociate ridisegnano il settore. Chi comanda davvero? Chi vince, chi perde e chi resta fuori dal nuovo gioco del potere?

Risiko bancario: come lo prezza il mercato?

Il 2025 è ufficialmente decretato come l’anno delle aggregazioni e fusioni bancarie tramite offerte pubbliche già lanciate ed in corso.

Come leggere con gli occhi del mercato le varie ops/opa considerando solo i corsi azionari dei titoli coinvolti? L’unica informazione attendibile è se i due titoli coinvolti nell’operazione siano attualmente a sconto o a premio rispetto al concambio del prospetto pubblicato. Più difficile dare una valutazione considerando gli intrecci di partecipazioni incrociate tra gli attori coinvolti, secondo la lucida e pragmatica logica di Enrico Cuccia che a tal proposito sosteneva che “Le azioni non si contano, si pesano.”

Il caso Mps su Mediobanca. “Quale corrispettivo dell’Offerta, l’Offerente riconoscerà n. 2,300 azioni ordinarie dell’Offerente di nuova emissione - prive del valore nominale, aventi godimento regolare e le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie di MPS già in circolazione alla data di emissione, che saranno quotate su Euronext Milan - per ogni azione di Mediobanca portata in adesione all’Offerta (il “Corrispettivo”).”

Recente è stata la contromossa di Mediobanca, coinvolgendo Generali nell’ops su Banca Generali, con la seguente offerta: “Mediobanca riconoscerà – per ciascuna Azione di Banca Generali portata in adesione all’Offerta – un corrispettivo unitario, non soggetto ad aggiustamenti (fatto salvo per quanto di seguito indicato), pari a n. 1,70 Azioni Assicurazioni Generali, aventi medesime caratteristiche delle altre azioni Assicurazioni Generali in circolazione. Pertanto, a titolo esemplificativo, per ogni n. 10 Azioni di Banca Generali portate in adesione all’Offerta saranno corrisposte n. 17 azioni ordinarie di Assicurazioni Generali.”

Non da meno è stata l’operazione lanciata da Unicredit su Bpm: “I premi impliciti del Corrispettivo presentati nel Comunicato sono stati calcolati sulla base del confronto tra una valorizzazione implicita del Corrispettivo e un prezzo ufficiale dell’Emittente riferibili in tutti i casi alla medesima data e ad orizzonti temporali omogenei e, pertanto, coerenti tra loro… La valorizzazione implicita del Corrispettivo è calcolata in misura corrispondente al prezzo per azione UniCredit volta per volta utilizzato moltiplicato x 0,175 (rapporto di cambio).”

Tra le banche “minori”, per grandezza, spicca l’ops di Bper su Bpso: “Sulla base dei Metodi di valutazione applicati, gli Amministratori hanno determinato il rapporto di scambio come pari a n.1,450 azioni ordinarie di BPER di nuova emissione per ciascuna azione di BP Sondrio portata in adesione all’Offerta (il “Rapporto di Scambio”).”

L’operazione di Banca Ifis su Illimity prevede, oltre al concambio, anche una quota in cash:

“Si ricorda che, per ciascuna azione illimity portata in adesione all’Offerta, Banca Ifis riconoscerà un corrispettivo complessivo unitario composto da: (i) una componente rappresentata da azioni ordinarie dell’Offerente di nuova emissione, pari a n. 0,10 azioni ordinarie; e (ii) una componente in denaro, pari a Euro 1,414. Pertanto, per ogni n. 10 azioni Illimity portate in adesione all’Offerta, saranno corrisposti n. 1 azione ordinaria dell’Offerente di nuova emissione e un corrispettivo in denaro pari a Euro 14,14.”

I contenuti sopra esposti, che non sono completi ed esaustivi, cercano di fare luce nella ingarbugliata vicenda del risiko bancario, dando solo uno spunto grafico di come gli operatori leggano con gli occhi del mercato tali operazioni, analizzando solo l’elemento prezzo, che non corrisponde al valore, che è quello che ottengo dietro il corrispettivo del pagamento.

Quale miglior chiusura se non riportare, senza fare spoiler, il finale dell’articolo su FCHub con l’intervista al Prof. Guglielmo Santorsola dal titolo “Mediobanca, Generali, MPS... Prede e predatori, con molti conflitti di interesse”?

Alleanze e cordate, schieramenti che trovano nuovi supporter: alla fine il mondo della nostra finanza si ricomporrà in una nuova costellazione, la differenza tra amici e nemici non conterà più?

«Non è detto che gli eventi passino senza fare dei perdenti. Basti vedere che cosa è successo nel caso Ubi: il management era contrario all’offerta di Banca Intesa, ma gli azionisti hanno aderito in massa all’offerta. I banchieri che guidavano Ubi non sono più nel mercato del credito».