Ripple (XRP), valutazione verso i $50 miliardi grazie a un buyback da $750 milioni

P. F.

12 Marzo 2026 - 17:14

Ripple avvia un buyback da 750 milioni di dollari per portare la sua valutazione a $50 miliardi, mentre XRP perde il 60% dai massimi e gli ETF sul token raccolgono oltre 1,5 miliardi.

Ripple (XRP), valutazione verso i $50 miliardi grazie a un buyback da $750 milioni

Ripple, società tecnologica statunitense specializzata in soluzioni di pagamento internazionale basate su blockchain, ha avviato un’offerta di riacquisto di proprie azioni per un controvalore massimo di 750 milioni di dollari, rivolta a dipendenti e investitori storici. L’operazione è condotta a una valutazione implicita di 50 miliardi di dollari e proseguirà fino ad aprile, fungendo da canale di liquidità per gli azionisti senza che la società debba ricorrere a una quotazione in borsa.

La mossa segna un salto valutativo rilevante rispetto alle operazioni precedenti della società. Nel gennaio 2024, Ripple aveva riacquistato azioni proprie per 285 milioni di dollari a una valutazione di 11 miliardi, mentre l’attuale operazione incorpora un premio del 25% rispetto al round da 500 milioni di dollari chiuso a novembre scorso.

Fondata nel 2012 a San Francisco, Ripple sviluppa infrastrutture di regolamento per i pagamenti cross-border tramite la propria rete interbancaria, RippleNet, concepita per rendere i trasferimenti internazionali più rapidi ed economici rispetto ai circuiti tradizionali come SWIFT. Nell’ambito di questa infrastruttura opera XRP, token digitale utilizzato come valuta ponte nelle transazioni sulla rete. Il rapporto tra Ripple come entità corporate e XRP come asset autonomo è rimasto a lungo al centro di un contenzioso con la SEC statunitense, conclusosi in larga parte a favore della società nel 2024.

La strategia di Ripple (dopo il round da $500 milioni)

La nuova operazione di buyback fa seguito a un investimento strategico da 500 milioni di dollari da parte di società affiliate a Fortress Investment Group, Citadel Securities, Pantera Capital, Galaxy Digital, Brevan Howard e Marshall Wace. Si tratta di un consorzio di investitori istituzionali di primo piano operanti nel segmento degli asset alternativi e delle strategie quantitative, la cui partecipazione attribuisce all’operazione una rilevanza che trascende il semplice riacquisto di titoli propri.

L’operazione di Ripple si inserisce in un momento in cui diversi operatori dell’ecosistema crypto-fintech stanno esplorando modalità alternative di accesso alla liquidità e di riorganizzazione della struttura del capitale. In parallelo, sul fronte della governance decentralizzata, Across Protocol ha presentato una proposta per convertire la propria struttura da DAO a C-corporation statunitense, offrendo ai detentori del token ACX la possibilità di convertire le proprie posizioni in quote azionarie della nuova entità societaria, denominata AcrossCo, secondo un rapporto di cambio uno a uno, con un’alternativa che prevede il rimborso in USDC a premio.

XRP e il mercato crypto: la divergenza tra equity e token

Il quadro di Ripple presenta una marcata dicotomia tra l’andamento della valutazione societaria e quello del token nativo. XRP ha ceduto oltre il 60% del proprio valore rispetto ai massimi storici toccati a luglio, con un ribasso del 54% calcolato dal solo mese di ottobre. Il mercato delle criptovalute nel suo insieme ha perso circa la metà della propria capitalizzazione dal picco autunnale, in un contesto segnato dalle tensioni tariffarie e dall’escalation dei conflitti in Medio Oriente.

Nonostante il prolungato drawdown del token, la base di investitori retail legata a XRP continua ad allocare capitali verso strumenti quotati sull’asset. Secondo l’analista ETF di Bloomberg Intelligence Eric Balchunas, i flussi in ingresso sugli ETF su XRP hanno superato 1,5 miliardi di dollari nel periodo del ribasso, dinamica che Balchunas ha attribuito prevalentemente ai cosiddetti “super fan” del token piuttosto che a investitori retail occasionali:

“Come Solana, questo è davvero impressionante, considerando che questi titoli hanno subito un brusco calo del 45%. Tradizionalmente, gli afflussi sono quasi impossibili per gli ETF che hanno un momento di inversione di tendenza, soprattutto se sono nuovi di zecca. Immagino che questo dipenda principalmente dai super fan di XRP rispetto al retail occasionale”.

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