Rita: rendita integrativa temporanea anticipata su pensione. Requisiti e come funziona

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Rita: rendita integrativa temporanea anticipata su pensione. Requisiti e come funziona

La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata - Rita ora premette di avvicinare il termine dell’attività lavorativa e andare in pensione. Come funziona e quali sono i requisiti?

Rita è un acronimo per Rendita Integrativa Temporanea Anticipata e garantisce ai beneficiari di percepire un’assegno ponte per smettere prima di lavorare. Il costo della pensione integrativa sarà scaricato sui fondi di previdenza complementare, che potranno essere sfruttati totalmente o in parte. A chi si chiede come funziona la Rita è necessario indicare come esistano dei requisiti definiti per richiederla.

La Rita rendita temporanea è meno conosciuta di Ape e Quota 41 nel pacchetto approvato dalla riforma delle pensioni 2017. Cos’è e come funziona? Cerchiamo di fornire tutte le indicazioni si requisiti per la forma di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro.

La pensione integrativa con Rita decorre a partire dal 1° maggio 2017 stando ai requisiti dettati dalla Legge di Bilancio 2017 (art. 188, L. 232/2016). Ritardi burocratici e da parte del Governo non permettono agli interessati alla Rita ora di inviare domanda. La legislazione su come funziona la rendita integrativa oggi la definisce una misura approvata ‘in via sperimentale’ fino al 31 dicembre 2018.

Ecco come funziona e che cos’è Rita pensione, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata.

Rita: rendita integrativa temporanea anticipata su pensione. Requisiti e come funziona

La Rita garantisce la possibilità di usufruire di una forma di flessibilità in uscita spesata con il montante accumulato all’interno dei fondi pensione sottraendo denaro alla pensione integrativa. La novità prevista dalla riforma delle pensioni può essere fruita sia da sola che al fine di alleggerire l’Ape volontaria.

La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata - Rita necessiterà quindi di un prelievo dai fondi per la pensione, nel caso in cui il lavoratore abbia versato nella sua vita lavorativa contributi per la pensione integrativa. La Rita ora, per come funziona, non è quindi una pensione, quanto una ‘rendita’ che permette di avere diritto ad un’indennità erogata tra il termine dell’attività lavorativa e la pensione vera e propria.

La legge ad oggi vigente (art. 188, L. 232/2016) descrive la Rita come segue:

“Le prestazioni delle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, con esclusione di quelle in regime di prestazione definita, possono essere erogate, in tutto o in parte, su richiesta dell’aderente, in forma di rendita temporanea, denominata «Rendita integrativa temporanea anticipata» (RITA), decorrente dal momento dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dei predetti requisiti di accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio e consistente nell’erogazione frazionata, per il periodo considerato, del montante accumulato richiesto.”

La rendita integrativa su pensioni quindi sarà accessibile solo a chi ha diritto a forme pensionistiche complementari, sia per il settore privato che per quello pubblico. Dai requisiti per Rita sono esclusi gli appartenenti alle casse professionali. A seconda della volontà del richiedente inoltre sarà data la possibilità di utilizzare i suddetti fondi pensione solo in parte o in misura integrale.

Riforma pensioni 2017, Rita: quali sono i requisiti e chi può farne richiesta

Per poter far richiesta di Rita si dovrà però assolvere a determinati requisiti. Oltre ad essere titolari di un montante contributivo per la pensione integrativa infatti si dovranno rispettare gli stessi criteri richiesti dalla riforma pensioni per l’Ape volontaria. Proprio questo legame con l’Ape volontaria è uno dei motivi registrati per l’approvazione di Rita ora ancora non operativa.

Chi ne farà richiesta infatti dovrà primariamente vedersi rilasciato dall’Inps la certificazione di idoneità indispensabile anche per fare domanda di Ape volontaria. Solo in un secondo momento si avrà la facoltà di inviare l’effettiva richiesta per la Rita.

Come funziona e quali sono i requisiti per la rendita temporanea integrativa? Nella Legge di Bilancio 2017 si legge che i requisiti per accedere alla rendita integrativa sono gli stessi richiesti per l’Ape volontaria. Chi vorrà accedere alle novità garantite dalla Rita dovrà quindi:

  • avere almeno 63 anni di età,
  • possedere un’anzianità contributiva di almeno 20 anni,
  • aver cessato i rapporti di lavoro,
  • essere ad almeno 3 anni e 7 mesi dal pensionamento regolamentare,
  • avere diritto al momento del pensionamento ad un assegno superiore ad 1,4 volte quello minimo, ovvero 702,65 euro.

Riforma pensioni 2017: differenza tra Rita e Ape social o volontaria

La riforma delle pensioni mette a disposizione dei lavoratori che intendono andare in pensione anticipata misure adatte a più esigenze, ma in questo articolo ci concentriamo sulla rendita integrativa temporanea anticipata (Rita). È bene però cercare di delinearne le differenze con le novità introdotte dalle misure ‘gemelle’ di Ape social e soprattutto Ape volontaria.

L’Ape, come la Rita, è una forma di pensione anticipata introdotta dall’ultima Legge di Bilancio 2017 in via sperimentale. La versione volontaria e social dell’anticipo pensionistico, a cui si aggiunge anche la Rita, sono tra le novità più attese e discusse in tema di riforma delle pensioni.

Le ultime novità in tema di pensione anticipata infatti consentono di usufruire di forme di assegni-ponte che possono garantire un’uscita dal mondo del lavoro con uno sconto fino a 3 anni e 7 mesi dal requisito per la pensione di vecchiaia.

Tra le forme di Ape l’unica a non prevedere costi per i richiedenti è quella social, anche se è a messa a disposizione esclusivamente per alcune categorie oggetto di particolare tutela. Con l’Ape social si potrà quindi accedere alla pensione anticipata per lavoratori disagiati e non prevede indebitamenti.

Per quanto riguarda l’Ape volontaria, invece, prevedendo una platea di richiedenti di gran lunga più ampia , richiede un impegno economico da parte di coloro che vogliono andare in pensione anticipata. Una delle possibilità lasciate aperte dalla riforma delle pensioni 2017 è quella di poter ammortizzare il costo dell’Ape volontaria utilizzando la Rita.

Riforma pensioni 2017, Rita: validità temporale e incentivi fiscali

Le novità introdotte dalla riforma delle pensioni con la Rita dovrebbero avere decorrenza dal 1° maggio 2017. Ad oggi però non è ancora chiaro quando sarà possibile fare domanda per la rendita integrativa. La Rita ora inoltre è, come Ape volontaria e social, una misura sperimentale e ad oggi è prevista la sua cessazione per il 31 dicembre del 2018. È però esplicitamente prevista la possibilità di una sua futura proroga.

Il giudizio su come funziona Rita dovrà pervenire in una relazione del governo entro il 10 settembre 2018 (art. 193, L. 232/2016). Solo a seguito si potrà decidere sulla prosecuzione della rendita integrativa per pensioni.

Tra le novità si lasciano segnalare anche gli incentivi fiscali a cui avranno diritto tutti i richiedenti della Rita. La riforma delle pensioni infatti per questo capitolo prevede degli sgravi molto simili a quelli di cui si avrebbe diritto nel caso di erogazione di rendite ricomprese all’interno della previdenza complementare.

La parte imponibile della Rita verrà assoggettata ad una ritenuta a titolo d’imposta con un’aliquota del 15%, ridotta dello 0,3 per ogni anno eccedente il 15 di partecipazione a forme pensionistiche complementari. Per tale mezzo si potrà giungere fino ad una riduzione massima del 6%.

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