Riforma Irpef, regole per il 2026 e come calcolare le tasse

Patrizia Del Pidio

24 Dicembre 2025 - 08:37

L’Irpef cambia ancora nel 2026 portando un taglio solo per determinate fasce di contribuenti. Vediamo come si calcolano le tasse a partire dal prossimo mese e cosa cambia.

Riforma Irpef, regole per il 2026 e come calcolare le tasse

L’Irpef cambia ancora nel 2026, e cambia anche come calcolare le tasse. La Legge di Bilancio 2026, infatti, introduce un nuovo taglio dell’imposta sul reddito delle persone fisiche abbassando di due punti percentuali l’aliquota del secondo scaglione di reddito, quello che riguarda chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro. L’effetto ha delle conseguenze anche per chi ha redditi superiori a 50.000 visto che la sterilizzazione ha effetto solo quando il reddito supera i 200.000 euro.

Le novità contenute nella Legge di Bilancio 2026 portano a dei cambiamenti sostanziali nella determinazione delle imposte da versare annualmente.

Dal 1° gennaio 2026, sono state confermate le tre aliquote anche se per la seconda c’è una variazione della percentuale mentre restano invariati gli scaglioni di reddito. Vediamo le novità.

Riforma Irpef, come cambiano le imposte sui redditi

Dal 1° gennaio 2026 il secondo scaglione dell’Irpef subisce un taglio di due punti percentuali passando dall’attuale 35% al 33%.

Rispetto a quanto previsto per Irpef 2025, nel 2026 gli scaglioni di reddito, rimangono tre, ma cambiano le aliquote per il versamento dell’imposta:

  • fino a 28.000 euro, 23 per cento;
  • oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 33 per cento;
  • oltre 50.000 euro, 43 per cento.

Per i contribuenti che hanno redditi superiori a 28.000 euro, quindi, nel 2026 si assiste a minori imposte da versare. Il risparmio raggiunge il massimo del beneficio (440 euro) solo per chi ha redditi a partire da 50.000 euro.

Il calcolo dell’Irpef per il periodo di imposta 2026 si effettua in base alla seguente tabella:

SCAGLIONI 2026ALIQUOTE 2026IMPOSTA DOVUTA
fino a 28.000 euro 23% 23% sul reddito
da 28.001 fino a 50.000 euro 33% 6.440 euro + 33% sul reddito che supera i 28.000 euro e fino a 50.000 euro
oltre i 50.000 euro 43% 13.700 euro + 43 per cento sul reddito che supera i 50.000 euro

Come appare chiaro l’effetto del taglio dell’Irpef si ha anche per i redditi superiori a 50.000 euro, anche se la Legge di Bilancio prevede una sterilizzazione per chi ha redditi superiori a 200.000 euro. Per i contribuenti titolari di un reddito complessivo superiore a 200.000 euro è diminuito di un importo pari a 440 euro l’ammontare della detrazione dall’imposta lorda (azzeramento del beneficio portato dal taglio dell’Irpef). Sono escluse dalla sterilizzazione soltanto le spese sanitarie.

Non cambiano le detrazioni da lavoro e da pensione

Nessuna novità investe le detrazioni da lavoro (dipendente e autonomo) e quelle da pensione che rimangono invariate rispetto al 2025, così come rimane invariata anche la no tax area a 8.500 euro per lavoratori dipendenti e pensionati.

Nella seguente tabella proponiamo uno schema per il calcolo delle detrazioni da lavoro dipendente:

RedditoImporto della detrazione
fino a 15.000 euro 1.955 (non inferiore a 690 o, se a tempo determinato, non inferiore a 1.380)
oltre 15.000 e fino a 28.000 1.910 + 1.190 x [ (28.000 - reddito) / (28.000 - 15.000) ]
oltre 28.000 e fino a 50.000 1.910 x [ (50.000 - reddito) / (50.000 - 28.000) ]
oltre 50.000 euro nessuna detrazione

Trattamento integrativo, rimane invariato

Il calcolo per la spettanza del trattamento integrativo non cambia e resta un diritto per i contribuenti con reddito complessivo di ammontare non superiore a 15.000 euro: in questo caso può essere concesso quando l’imposta lorda, da determinarsi sui redditi di lavoro dipendente, è di importo superiore alla detrazione spettante ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del TUIR diminuita dell’importo di 75 euro rapportato al periodo di lavoro nell’anno.

Con la riduzione dei 75 euro lo scopo è quello di neutralizzare l’incremento dell’importo della detrazione per redditi da lavoro dipendente che avrebbe potuto determinare la perdita del beneficio (da ricordare, infatti, che uno dei requisiti per avere diritto all’ex bonus Renzi è la capienza di imposta calcolata sui redditi di lavoro dipendente e assimilati rispetto alla detrazione spettante per i medesimi redditi).

Il diritto al trattamento integrativo resta anche per chi ha reddito compreso tra 15.000 e 28.000 euro, a patto che le detrazioni spettanti siano superiori all’imposta dovuta.

Taglio al cuneo fiscale

Il taglio al cuneo fiscale è stato confermato anche per il 2026 invariato rispetto all’anno precedente.

Anche se fino a 8.500 euro di reddito l’Irpef dovuta è assorbita e azzerata completamente dalle detrazioni spettanti per il lavoro dipendente, a queste si somma il taglio del cuneo fiscaleche aggiunge un ulteriore trattamento integrativo per i redditi fino a 20.000 euro pari a:

  • 7,1%, se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500 euro;
  • 5,3%, se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 8.500 euro ma non a 15.000 euro;
  • 4,8%, se il reddito di lavoro dipendente è superiore a 15.000 euro.

Per i redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro il taglio al cuneo fiscale di trasforma in una maggiorazione della detrazione spettante sul reddito che si calcola nel seguente modo:

  • 1.000 euro l’anno per i redditi fino a 32.000;
  • per redditi compresi tra 32.000 e 40.000 euro si calcola con al seguente formula 1.000 *
    40.000 - Reddito complessivo

    /8.000.

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