Riforma del catasto, nessuna nuova patrimoniale in arrivo

Emiliana Costa

28 Ottobre 2021 - 12:08

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Nessuna patrimoniale in arrivo con la revisione del catasto. Con l’approvazione della legge delega di riforma fiscale, arriva la conferma ufficiale. Entriamo nel dettaglio.

Riforma del catasto, nessuna nuova patrimoniale in arrivo

Nessuna patrimoniale in arrivo con la riforma del catasto. Come riporta Italia Oggi, la conferma arriva da un inciso della legge delega di riforma fiscale, presentata ieri alla Camera dei Deputati per avviare l’iter di approvazione. Nell’inciso viene precisato che la revisione del catasto non sarà influenzata da Isee, verifiche da redditometro e Imu.

Lo scorso 5 ottobre, giorno di approvazione della riforma, il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva già anticipato verbalmente che la revisione del catasto non sarebbe stata una patrimoniale. Ma adesso arriva la precisazione ufficiale. Entriamo nel dettaglio.

Riforma del catasto, nessuna patrimoniale in arrivo

Dopo le rassicurazioni verbali del presidente Draghi dello scorso 5 ottobre, è arrivata la precisazione scritta che Isee, verifiche da redditometro e Imu non impatteranno sulla riforma del catasto. L’inciso sulla disposizione di revisione del catasto si trova nel testo dell’articolo 6, 2 comma lettera a: «Prevedere che le informazioni rilevate secondo i principi di cui al presente comma non siano utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali e, comunque, per finalità fiscali».

La relazione tecnica che accompagna il testo rinvia la quantificazione finanziaria delle misure ai decreti delegati che le declineranno.

Revisione del catasto, critiche alla misura

La precisazione contenuta nella legge delega di riforma fiscale non è ritenuta sufficiente da Confedilizia, che in una nota ieri ha espresso perplessità sulla riforma. «Approda in parlamento il disegno di legge delega con la riforma fiscale proposta dal governo. Al suo interno c’è la revisione del catasto, che proprio il parlamento aveva escluso dal documento di indirizzo approvato lo scorso 30 giugno, sul quale l’esecutivo si era impegnato, anche nella Nadef licenziata pochi giorni fa, a fondare il proprio testo», commenta il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.

Secondo Testa, la riforma del catasto non rappresenterebbe un’urgenza. «Da parte nostra - aggiunge - ribadiamo quanto abbiamo sempre detto. Se c’è un’urgenza, quella non è la riforma del catasto, che ha già creato un effetto depressivo sul mercato immobiliare, ma la riduzione della patrimoniale sugli immobili, l’Imu, che nei suoi dieci anni di vita ha pesato per 230 miliardi di euro su famiglie e imprese, determinando una caduta progressiva del valore del risparmio che tanti italiani avevano investito, cosi’ ripagati, nel loro paese».

Cosa prevede la riforma del catasto?

La riforma del catasto è un processo che durerà cinque anni, i cui effetti si vedranno nel 2026. L’obiettivo della misura è quello di rivedere le rendite catastali degli immobili situati in tutto il territorio nazionale. In questa prima fase il governo si limiterà a fare solo un accertamento dell’esistente, per fotografare lo stato del sistema immobiliare in Italia.

Si tratta, dunque, di un’operazione trasparenza, che non interesserà il contribuente. Prima della pubblicazione dell’inciso contenuto nella legge delega, il governo aveva già assicurato più volte che non sarebbero aumentate le tasse sulla casa.

La riforma del catasto è indicata esplicitamente nel Pnrr. L’obiettivo del primo step, contenuto nella legge delega, è dunque il miglioramento degli strumenti di rivelazione degli immobili e una miglior comunicazione tra i comuni e l’Agenzia delle entrate.

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