Riforma PA: da Draghi assunzioni rapide e investimenti in connettività

Teresa Maddonni

17 Febbraio 2021 - 14:14

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La riforma della Pubblica Amministrazione secondo Draghi deve puntare su due elementi: investimenti in connettività e reclutamento delle migliori competenze anche con assunzioni rapide. Vediamo cosa ha detto il Premier in merito nel suo discorso al Senato.

Riforma PA: da Draghi assunzioni rapide e investimenti in connettività

La riforma della PA è una di quelle centrali nel programma di Draghi che il Premier ha presentato oggi al Senato in vista del voto di fiducia.

La riforma della Pubblica Amministrazione, insieme a quella del Fisco e della Giustizia, era stata anticipata dalle dichiarazioni dei partiti durante le consultazioni e oggi Draghi l’ha illustrata per sommi capi al Senato.

La riforma della PA punterà sulla riduzione dei tempi il che richiederà anche investimenti in connettività. E ancora sarà fondamentale che la riforma della PA punti sulle competenze anche reclutandole in modo rapido.

Per il Premier la riforma della PA non può più essere procrastinata. Tra le priorità lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia.

Riforma PA: investire in connettività e assunzioni rapide

In merito alla riforma della PA Draghi al Senato si è concentrato su due direttive che sono: investire in connettività, anche per migliorare il servizio per il cittadino, puntare sulle migliori competenze anche con assunzioni che siano rapide.

In primis, in merito alla Pubblica Amministrazione, nel suo discorso al Senato Draghi ha sottolineato la necessità di smaltire l’arretrato accumulato durante la pandemia e pertanto gli uffici dovranno predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini.

“Nell’emergenza l’azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. La fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è, tuttavia, una realtà che deve essere rapidamente affrontata.”

Il Premier poi è arrivato nel discorso ai due elementi centrali della riforma della PA:

“La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati.”

Non solo riforma della PA

Nel suo dicorso Draghi ha parlato anche delle altre due riforme oltre quella della PA e che sono Fisco e Giustizia.

In merito alla riforma fiscale ha sottolineato che dovrà puntare sulla progressività riducendo il carico fiscale. Il Premier ha parlato di una riforma profonda dell’Irpef e lotta all’evasione.

In merito alla Giustizia invece ha ricordato che le azioni devono rientrare nelle aspettative dell’Unione Europea che “esorta ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile”:

  • attuando e favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali;
  • favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro;
  • adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo;
  • riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale;
  • favorendo la repressione della corruzione.

Queste sono le parole del premier che abbiamo così schematizzato in merito alla riforma della Giustizia, che con quella del Fisco e della PA, rientrerà tra le azioni del nuovo governo.

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