Ricorso test Medicina: come fare, tempi e costi

Isabella Policarpio

08/09/2021

08/09/2021 - 16:16

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Chi non ha passato il test d’ingresso per Medicina può fare ricorso. Spieghiamo come si fa, quanto costa e in quali casi si può vincere.

Ricorso test Medicina: come fare, tempi e costi

In Italia c’è la possibilità di fare ricorso al tribunale amministrativo in caso di bocciatura al test d’ingresso per la facoltà di Medicina e Chirurgia, che dal 1999 è a numero chiuso.

I giovani diplomati che sognano la carriera come medico sono tantissimi e altrettanti ogni anno restano delusi dall’esito del test. Il ricorso è aperto a tutti ma per vincerlo occorre dimostrare in giudizio la presenza di irregolarità o ingiustizie evidenti.

Come fare il ricorso, quanto costa e tempi da rispettare in questo approfondimento.

Come fare ricorso per il test di Medicina

In caso di mancato superamento del test d’ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia (o altre che prevedono il numero chiuso), il candidato può presentare un ricorso al Tar Lazio, il tribunale competente in materia.

Il ricorso è un diritto ma le possibilità di vincere e, quindi, ottenere una nuova correzione della performance non sono elevate: se si vogliono avere concrete possibilità di vincita, serve provare la presenza di irregolarità, errori materiali o comportamento di favore nei confronti di altri candidati.

Si può fare ricorso contro ogni situazione anomala verificatasi durante il test, sempre che possa essere dimostrata in giudizio, anche con testimoni.

Per fare ricorso contro il test di Medicina serve:

  • rivolgersi ad un avvocato competente in materia amministrativa;
  • avere un valido motivo, serio e dimostrabile;
  • rispettare i termini stabiliti dalla legge.

Il ricorso va presentato al Tar Lazio indipendentemente dalla regione in cui è stata volto il test. Ciascun candidato può presentare il ricorso una sola volta, scegliendo tra tre possibilità:

  • il ricorso collettivo nazionale. Questa tipologia di ricorso viene promossa dall’UDU al costo di 10 euro;
  • il ricorso collettivo locale, quindi promosso da associazioni di studenti che operano localmente (qui i prezzi variano da associazione ad associazione);
  • il ricorso individuale, quando l’ingiustizia riguarda il singolo candidato e non il complessivo svolgimento del test.

Tempi del ricorso

Per fare ricorso bisogna rispettare una tempistica scandita dalla legge: 60 giorni a partire dalla pubblicazione della graduatoria ufficiale. Nel conteggio vanno calcolati anche i giorni festivi.

Dopo la presentazione del ricorso, il tribunale amministrativo impiega solitamente 40 giorni per emettere una sentenza motivata di accoglimento della contestazione o di rigetto.

Quanto costa

Un ricorso al Tar può costare tra i 3.000 ai 4.000 euro, a seconda della complessità del caso. La spesa aumenta se il candidato sceglie di rivolgersi ad un avvocato particolarmente prestigioso ed esperto nel campo. Si tratta di una spesa importante, per questo è consigliabile fare ricorso contro la bocciatura soltanto se si hanno obiettive possibilità di vittoria, ad esempio avendo a disposizione prove certe e inconfutabili di errori e irregolarità nello svolgimento o correzione del test.

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