Sul tratto corto della yield curve i rendimenti effettivi a scadenza dei titoli di Stato si sono ristretti molto rispetto al recente passato. Il discorso vale tanto per le obbligazioni targate MEF quanto per molti altri sovereign bond europei. Tradotto, oggi i maggiori ritorni sul reddito fisso sono meno “scontati” rispetto a un annetto e mezzo fa per cui bisogna escogitare qualche strategia.
Una di queste rimanda alla scelta di bond emessi da Stati ad elevato rating e i cui i tassi di riferimento sono ancora sostenuti come nel caso dei T-Note USA. Ad esempio ha un ricco rendimento questo titolo di Stato in dollari con cedola 1,125% e scadenza febbraio 2027.
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I tassi di riferimento USA
Oggi negli Stati Uniti d’America la Fed tiene il costo del denaro al 4,5%, un livello più del doppio rispetto all’Eurozona. Fino all’agosto dell’anno scorso era al 5,5%, poi al 5,0% dal 18 settembre, al 4,75% 2 mesi dopo e al 4,50% da metà dicembre ’24 ai giorni nostri. La BCE, invece, a giugno ha portato al 2,00% il tasso sui depositi, al 2,15% quello sulle operazioni di rifinanziamento principali e al 2,40% quello sui rifinanziamenti marginali.
La differenza di tassi è dovuta a più fattori a partire dall’economia USA che è forte e con livelli occupazionali al top. A cascata ecco l’inflazione, anch’essa sostenuta e che sta vivendo un più lento e farraginoso processo di rientro. Inoltre pesano l’intricata faccenda dazi e l’enorme debito pubblico, peraltro destinato a salire anche per via della recente “Big Beautiful Bill”.
Tuttavia, oggi il consenso dominante tra gli esperti stima un taglio Fed dello 0,5% del costo del denaro da qui a fine anno, più probabile in autunno. Vedremo cosa succederà, intanto c’è che i bond sovrani USA rendono più dei pari durata nazionali.
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Le caratteristiche del T-Note
Analizziamo il T-Note con matricola ISIN US912828ZB95, data emissione 29/02/2020 e scadenza al 28 febbraio 2027, tra 1 anno e meno di 8 mesi. Si tratta di un titolo di breve durata se pensiamo che i nostri BOT e BTP Short Term sono racchiusi tra 1 e 3 anni. Ovviamente il titolo è denominato in $ USA, e il lotto minimo di negoziazione è di 1.000 $. Al cambio attuale €/$ di 1,1703 vuol dire che bastano 854,48 € (più commissioni bancarie) per sottoscrivere mille $ di debito nominale. Ecco nei fatti cosa vuol dire ritrovarsi tra le mani una valute forte.
Il bond L’USA T-Note Fb27 Usd è nato alla vigilia della pandemia da Covid, quando il costo del denaro era nullo e non solo da noi in Europa. Difatti l’emittente paga una cedola annua dell’1,125% (0,5625% ogni 6 mesi), lo 0,9843% al netto della ritenuta. Nei fatti, il debitore non paga neanche l’1% netto annuo nei 7 anni di vita del prestito obbligazionario.
Infine uno sguardo alla duration modificata, pari all’1,56 e quindi decisamente contenuta.
Quanto rende oggi l’USA T-Note Tf 1,125% Fb27?
Se la cedola lascia a desiderare, a rimediare le cose ci pensa il rendimento effettivo a scadenza. L’obbligazione oggi prezza (EuroTLX) a 95,6 per un effettivo a scadenza del 3,96% lordo (dati: Borsa Italiana). Sempre in tema di corsi, il minimo dell’anno è stato a 92,31 e il massimo a 96,25. Invece i rispettivi min-max storici sono stati in area 87 nell’ottobre del ’22 e 104 nelle prime settimane di negoziazione del bond.
A titolo di raffronto, il BTP Fx2,95%, codice ISIN IT0005580045 e in scadenza il 15/02/’27 rende effettivo il 2,05% per via dei corsi 101,4. Invece il rendimento a scadenza dell’OAT Tf0%, matricola FR0014003513 e rimborso al 25/02/’27, è dell’1,92% (prezza 96,96). L’effettivo a scadenza sale al 2,81%, infine, con il Romania Tf 2,375% Ap27, un’obbligazione denominata in euro e quotata a 99,3.
Ricco rendimento per il titolo di Stato in dollari cedola 1,125% e scadenza febbraio 2027
Con l’euro forte e i tassi USA alti, quindi, ci si assicura un ricco payout di breve termine impegnando un controvalore inferiore al nominale sottoscritto. In più il rating emittente è doppia A e che la duration modificata è contenuta, per cui i prezzi difficilmente subiranno scossoni significativi. Tuttavia, l’incognita grossa come un macigno rimanda al cambio €/$ a scadenza o prima in caso di rivendita anticipata. A inizio anno il biglietto verde era poco sopra la parità con l’euro, mentre oggi siamo a 1,17 circa, un calo in doppia cifra in meno di un semestre.
Morale, l’investimento sul T-Note dipenderà molto dall’effettivo cross valutario al 28 febbraio ’27 o alla data di rivendita. Solo in due casi su tre l’investimento si rivelerebbe profittevole, ossia cambio invariato o dollaro apprezzato. Se invece a quella data l’euro si sarà ancora rafforzato, allora ci sarà una perdita da cambio, con ritorno effettivo negativo nei casi peggiori.