Ricco rendimento e prezzo sotto cento per il BTP con cedola 4,3% ed elevata duration

Stefano Vozza

20 Luglio 2025 - 12:11

Obbligazione sovrana di lunghissima scadenza adatta a chi cerca robusti ritorni a patto di esporsi ad altrettanti notevoli rischi di mercato

Ricco rendimento e prezzo sotto cento per il BTP con cedola 4,3% ed elevata duration

Non tutti i prodotti di investimento sono per tutte le stagioni e tutti i profili di investitori. Vi possono essere delle tendenze e/o preferenze di massima, ma mai delle leggi assolute e universali valide sempre e a prescindere. Prendiamo il caso del BTP ormai prossimo a tagliare il primo compleanno di vita, il BTP Fx 4.3% Oct54 nato sul finire dell’estate scorsa.

Bene, oggi presenta un ricco rendimento e prezzo sotto cento per il BTP con cedola 4,3% ed elevata duration.

I dati chiave del BTP dalla ricca cedola nominale annua

Il codice identificativo dell’obbligazione è l’IT0005611741, con date di negoziazione e godimento rispettivamente al 13/09/24 e 17/09/24. La scadenza è invece fissata per il 1° ottobre 2054, per un trentennale in origine di cui ora residuano quasi altri 29 anni di vita. In questi primi 10 mesi di vita il Tesoro ha emesso varie tranches a beneficio del flottante portatosi a ridosso dei 15 mld di €.

Difatti un punto di forza del BTP sta nel suo essere ben tradato sul MOT, il mercato secondario dei titoli di Stato. Negli ultimi 30 giorni i contratti giornalieri conclusi si sono attestati tra le mille e le duemila unità, con giorni di punta fino a quasi 4mila. In termini di controvalore stiamo parlando di valori compresi tra i 50 e i 130 mln di € giornalieri, al netto di una sola giornata in cui si è andati oltre i 200 mln.

Il lotto minimo resta sempre di 1.000 € più spese bancarie, mentre sul fronte fiscale la ritenuta su interessi e capital gain è del 12,50%. Inoltre è esente da spese di successione, e trattandosi di un bond trentennale non è proprio un dato secondario, specie in chiave ereditaria. L’imposta di bollo dello 0,2%, infine, colpisce il valore nominale del titolo (per il possesso stesso del titolo) al tempo della rendicontazione.

Il tasso cedolare annuo del BTP in scadenza nel 2054

Su questo pezzo di debito pubblico l’emittente paga una cedola annua del 4,30%, il 3,7625% al netto della ritenuta. Il 1° ottobre e 1° aprile di ogni anno il Tesoro paga un interesse semestrale del 2,15% moltiplicato il valore nominale del BTP acquistato. In soldoni, su ipotetici 10mila € investiti arrivano 188 € netti ogni 6 mesi.
Ancora più interessante è il rendimento, dato che al momento prezza 98,15 per un effettivo a scadenza del 4,46% lordo. Nel recente passato il titolo ha offerto altri prezzi di ingresso “migliori” (concetto molto relativo) degli attuali. Il minimo annuo e storico è stato a 93,66 il 9 aprile 2025, prezzi che hanno rafforzato di tanto lo yield effettivo a scadenza.

Altrettanto interessanti sono anche i prezzi massimi annui e storici del titolo pari, rispettivamente, a 104,29 (6 febbraio ’25) e a 109,13 (6 dicembre ’24). Essi, infatti, mostrano la potenziale forza del titolo al rialzo se le grandi incertezze sui titoli lunghi venissero meno. Malgrado i vari tagli dei tassi apportati dalla BCE, i corsi delle lunghissime scadenze sono saliti molto meno di quanto ci si aspettava.
La duration modificata del titolo, infine, è del 15,9, a testimonianza della robusta volatilità del titolo da qui agli anni a venire.

Ricco rendimento e prezzo sotto cento per il BTP con cedola 4,3% ed elevata duration

Se è vero che il mercato guarda soprattutto alle scadenze under 10y, è tuttavia innegabile il “fascino” che esercita il Btp Fx 4.3% Oct54. Se così non fosse non si spiegherebbero gli elevati scambi sul secondario, cosa che invece è testimoniata dai numeri. Cedola robusta, ricco yield ed elevata duration ne fanno un prodotto molto ricercato dagli investitori attivi in titoli di Stato.

Essi ricercano i brevi movimenti del titolo da coniugare al rateo di periodo.
Si tratta tuttavia di un’operatività ad elevatissimo rischio in cui bisogna considerare la probabilità di acquistare a 100, per esempio, e di rivedersi i corsi a 90, 80 o anche meno dopo 1 mese o 1 anno. Insomma, sono strategie da addetti ai lavori e non per chi cerca un titolo “tranquillo”, anche perché la certezza a 100 è solo a scadenza.

Discorsi a parte, invece, per il cassettista o per chi guarda comunque al futuro molto lontano. Ottimizzando al massimo il prezzo di ingresso e ponendosi scadenze in là negli anni, il titolo potrebbe non tradire le attese e ripagare le scelte fatte. L’importante è tenere a mente che sui mercati non c’è mai nulla di scontato e che si tratta di un titolo che può dare tanto ma anche togliere altrettanto tanto.