Renault chiude la divisione Ampere e riorganizza l’elettrico. Il progetto voluto da De Meo verrà reintegrato all’interno del gruppo francese con il ricollocamento di 12.000 dipendenti.
Renault si appresta a chiudere Ampere, la divisione dedicata ai veicoli elettrici, reintegrandone le attività all’interno del perimetro del gruppo. Secondo fonti vicine alla multinazionale francese, la decisone risponde all’esigenza di ridurre i costi e accelerare sui progetti futuri. La riorganizzazione entrerà in vigore dal 1 luglio 2026 e interesserà circa 12.000 dipendenti, che saranno ricollocati senza impatti occupazionali rilevanti né modifiche contrattuali.
Si tratta della secondo cambio di rotta in meno di due mesi da parte del nuovo CEO François Provost, in carica dallo scorso luglio, rispetto alle principali iniziative del predecessore Luca de Meo, passato nel 2024 al gruppo del lusso Kering. Lo scorso dicembre, Renault aveva già annunciato la chiusura delle attività di car sharing della controllata Mobilize, anch’essa rientrata all’interno del gruppo nell’area specializzata in energia e dati.
La parabola di Ampere dall’IPO mancata al cambio di assetto
Ampere è stata lanciata alla fine del 2023 con l’obiettivo di creare il primo polo europeo dedicato ai veicoli elettrici e al software, separando lo sviluppo dell’elettrico dal resto delle attività per renderlo più autonomo e flessibile. Il progetto prevedeva anche una quotazione in Borsa, fortemente voluta da De Meo, ma il processo era stato interrotto all’inizio del 2024 a causa di una valutazione giudicata insufficiente dagli investitori.
Proprio l’abbandono dell’IPO ha aperto la strada a una revisione complessiva della governance. Venuta meno la necessità di una struttura autonoma, il gruppo ha deciso di riassorbire Ampere per eliminare la complessità del modello originario, mantenendo però gli elementi ritenuti più efficaci sul piano industriale e tecnologico.
Il nuovo polo di ingegneria avanzata di Renault
Un primo segnale di integrazione in Renault era avvenuto già dallo scorso settembre, quando Ampere è passato sotto la guida di Philippe Brunet, direttore tecnologico del gruppo. Nel nuovo assetto, la divisione sarà trasformata in un centro avanzato di ingegneria di Renault per i veicoli elettrici e il software.
Le controllate Ampere Energy e Ampere Software Technology confluiranno direttamente nel gruppo, così come gli stabilimenti di Douai, Maubeuge e Ruitz, nel Nord della Francia, e l’impianto di Cléon dedicato alle motorizzazioni.
Il piano è stato presentato alle organizzazioni sindacali, che hanno accolto la riorganizzazione come una scelta “necessaria e attesa”.
Obiettivi finanziari e andamento delle vendite
In origine, Renault aveva fissato per Ampere obiettivi finanziari ambiziosi: oltre 10 miliardi di euro di ricavi entro il 2025, pareggio operativo nel 2026 e un fatturato di circa 27 miliardi di dollari entro il 2031, con un margine operativo superiore al 10% a partire dal 2030. Con la rinuncia all’IPO, tali traguardi confluiscono ora nella strategia complessiva del gruppo.
Sul fronte commerciale, Renault ha chiuso l’ultimo esercizio con oltre 2,3 milioni di veicoli venduti a livello globale, in crescita del 3,2% su base annua. I veicoli elettrici rappresentano circa un quarto delle consegne totali, con circa 400.000 ibride e 194.000 elettriche pure, in forte aumento rispetto all’anno precedente.
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