Di Maio: reddito di cittadinanza può saltare a fine anno

L’allarme del leader 5 stelle arriva al termine delle consultazioni con Mattarella

Di Maio: reddito di cittadinanza può saltare a fine anno

Il reddito di cittadinanza rischia di saltare a fine anno. L’allarme arriva da una fonte più che attendibile, ovvero proprio quel Luigi Di Maio che ha fatto della neonata misura assistenziale il suo cavallo di battaglia elettorale.

L’annuncio in uscita dalle consultazioni con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Intercettato dai giornalisti, Di Maio ha chiarito la situazione ora in bilico di molte delle misure spinte dal Movimento, sia quelle ancora allo stato di proposte di legge sia quelle che legge già lo sono.

Tra queste ultime, rientra il reddito di cittadinanza, sussidio attualmente erogato dallo Stato e improvvisamente messo in pericolo dalla crisi scatenata lo scorso 8 agosto da Matteo Salvini, concretizzatasi nelle dimissioni di Conte di martedì.

Nel colloquio con Mattarella, il numero uno del Movimento ha esplicitato la posizione del partito dopo il recente ciclone politico, non chiudendo le porte a un nuovo esecutivo che eviti il passaggio alle urne, ma evidenziando in ogni caso i pericoli dietro l’angolo per il lavoro fatto finora in parlamento dal suo partito.

Reddito di cittadinanza: rischia di saltare a fine anno

Alle 17 di giovedì 22 agosto un gruppo del Movimento 5 stelle guidato da Luigi Di Maio è stato ricevuto da Mattarella.

Durante l’incontro, il leader pentastellato ha definito un piano in 10 punti per permettere al Paese di ripartire. Tra questi spiccano il taglio del numero dei parlamentari, un cambio di paradigma sull’ambiente, la legge sul conflitto di interesse con riforma della Rai e la riforma del sistema di elezione del CSM.

Un piano che - ha spiegato Di Maio - rientra nella volontà di assecondare il desiderio degli italiani e non i “capricci” della politica, spingendo così più per un patto volto all’individuazione di una maggioranza solida che per una corsa al voto.

Oltre che una “fuga dai problemi”, le urne per il leader 5 stelle potrebbero rappresentare un concreto pericolo per il reddito di cittadinanza, che rischia quindi di saltare a fine anno, così come per tutte quelle misure spinte dal Movimento:

“Il voto non può essere una fuga dalle promesse fatte. Abbiamo perso consenso, ma il coraggio non è di chi scappa, ma di chi prova a cambiare le cose. Il M5s è il primo partito in Parlamento, e i cittadini ci hanno votato per cambiare il Paese, non per assecondare i capricci. Sono state avviate tutte le interlocuzioni per avere una maggioranza solida. Noi non lasciamo affondare la nave, non permettiamo che a pagare siano gli italiani”.

Di Maio ha ricordato anche l’improvviso congelamento di alcune cruciali proposte di legge per il Movimento - e maggiormente attenzionate da media e cittadini - come l’affaire Whirlpool di Napoli e il dossier Ilva di Taranto.

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1 commento

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Anonimo • 3 settimane fa

Se tutti o quasi tutti facessero come me a votare IL MOTIVO SERIO PER il QUALE NON VOTA FACENDOLO SCRIVERE SUL VERBALE DEL SEGGIO - MANCA LA P MAIUSCOLA SULLA POLITICA SOCIALE E DEI REDDITI DI COMPETENZA ESCLUSIVA A CIASCUN GOVERNO CHE DEVE RISPONDERE AL PROPRIO ELETTORATO - legge Europa Firmata A Roma 1999/ - non si dovrebbe avere MAI PIÙ nessuna presa da dietro con la vasellina quando tutti i leader s e i partiti al governo sono allertati
Da quando esiste la “ Risoluzione Europa 2020 “pagina 3 n.13-14 del 6 luglio 2011…. sul occupazione al 60% Pil/debito sovrano , un metodo per un futuro in eurobbligazioni . 23 milioni di persone economicamente attive a rischio disoccupazione e indigenza che valga anche in America sulla concorrenza dei bond usa, per l euro forte a moneta rifugio ma a nessuno dei partiti dei loro leader s interessa cosi continuerò a votare FACENDOLO SCRIVERE dalla segretaria di sezione SUL VERBALE DEL SEGGIO il motivo serio per il quale il sig LUIGI CROCCO non vota : manca la P maiuscola sulla politica sociale e dei redditi di competenza esclusiva a ciascun governo che deve rispondere al proprio elettorato /legge Europa firmata a Roma 1999 continuerò a votare il motivo serio per il quale non voto : manca la politica sociale e dei redditi di competenza esclusiva a ciascun governo che deve rispondere al proprio elettorato

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