Reddito di Cittadinanza tolto a 1.976 famiglie: ecco perché

Niente Reddito di Cittadinanza per 1.976 famiglie: superati i requisiti reddituali grazie all’avvio di un’attività lavorativa.

Reddito di Cittadinanza tolto a 1.976 famiglie: ecco perché

Reddito di Cittadinanza: l’INPS ha completato l’elaborazione delle domande inviando le disposizioni di pagamento a Poste Italiane che nella giornata di ieri ha provveduto al pagamento.

Ogni mese, infatti, l’INPS fa un check di tutte le domande presentate per il Reddito di Cittadinanza, verificando che i nuclei familiari che ne fruiscono siano ancora in possesso dei requisiti patrimoniali e reddituali per beneficiare del sostegno economico.

A tal proposito viene fatto un confronto con eventuali variazioni comunicate con il modulo COM-Esteso SR181, con il quale i beneficiari hanno l’obbligo di comunicare i redditi derivanti dall’inizio di una nuova attività lavorativa (sia come autonomi che come lavoratori subordinati), come pure se ci sono componenti che hanno presentato dimissioni, oppure se vi è stata una variazione del patrimonio immobiliare tale da comportare il superamento dei limiti imposti dalla normativa.

A tal proposito, l’INPS ha comunicato i dati relativi a coloro che in seguito a questo controllo hanno perso il diritto al Reddito di Cittadinanza, i quali non riceveranno il sostegno a partire dal mese in corso. Vediamo di quante persone si tratta e cosa eventualmente queste devono fare per tornare a beneficiare del RdC.

Reddito di Cittadinanza: a quante persone è stato tolto?

Secondo i dati comunicati dall’INPS, a luglio sono 1.976 le domande decadute a causa del superamento del valore del reddito familiare. A tal proposito, questi troveranno nell’area personale del sito INPS la voce “superamento valore reddito familiare per attività lavorativa” come giustificativo per la decadenza del Reddito di Cittadinanza.

Paradossalmente, comunque, si tratta di una buona notizia: ciò significa, infatti, che per più di 1.900 famiglie c’è stato il superamento della soglia di povertà grazie all’avvio di una nuova attività lavorativa.

Almeno stando alle soglie indicate dalla legge, quindi, 1.976 famiglie non avrebbero più bisogno del Reddito di Cittadinanza.

Restano accolte, invece, 10.131 domande, ma per queste scatterà il taglio del Reddito di Cittadinanza. Dalla presentazione del modello SR181, con il quale è stato comunicato l’inizio dell’attività lavorativa e il reddito presunto da essa derivato, infatti, ne risulta sì un innalzamento del reddito familiare ma non il superamento della soglia prevista. Questo significa, dal momento che il reddito familiare rappresenta una delle componenti con le quali viene calcolato l’importo del Reddito di Cittadinanza, che quest’ultimo subirà un ricalcolo con una conseguente riduzione della somma.

Non ci sono problemi, invece, per altri 5.451 nuclei per i quali il COM-Esteso non ha influito sui calcoli. A tal proposito, per questi in data 30 luglio verranno inviate a Poste Italiane le disposizioni di giugno.

Reddito di Cittadinanza decaduto per superamento delle soglie reddituali: cosa fare?

Se fate parte di quei 1.976 nuclei familiari a cui il Reddito di Cittadinanza è stato tolto per superamento del reddito familiare non c’è molto da fare: non ci sono possibilità, per il momento, di tornare a beneficiare del sostegno, in quanto non ne soddisfate i requisiti. Anche presentando una nuova domanda, quindi, questa sarà respinta.

Ciò non toglie, però, che potrete presentare una nuova domanda per il Reddito di Cittadinanza una volta che il vostro reddito familiare tornerà al di sotto della soglia prevista, ad esempio in caso di cessazione del rapporto lavorativo comunicato con il modello SR181.

In quel caso vi basterà presentare una nuova domanda (con allegato l’ISEE in corso di validità) per tornare a fruire del Reddito di Cittadinanza per le mensilità rimanenti al momento della decadenza dello stesso.

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