Reddito di Cittadinanza: dopo il rinnovo per quanto dura?

Reddito di Cittadinanza: dopo il rinnovo altri 18 mesi di fruizione (ma non per tutti).

Reddito di Cittadinanza: dopo il rinnovo per quanto dura?

Reddito di Cittadinanza: si avvicina, per molti beneficiari, il momento della decadenza del beneficio in quanto trascorsi i primi 18 mesi di fruizione. Sarà comunque possibile, a determinate condizioni, procedere con il rinnovo, attendendo però un mese dalla sospensione del beneficio prima di presentare la nuova domanda.

A tal proposito ci si chiede per quanto tempo ancora, una volta effettuato il rinnovo, si continuerà a beneficiare del Reddito di Cittadinanza. In nostro soccorso ci viene la normativa, nella quale si legge chiaramente che in caso di rinnovo il beneficio riprenderà con l’erogazione di altre 18 mensilità.

Ci sono però delle situazioni che potrebbero comunque portare alla perdita anticipata del Reddito di Cittadinanza; vediamo di quali si tratta.

Reddito di Cittadinanza: quanto dura dopo il rinnovo?

Dopo il rinnovo del Reddito di Cittadinanza il beneficio continuerà ad essere erogato per un massimo di altre 18 mensilità. Quel “massimo” va inteso come il limite oltre il quale non può andare l’erogazione continuativa del beneficio; una volta trascorsi altri 18 mesi, infatti, il beneficio decade nuovamente e per il nucleo familiare l’unica possibilità resta quella del rinnovo dopo il mese di sospensione.

Reddito di Cittadinanza dopo il rinnovo: quando si perde prima dei 18 mesi?

Ma questo non vuol dire che il Reddito di Cittadinanza dopo il rinnovo durerà sicuramente per altre 18 mensilità. Ci sono, infatti, delle situazioni che potrebbero comportare la decadenza anticipata del beneficio.

Ad esempio, la perdita dei requisiti economici e reddituali: ricordiamo, infatti, che in caso di variazioni i beneficiari saranno comunque obbligati a darne comunicazione all’INPS utilizzando il modulo SR181. Inoltre, anche se il Reddito di Cittadinanza sarà rinnovato, sarà comunque necessario presentare il nuovo ISEE da gennaio 2021; in caso contrario il sostegno sarà sospeso fino a quando la DSU non verrà aggiornata.

E nel caso in cui con la presentazione del nuovo ISEE venisse certificato il superamento dei requisiti economici allora scatterebbe la decadenza anticipata del Reddito di Cittadinanza.

Ma attenzione: il Reddito di Cittadinanza decade anche in caso di sanzioni che per coloro che sono al secondo periodo di fruizione diventano più severe. Mentre inizialmente la decadenza scattava al rifiuto della terza offerta di lavoro congrua, dopo il rinnovo viene stabilito che la persona debba accettare necessariamente la prima offerta di lavoro presentata, pena la decadenza immediata del sostegno e l’impossibilità di presentare una nuova domanda per i successivi 18 mesi (o 6 mesi nel caso di nuclei familiari dove sono presenti componenti minorenni o disabili).

E non è tutto, perché dopo il rinnovo aumentano anche le circostanze in cui un’offerta di lavoro può essere riconosciuta come congrua. Infatti, diventano congrue le offerte di lavoro provenienti da ogni parte d’Italia, obbligando quindi i percettori del Reddito di Cittadinanza a trasferirsi. Per i soli nuclei con minorenni o disabili, la distanza del luogo di lavoro non può comunque superare i 250 chilometri.

Queste, quindi, le circostanze che potrebbero limitare la durata del Reddito di Cittadinanza dopo il rinnovo. In assenza di ciò il beneficio continuerà ad essere erogato fino al termine di altri 18 mesi, con la possibilità di rinnovarlo nuovamente al termine degli stessi.

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