Reddito di cittadinanza, adesso l’importo rischia il taglio: urge modificare le regole

Antonio Cosenza

02/04/2020

13/04/2021 - 11:42

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Reddito di cittadinanza: meno spese, aumenta il rischio del taglio del 20% dell’importo. Il Governo deve pensare ad una soluzione vista la situazione di emergenza che stiamo vivendo.

Reddito di cittadinanza, adesso l'importo rischia il taglio: urge modificare le regole

Il reddito di cittadinanza in questi mesi è particolarmente esposto al taglio; ma attenzione, non ci riferiamo ad una possibile riduzione dell’importo, ipotesi già categoricamente esclusa dal Ministro del Lavoro, quanto al taglio del 20% disposto nei confronti di coloro che ogni mese non spendono tutto l’importo riconosciuto sulla carta.

Nei mesi scorsi si è discusso molto in merito al reddito di cittadinanza; c’è chi è andato (e va ancora) contro questa misura in quanto ritiene che il sostegno non viene riconosciuto solamente a chi ne ha veramente bisogno. Ed effettivamente non si può negare che i furbetti del reddito di cittadinanza siano molti e che una volta che si riprenderà regolarmente bisognerà assolutamente rafforzare i controlli.

Allo stesso tempo, però, è anche vero quanto espresso dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, la quale ha sottolineato l’importanza di questa misura specialmente in periodi di emergenza come quello che stiamo vivendo, poiché grazie al reddito di cittadinanza ci sono famiglie (circa 2,5 milioni) che perlomeno hanno di che sopravvivere. Ecco perché i beneficiari del reddito di cittadinanza sono stati esclusi dalla possibilità di richiedere bonus come quello di 600,00€.

Tuttavia i beneficiari del reddito di cittadinanza chiedono tutele; ad esempio, chi prende un sostegno molto basso - non superiore, ad esempio, ai 100,00€ - chiede la possibilità di beneficiare di un ricalcolo oppure di essere incluso negli altri aiuti che lo Stato sta riconoscendo a coloro che hanno perso il lavoro oppure hanno dovuto momentaneamente sospendere la propria attività.

Altra tutela sulla quale ci concentreremo in questo articolo è quella riguardante la possibilità di prelevare, in via straordinaria, tutto l’importo erogato mensilmente sulla carta. Questo perché mai come in questi mesi il reddito di cittadinanza è particolarmente esposto al taglio del 20%.

Reddito di cittadinanza: perché rischia il taglio

In queste settimana la permanenza forzata in casa, così come la chiusura di negozi e la limitazione agli acquisti di beni di prima necessità, ha comportato un’inevitabile contrazione dei consumi. Un vero e proprio crollo, con le famiglie che si limitano all’acquisto dell’essenziale.

Quasi tutte le famiglie italiane, quindi, hanno ridotto drasticamente le proprie spese; questo, però, per i beneficiari del reddito di cittadinanza potrebbe rappresentare un problema. Mentre per la generalità delle famiglie questa contrazione delle spese genera un risparmio, infatti, per un percettore del reddito di cittadinanza rischia di tramutarsi in un taglio.

Questo perché - come disposto chiaramente dalla legge 26/2019 istitutiva del reddito di cittadinanza - l’importo del sussidio deve essere interamente speso; eventuali somme residue alla fine del mese saranno tagliate del 20%. È inoltre prevista la decurtazione dalla carta di quegli importi complessivamente non spesi o non prelevati nei 6 mesi precedenti (ad eccezione di una mensilità).

Un rischio a cui i beneficiari del reddito di cittadinanza sono particolarmente esposti in questi mesi in cui non hanno grandi possibilità di spendere il sostegno economico anche perché, ricordiamo, la carta RdC non può essere neppure utilizzata per gli acquisti in e-commerce.

Reddito di cittadinanza: quali soluzioni per evitare il taglio?

Presa consapevolezza di questa situazione, il Governo dovrebbe pensare ad una soluzione per rendere il reddito di cittadinanza più utile in questo periodo di emergenza. In questa situazione, infatti, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere simile agli altri aiuti riconosciuti al resto della popolazione, ovvero senza vincoli di spesa.

Una soluzione - probabilmente più semplice in quanto consentirebbe di tracciare comunque gli acquisti fatti con la carta - è quella di sospendere per qualche mese il meccanismo che taglia il reddito di cittadinanza non speso alla fine del mese. In questo modo anche per le famiglie beneficiarie del sostegno la riduzione delle spese si tramuterebbe in risparmio, così da dare a queste una maggiore liquidità una volta cessato il lockdown.

La seconda alternativa è di eliminare per un periodo il limite del prelievo in contanti, così che il nucleo familiare potrebbe prelevare tutto il reddito di cittadinanza in contanti e mettere da parte quanto non speso. In questo modo, però, non si potrebbero controllare gli acquisti fatti; ecco perché tra le due è la prima l’ipotesi - secondo noi - ad essere migliore.

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