Reddito di cittadinanza, nuovo modulo obbligatorio: sanzioni per chi non lo compila, ecco a cosa serve

Simone Micocci

9 Febbraio 2023 - 16:00

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Reddito di cittadinanza, ecco la profilazione fai da te: agli occupabili verrà chiesto di compilare un modulo online dove indicare le informazioni necessarie ai fini della ricerca di un impiego.

Reddito di cittadinanza, nuovo modulo obbligatorio: sanzioni per chi non lo compila, ecco a cosa serve

È pronto il piano per trovare un impiego a quegli occupabili che tra poco più di 5 mesi (la scadenza è fissata a luglio) perderanno il Reddito di cittadinanza a causa della stretta apportata dall’ultima legge di Bilancio.

Sono 440 mila le famiglie coinvolte che improvvisamente da luglio si troveranno senza il sostegno di Stato (con la possibilità però di accedere ad altre misure) e senza altre fonti di reddito a cui attingere. A questi Giorgia Meloni ha promesso che verrà fatto il possibile per trovare loro un lavoro, ma il tempo stringe e a oggi passi avanti non sono ancora stati fatti.

A tal proposito, per poter definire come procedere, il governo ha intenzione di effettuare una sorta di censimento dei beneficiari occupabili, anche perché a oggi circa il 60% non è stato ancora preso in carico - e quindi censito - dal centro per l’impiego di competenza.

Ecco perché se prendi il Reddito di cittadinanza presto potresti ricevere comunicazione riguardo all’obbligo di compilare un certo modulo, dove dovrai indicare alcune importanti informazioni.

Reddito di cittadinanza, in arrivo il modulo per l’autocensimento

Sarà un modulo online quello che verrà chiesto di compilare ai beneficiari del Reddito di cittadinanza ritenuti occupabili, ossia quei componenti del nucleo familiare di età compresa tra i 18 e i 60 anni (non compiuti) che non si trovano in una condizione che impedisce il ricollocamento. Ad esempio, non sono considerati occupabili coloro che si prendono cura di un figlio di età inferiore ai 3 anni o di una persona con disabilità, oppure chi frequenta un corso di studi o di formazione, come pure coloro che hanno già un lavoro seppur sotto pagato. Ovviamente non sono considerati occupabili neppure coloro che hanno un’invalidità, pari almeno al 45%.

Secondo le stime, si tratta di circa 600 mila persone, di cui però solamente una parte sono già passati per il centro per l’impiego firmando il patto per il lavoro. Per circa il 60% di questi, invece, non si dispone d’informazioni ulteriori rispetto a quelle indicate nella domanda, ragion per cui nei prossimi giorni verrà messo online un nuovo modulo, una sorta di patto per il lavoro “fai da te” dove gli occupabili dovranno indicare:

  • titolo di studio;
  • esperienze lavorative;
  • situazione familiare.

Tutte informazioni che solitamente vengono richieste nell’incontro con l’operatore del centro per l’impiego, ma preso atto dell’impossibilità di convocare tutti i beneficiari rimanenti di persona il governo ha pensato a una sorta di “scorciatoia”.

A cosa serve il modulo

Una volta compilato il modulo con i dati richiesti, questi verranno raccolti in una banca dati - gestita da Anpal - e messi a disposizione dei centri per l’impiego e delle agenzie private di collocamento, per poi essere incrociati con le offerte di lavoro disponibili. Eventualmente, si potrà effettuare un incrocio anche con le offerte formative, anche perché la legge di Bilancio 2023 obbliga tutti gli occupabili a prendere parte a un corso di formazione della durata almeno semestrale.

Di fatto, il modulo serve per velocizzare il più possibile la prima fase, quella appunto di conoscenza del percettore occupabile: non sarà più il centro per l’impiego a occuparsi della profilazione, in quanto diventerà compito del beneficiario stesso.

Probabile poi che ad Anpal venga concesso l’accesso ad altre banche dati, così che possa integrare le informazioni indicate nel modulo con quelle già presenti negli archivi di Stato.

Occhio alle sanzioni

Per chi non compilerà il modulo entro un certo termine probabilmente scatterà una sanzione. Servirà però prevederla perché a oggi la normativa non riconosce una tale fattispecie tra le situazioni sanzionabili.

A tal proposito, questo nuovo obbligo - con annessa sanzione - dovrà essere inserito in un apposito decreto che verrà approvato non più tardi di fine febbraio.

I tempi sono ristretti

Quindi, solo verso la fine di febbraio ci saranno novità a riguardo. Poi bisognerà mettere a punto il sistema telematico e dare del tempo ai beneficiari affinché possano compilarlo.

Probabile, quindi, che prima della fine di marzo la banca dati non sarà ancora pronta. E da allora ci saranno solamente 4 mesi di tempo per trovare un lavoro a chi sta per perdere il Reddito di cittadinanza, ossia tutti gli attuali percettori - non solo gli occupabili - che nel loro nucleo non hanno minori, disabili oppure over 60.

Affinché l’ambizioso obiettivo posto dal governo - “manderemo chi perde il Reddito di cittadinanza a lavorare non a rubareha recentemente dichiarato Giorgia Meloni - si concretizzi è necessario che una volta completata la banca dati e messo a punto il sistema per l’incrocio tra domanda e offerta ci siano sufficienti offerte di lavoro (o eventualmente formative) per gli occupabili del Reddito di cittadinanza.

Ma, considerando che si tratta spesso di persone non sufficientemente scolarizzate, e senza particolari competenze o esperienze lavorative, quante possibilità ci sono che sia così?

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