Reddito di cittadinanza: chi viene convocato dal centro per l’impiego

Reddito di cittadinanza: ecco quali sono le informazioni utili per capire quali nuclei familiari vengono convocati dal centro per l’impiego per la sottoscrizione del Patto per il Lavoro.

Reddito di cittadinanza: chi viene convocato dal centro per l'impiego

Reddito di cittadinanza: come noto è partita la “fase due” che vede alcuni dei componenti del nucleo familiare beneficiario della misura convocati dal centro per l’impiego per la sottoscrizione del Patto per il Lavoro (o per la verifica di alcune cause di esonero).

Tuttavia, ci sono alcuni componenti - e in altri casi interi nuclei familiari - che non hanno ancora ricevuto la convocazione e quindi non sanno se e quando devono recarsi al centro per l’impiego per la firma del Patto per il Lavoro che darà il via ad un percorso di reinserimento lavorativo (che parte dal riconoscimento dell’assegno di ricollocazione).

Molti di loro in questi giorni si sono rivolti al centro per l’impiego per chiedere delucidazioni in merito, così da accertarsi se effettivamente la comunicazione non è stata ancora inviata. Ricordiamo, infatti, che in caso di mancata presentazione alle convocazioni del centro per l’impiego scatta una sanzione pari a:

  • decurtazione di una mensilità alla prima assenza;
  • decurtazione di due mensilità alla seconda assenza;
  • decadenza del reddito di cittadinanza alla terza assenza.

Ecco perché è bene capire se c’è la possibilità che siate stati convocati così da verificare se c’è stato qualche problema nell’invio della comunicazione; un’eventuale assenza, infatti, potrebbe costare molto cara.

Centro per l’impiego: chi è stato convocato per il Patto di Lavoro

Il meccanismo che porta alla convocazione del centro per l’impiego è particolarmente complesso. Prima di analizzarlo nel dettaglio, però, è bene fare chiarezza su un aspetto: ad oggi - e fino a dicembre 2019 - i centri per l’impiego prenderanno in carico solamente coloro che hanno fatto richiesta del reddito di cittadinanza entro luglio 2019. Per tutti gli altri, quindi, il tutto è rimandato al 2020.

In ogni caso le convocazioni non sono state ancora inviate tutte: è possibile, quindi, che nonostante abbiate fatto richiesta tra giugno e luglio, e quindi il vostro appuntamento sia previsto entro la fine dell’anno, non sia ancora partito il messaggio (sia SMS che email) nel quale è indicato giorno e ora della convocazione.

Fatte queste dovute premesse possiamo vedere come funziona il sistema centrale e quali sono le regole che segue per la convocazione presso i CpI dislocati sul territorio.

Chi deve essere convocato dal centro per l’impiego

Nel decreto 4/2019 - articolo 4 - si legge che la convocazione riguarda quei nuclei familiari dove c’è almeno un componente che si trova in una delle seguenti condizioni:

  • assenza di occupazione da non più di due anni;
  • beneficiario di Naspi;
  • aver sottoscritto, negli ultimi due anni, un patto per il lavoro con il centro per l’impiego.

Attenzione: questo non significa che solo i componenti del nucleo familiare che soddisfano una delle suddette condizioni sono convocati dal centro per l’impiego.

Infatti, tutti i membri del nucleo - ad eccezione ovviamente degli esclusi - sono convocati.

La regola generale, quindi, prevede che - in caso di convocazione di un componente del nucleo - tutta la famiglia, eccetto gli esclusi, deve recarsi presso il CpI di competenza. Questo non vale nel caso in cui nel nucleo ci siano componenti di età compresa tra i 18 e i 30 anni (non compiuti): in tal caso, la convocazione riguarderà solamente questi soggetti.

Lo stesso vale nel caso in cui nel nucleo familiare ci siano dei componenti che hanno già attivo un patto di servizio.

Cosa succede allora se nessun componente del nucleo familiare soddisfa una delle suddette condizioni? In tal caso il nucleo viene prima convocato dal Comune e solo nel caso in cui non si rilevi la necessità dell’intervento dei servizi sociali questo verrà reindirizzato al centro per l’impiego per far sì che i suoi membri (ad eccezione degli esonerati) possano sottoscrivere il Patto per il Lavoro.

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