Reddito di cittadinanza e ISEE: cosa fa variare l’importo nel 2020

Reddito di cittadinanza: come cambia l’importo con il nuovo ISEE? Ecco cos’è importante sapere.

Reddito di cittadinanza e ISEE: cosa fa variare l'importo nel 2020

Reddito di cittadinanza: tra i beneficiari c’è molta curiosità di sapere come cambierà l’importo che verrà erogato nei prossimi mesi. Con il rinnovo dell’ISEE, infatti, l’importo del beneficio verrà ricalcolato e riproporzionato in base al nuovo reddito familiare.

Nei giorni scorsi l’Inps ha avuto modo di spiegare che quando l’ISEE 2020 risulta essere più alto di quello del 2019 a causa della REI non ci saranno variazioni per il reddito di cittadinanza, poiché l’importo riconosciuto a titolo assistenziale con il reddito di inclusione non verrà considerato ai fini del calcolo del reddito familiare.

La curiosità dei beneficiari del reddito di cittadinanza, però, non accenna a placarsi; nei giorni che separano dalla nuova data della ricarica - che ricordiamo verrà effettuata entro la fine del mese - c’è chi vuole farsi un’idea su quale sarà il nuovo importo.

Proviamo quindi a fare chiarezza sulla questione, analizzando i casi che potrebbero comportare una riduzione o un aumento dell’importo riconosciuto a titolo di reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza e ISEE: come capire quale sarà il nuovo importo

Generalmente possiamo dire che un ISEE più alto potrebbe comportare una riduzione del reddito di cittadinanza erogato nel 2020, mentre in caso di ISEE 2020 più basso rispetto a quello del 2019 potrebbe esserci un aumento dell’importo.

Ma attenzione, perché come abbiamo visto per il REI potrebbero esserci molti fattori che pur comportando un aumento dell’ISEE non andranno ad influire sull’importo del reddito di cittadinanza.

Come prima cosa è bene ricordare che mentre l’ISEE 2019 teneva conto dei redditi del 2017, l’ISEE 2020 prende come riferimento quelli del 2018. Per quanto riguarda i patrimoni, viste le novità introdotte dall’ultima riforma, si fa riferimento per entrambi gli indicatori a quelli del 2018.

Quindi, una riduzione del reddito di cittadinanza, visto che per i patrimoni non ci sono state variazioni in quanto il periodo di riferimento è lo stesso, avviene nel caso in cui i redditi percepiti nel 2017 siano minori rispetto a quelli del 2018 (viceversa, l’importo aumenta quando i redditi del 2017 sono maggiori).

Ciò vale anche quando il reddito è aumentato per prestazioni assistenziali diverse dal REI (come ad esempio il bonus bebè), o anche a causa della Naspi.

Non è invece detto che un reddito da lavoro che va ad aumentare l’ISEE comporti la riduzione del reddito di cittadinanza. Questo perché chi seguito correttamente le procedure al momento della domanda dovrebbe aver già comunicato questa attività lavorativa.

Reddito di cittadinanza: quando il reddito da lavoro non influisce sull’ISEE

La normativa vuole che quando al momento della domanda del reddito di cittadinanza esistano dei rapporti di lavoro non indicati nell’ISEE questi vadano comunque indicati compilando il modello SR182 (Com-Ridotto).

Quindi, coloro che hanno fatto domanda con ISEE rinnovato tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2019 dovrebbero aver indicato eventuali attività lavorative iniziate dopo il 1° gennaio 2017.

Per le domande presentate con ISEE rinnovato tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2019, invece, le attività lavorative sono quelle successive al 1° gennaio 2018.

L’Inps in questo modo ha potuto calcolare l’importo del reddito di cittadinanza tenendo conto anche dei redditi non compresi nell’ISEE 2019, ma comunque utili per fotografare la situazione reddituale del nucleo familiare e quantificare correttamente il reddito di cittadinanza spettante.

Ebbene, nell’ISEE 2020 invece questi redditi sono presenti e di conseguenza potrebbero aver comportato un aumento del valore dell’indicatore; per l’Inps, però, non dovrebbe trattarsi di nulla di nuovo e di conseguenza non dovrebbero esserci variazioni del RdC.

Utilizziamo il condizionale perché ciò dipende, come anticipato, da quanto fatto al momento della domanda. C’è chi - per ignoranza della legge o perché mal consigliato - non ha allegato il modulo SR182 alla domanda pur avendo iniziato un’attività lavorativa che non era presente nell’ISEE; in questo caso bisognerà capire cosa deciderà di fare l’Inps perché oltre ad una riduzione del reddito di cittadinanza si rischia una sanzione per aver omesso informazioni al momento della domanda che avrebbero comportato la riduzione del beneficio.

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1 commento

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Cittadino • 1 settimana fa

Salve, stamattina mi sono recato in poste per ritirare la famosa carta di reddito di cittadinanza. Dopo aver presentato domanda alla fine del mese precedente e con attesa risposta il 15esimo giorno del mese successivo. Quindi oggi 15 Febbraio ho ritirato la carta. Con immenso rammarico la somma presente sulla carta è ben inferiore alla cifra che avevo immaginato, ben inferiore a quella promessa. Rendo nota che sono disoccupato da 2 anni. Ho aggiornato l’isee (2020) e risultato essere pari a Zero 0! Vivo da solo e pago l’affitto, la somma presente sulla carta è di 500 euro. La cifra per casi come il mio dovrebbe essere di 780 euro. Pago 400 euro di affitto e ci sono le utenze da pagare (luce, acqua e gas) la cifra che mi è stata accreditata non è sufficiente ad aiutarmi. 500€ - 400€affitto =100€ con cui dovrei pagare le utenze e fare la spesa. Chiedo se c’è stato un errore di calcolo da parte dell’INPS e se ci sono stati casi oltre al mio che presentato questo grave errore. Spero possiate aiutarmi e darmi delle risposte. Faccio di nuovo presente che il mio isee 2020 è pari a 0, pago 400 euro di affitto + utenze + spese alimentari di prima necessità. Com’è possibile che l’INPS calcoli la cifra di 500 invece che 780 come promessi?

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