Record di occupati in Italia: risultato sorprendente, ma potrebbe essere stato falsato

Giorgia Bonamoneta

1 Agosto 2022 - 19:20

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Torno a salire il numero di occupati in Italia. Secondo le stime Istat è record: il tasso di occupazione ha superato quello del 1977. Potrebbe però non essere tutto rose e fiori, ecco perché.

Record di occupati in Italia: risultato sorprendente, ma potrebbe essere stato falsato

Secondo i dati resi noti dall’Istat in Italia è record di occupati. L’indagine mensile sul lavoro delinea una situazione rosea rispetto alle aspettative con ben 116.000 nuovi posti di lavoro permanenti in più in un solo mese. Sembra infatti che l’inflazione non abbia sortito grandi effetti sulla domanda dei consumatori e quindi le industrie non ne hanno subito le conseguenze e hanno continuato a lavorare. Il dato, che rimane comunque positivo, potrebbe essere però soggetto ad azioni esterne come per esempio la cessazione delle cassintegrazione e un ritorno degli occupati che erano passati a “inattivi” dopo tre mesi di Cig.

Dai dati nel rapporto mensile su occupati e disoccupati è emersa una diminuzione dei contratti a termine, cioè cosiddetti precari. Sono circa 3.000 unità in meno e, all’apparenza, sono una buona notizia. Infatti un minor numero di contratti indeterminati potrebbe voler dire un maggior aumento di contratti a tempo indeterminato; eppure non si può evitare di ragionare su cosa significhi questa diminuzione in altri sensi. Infatti un contratto a tempo determinato è spesso un contratto introduttivo, fatto nei primi mesi di carriera all’interno della nuova attività, che viene poi confermato con contratto a tempo indeterminato. La diminuzione di contatti di questo genere potrebbe voler dire una diminuzione delle assunzioni a tempo indeterminato nel prossimo futuro.

Infine c’è un ultimo dato da prendere in considerazione nel quadro positivo di oltre 100.000 nuovi posti di lavoro, ovvero il trend estivo. In estate i consumi aumentano e l’occupazione va di pari passo con questi. Non è detto quindi che a settembre il numero di occupati in Italia rimanga lo stesso ed è invece molto più ragionevole immaginare una flessione negativa. Per questo, in ogni caso, gli esperti raccomandano di non politicizzare il numero di nuovi assunti e continuare a intraprendere e proporre politiche sul lavoro, in particolar modo per incorporare donne e giovani.

Record posti di lavoro in più: i dati dell’Istat sull’occupazione di giugno 2022

Il tasso di occupazione in Italia è in risalita. Rispetto allo scorso mese si è visto un aumento, che numericamente corrisponde a 116.000 posti di lavoro in più. Secondo i dati si tratta di un vero record, infatti è il valore più alto raggiunto dal 1977. Il tasso di occupazione è pari al 60,1%, mentre il tasso di disoccupazione rimane stabile intorno all’8,1% e il tasso di inattività scende invece al 34,5%.

Gli ultimi due dati descrivono bene la situazione italiana, infatti gli aumenti di posti di lavoro registrati non corrispondono del tutto nuovi posti, una parte importante è composta dal ritorno al lavoro dei dipendenti in cassa integrazione. Infatti dopo tre mesi di cassa integrazione per l’Istat i soggetti diventano“ soggetti inattivi”, per questo il numero di innativi è calato mentre il tasso disoccupazione è rimasto più o meno stabile.

È comunque un dato positivo quello dell’aumento dei posti di lavoro e più in generale dell’occupazione in Italia, seppur in estate questo dato deve essere analizzato anche sotto la lente dei lavori stagionali che verso settembre scadono quasi sempre senza possibilità di rinnovo.

Record di occupanti: categorie coinvolte

Secondo i dati, andando nel dettaglio, l’occupazione è aumentata tanto per uomini quanto per le donne e per i dipendenti in tutte le classi di età. Unica eccezione che è quella della fascia 35-49 anni per la quale l’occupazione è diminuita.

Si osserva poi un lieve calo nelle persone che cercano il lavoro, in particolare sono le donne che rispetto allo scorso mese sono 4.000 in meno a cercare lavoro. Infine sono diminuiti il numero di autonomi e di dipendenti a termine.

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