Ramponi: debutto in Borsa entro la fine dell’anno

Tutto pronto per l’Ipo della storica azienda che produce borchie e cristalli sintetici per accessori di alta moda.

Ramponi: debutto in Borsa entro la fine dell'anno

Il segmento Aim di Borsa Italiana è pronto ad accogliere una nuova società. Entro fine anno a Piazza Affari sbarcherà Ramponi Stones and Strass, storica azienda leader nella produzione di cristalli sintetici e borchie.

Il gruppo, che rifornisce le maggiori griffe della moda, non ha ancora comunicato una data precisa, ma il debutto in Borsa dovrebbe avvenire prima che questo 2018 finisca.

Mercati permettendo, dunque, l’Ipo si concretizzerà entro fine dicembre.

Ramponi verso l’Ipo

Se ne parla da circa un anno e inizialmente Ramponi aveva previsto l’esordio a Piazza Affari per giugno. Ora però sembra davvero tutto pronto per l’Ipo ed entro fine 2018 la società è pronta a debuttare sul segmento Aim di Borsa Italiana, dedicato alle piccole e medie imprese che vogliono crescere.

Il fondatore e amministratore dello storico gruppo della fashion industry, Alfredo Ramponi, non ha comunicato una data precisa ma ha annunciato che proprio negli ultimi giorni sono state completate le ultime formalità.

Se tutto procederà come previsto, quindi, entro dicembre la società di Carbonate inizierà le negoziazioni. “Il flottante rappresenterà il 20% del nostro capitale” ha sottolineato Ramponi.

In Borsa per crescere

Per il gruppo fondato nel 1988, l’Ipo rappresenta un’opportunità di crescita, in linea con la strategia aziendale, che avviene in un momento particolarmente positivo per la società.

Per questo, Alfredo Ramponi, ritiene che la Borsa sia

“un’ottima leva per diventare ancora più grandi e soprattutto per competere sui mercati internazionali offrendo un servizio connotato da ancora maggior efficacia rispetto a oggi, questo è il nostro obiettivo primario”.

Il gruppo, specializzato nella produzione di borchie in Abs, pietre e cristalli sintetici per gli accessori moda, esporta i suoi prodotti in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Asia e punta a far crescere il fatturato all’estero che oggi corrisponde a circa il 20%, espandendo le proprie attività verso nuovi mercati come Canada e Giappone, particolarmente “sensibili al fascino del made in Italy”.

Storia di un’eccellenza italiana

Ramponi è leader nel suo settore, rifornisce le maggiori griffe di lusso ed extralusso, tra cui Valentino, Chanel, Fendi, Vuitton, Loubutin, Gucci Armani e Stella McCartney, e ha una collaborazione produttiva con Swaroski.

In 30 anni di attività, Alfredo Ramponi ha saputo trasformare l’azienda ereditata dal padre e specializzata nella lavorazione di articoli di materiale plastico, in una vera e propria eccellenza italiana, spostando la produzione verso la bigiotteria, forte della passione per il mondo delle pietre e dei minerali.

Nasce così il primo cristallo sintetico, cui seguiranno altri prodotti di successo - come la borchia di plastica - che faranno di Ramponi una società leader a livello mondiale.

I numeri di Ramponi

Come detto, l’Ipo arriva in un periodo di fermento per Ramponi, reduce negli ultimi anni di un significativo sviluppo sia dal punto di vista finanziario che produttivo.

I ricavi della società, nel 2017, sono stati di circa 15,2 milioni di euro dopo i 20 milioni registrati nel 2016. Per l’anno in corso, il gruppo si aspetta di chiudere in crescita a 16 milioni di euro.

Oggi, Ramponi occupa circa 100 lavoratori, tra dipendenti e collaboratori esterni, e ha una capacità produttiva di 200 milioni di pezzi all’anno.

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