Quota 103 e bonus Maroni a rischio? Perché la pensione anticipata viene criticata dai tecnici parlamentari

Stefano Rizzuti

10 Dicembre 2022 - 07:40

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I tecnici parlamentari lamentano la mancanza di alcune informazioni fondamentali per stimare gli effetti finanziari della quota 103 e del bonus Maroni in tema di pensioni: le misure sono a rischio?

Quota 103 e bonus Maroni a rischio? Perché la pensione anticipata viene criticata dai tecnici parlamentari

La quota 103 e il bonus Maroni, l’incentivo per non andare in pensione in anticipo, non convincono i tecnici del Servizio bilancio di Camera e Senato. La critica alle due misure introdotte dalla manovra del governo guidato da Giorgia Meloni, in realtà, riguarda più che altro la carenza di alcune informazioni. Ma le due misure rischiano di saltare o di richiedere uno stanziamento aggiuntivo per essere sostenibili?

I tecnici, per il momento, si sono limitati a richiedere un approfondimento sulla quota 103 e sul bonus Maroni, come si evince dal dossier sulla legge di Bilancio. In particolare si lamenta la mancanza di alcuni elementi nelle relazioni tecniche che accompagnano i due provvedimenti. Quali sono i dubbi espressi dai tecnici parlamentari e cosa chiedono al governo in tema di pensioni?

Pensioni, i dubbi dei tecnici sulla quota 103

Nel dossier i tecnici sottolineano, facendo riferimento alla relazione sulla quota 103, che sono mancanti “tutti i dati e gli elementi necessari a una puntuale verifica delle stime degli effetti finanziari connessi all’applicazione dell’istituto in esame, quali per esempio la distribuzione per età e anzianità contributiva dei soggetti potenzialmente interessati”.

Non ci sono, quindi, le informazioni sui possibili beneficiari, utili per stimare gli effetti del nuovo anticipo pensionistico, rivolto a chi ha almeno 62 anni di età e 41 di contributi versati. Nella relazione tecnica, prosegue il dossier, non si prevede una proiezione, che invece dovrebbe essere almeno decennale, degli effetti finanziari di questa misura, come sarebbe invece previsto dalla legge di contabilità per il settore delle pensioni.

I tecnici muovono le loro critiche anche alla mancanza di elementi informativi sugli effetti correlati al Fondo di tesoreria gestito dall’Inps per l’erogazione dei Tfr dei lavoratori dipendenti di aziende con almeno 50 addetti: in particolare sarebbe necessario conoscere la platea interessata, l’importo medio percepito e il numero di chi ha già chiesto l’anticipazione del Tfr.

In conclusione, secondo i tecnici parlamentari per verificare gli effetti finanziari della quota 103 è necessario “acquisire gli ulteriori dati ed elementi di valutazione”. Di fatto non vuol dire bocciare la misura, ma semplicemente è una richiesta di dati aggiuntivi allo scopo di poterla valutare al meglio e prevedere, con delle stime, i suoi possibili effetti anche sulle casse dello Stato.

Le criticità sul bonus Maroni

Simili anche i rilievi mossi dai tecnici sul cosiddetto bonus Maroni, ovvero l’incentivo previsto per chi decide di rimanere al lavoro e non approfittare della pensione anticipata. In questo caso, sottolineano nel dossier, la relazione tecnica “non esplicita alcuni dati ed elementi informativi necessari a una puntuale verifica delle stime degli effetti finanziari”. Il problema, quindi, è lo stesso: senza dati non è possibile calcolare gli effetti finanziari del bonus Maroni.

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