Lo usiamo fino a 6 ore al giorno. Ma è un concentrato di batteri pericolosi

Andrea Fabbri

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Uno degli oggetti che teniamo in mano più a lungo ogni giorno contiene milioni di batteri. Ecco qual è e come proteggere la nostra salute

Lo usiamo fino a 6 ore al giorno. Ma è un concentrato di batteri pericolosi

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Secondo alcune recenti indagini sulle abitudini quotidiane, noi italiani teniamo in mano ogni giorno lo smartphone per circa 3 – 4 ore. E c’è anche chi passa davanti allo schermo fino a 6 ore.

Ebbene, se teniamo alla nostra salute, è un’abitudine che dovremmo affrettarci a cambiare. E non è soltanto una questione di dipendenza digitale. Molte ricerche in ambito sanitario affermano che i nostri telefoni sono uno degli oggetti di uso comune con la maggior concentrazione di batteri e microrganismi. Piccoli «ospiti» che potrebbero causare danni seri all’organismo.

Il telefono è un ricettacolo per batteri e microrganismi

I cellulari non sono in grado di generare batteri, funghi e muffe. Ma sono dei perfetti “cavalli di Troia” per veicolarli dalle mani agli occhi, alle orecchie e alle vie respiratorie.

Molti dei microrganismi scoperti sugli smartphone arrivano sullo schermo perché ce li veicoliamo noi dal bagno, dalla tavola e da tutte le stanze “contaminate” in cui ci portiamo il telefono.

Di solito si tratta di batteri che vivono naturalmente sulla nostra pelle e che non sono dannosi. Ma se trovano un organismo indebolito o una ferita aperta potrebbero mettere a repentaglio la nostra salute. Il problema, quindi, non è nella presenza, bensì nell’enorme concentrazione che facciamo aumentare ogni giorno.

Le specie di batteri trovati sugli smartphone

Quello che stupisce è l’enorme varietà di specie batteriche che sono state identificate analizzando i moderni telefoni.

I due batteri più presenti sembrano essere gli Stafilococchi coagulasi negativi (CoNS) e lo Staphylococcus aureus, ma sono state trovate anche tracce di Escherichia coli e di specie più rare come la Klebsiella pneumoniae e lo Pseudomonas aeruginosa.

L’Escheria coli, comunemente presente all’interno dell’intestino, può provocare fastidiose infezioni urinarie e gastroenteriti. Un motivo in più per non portare il telefono in bagno.

La Klebsiella pneumoniae, invece, può essere responsabile, nei casi più gravi e in persone debilitate, di polmonite, meningite e infezioni alle vie urinarie. Idem lo Pseudomonas aeruginosa a cui vengono associate problematiche come le endocarditi e le polmoniti.

Meno pericolosi, per fortuna, gli Stafilococchi, ma non per questo innocui. Nelle situazioni di fragilità, anch’essi possono provocare brutte infezioni alle vie respiratorie.

E le brutte notizie non sono finite. Sui telefoni non sono stati trovati soltanto batteri, ma anche funghi e muffe responsabili di problemi alla pelle e patologie delle vie respiratorie e urinarie.

Come eliminare i batteri dal telefono

La presenza di milioni di batteri sui telefoni non sta a significare che dobbiamo liberarcene o digitare sullo smartphone attraverso dieci strati di plastica protettiva. Basta pulirlo almeno una volta a settimana.

Per farlo dobbiamo spegnerlo e poi pulire la superficie con un panno in microfibra leggermente umido e con una soluzione a base di alcol isopropilico al 70%. In alternativa possiamo utilizzare delle salviette disinfettanti specifiche.

Meglio evitare, invece, aria compressa o prodotti più aggressivi come la candeggina. Rischiano di distruggere il dispositivo.

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# Salute

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