Continuano quasi copiose le emissioni di prestiti obbligazionari sia di matrice sovrana che corporate, per la gioia dei risparmiatori a caccia di occasioni.
A divergere non è soltanto la natura degli emittenti, e quindi le relative garanzie sui prodotti di investimento, sovrane o da capitale sociale in base ai contesti.
Alla base troviamo invece un complesso di elementi che nell’insieme valgono a distinguere un’offerta da un’altra.
Consideriamo ora uno dei due recenti bond ideati dall’investment bank Intermonte ed emessi dall’americana Goldman Sachs. Si tratta di due bond differenti non solo nella valuta e nella durata complessiva, ma anche nei payout. In particolare questo nuovo titolo in euro a tasso fisso paga il 5,30% annuo tutto in unica soluzione.
L’obbligazione cumulative e callable a tasso fisso fino al termine
L’obbligazione ha codice ISIN XS2829724504 ed è quotato sul mercato Euro TLX di Borsa Italiana. Nello specifico è del tipo “Callable Fixed Rate”, il che vuol dire che la cedola è fissa fino al termine, anche se quest’ultimo resta relativamente incerto.
Quello definitivo è per il 7 febbraio 2042, tra 17 anni, ma la natura callable (integralmente rimessa nelle mani dell’emittente) ne può accorciare di tanto la vita effettiva. Già al termine del 1° anno, e quindi a partire da febbraio dell’anno prossimo, l’emittente potrebbe richiamare il prestito ed estinguerlo. A quella data, intermedia e/o finale che sia, il titolare del bond riavrà il 100% del nominale sottoscritto più le cedole nette fino ad allora maturate.
Il taglio minimo di sottoscrizione è del tipo retail, alla portata del piccolo investitore, e pari a 1.000 € (più commissioni) per acquistarlo.
La cedola a tasso fisso ma del tipo cumulative
Al pari di altri emittenti corporate concorrenti, anche Intermonte ha pensato a un payout fisso e costante ma pagato tutto in unica soluzione. Il tasso annuo lordo è del 5,3%, il 3,922% al netto della ritenuta fiscale del 26%, ma staccato cumulativamente a scadenza o incassato al tempo del rimborso e/o vendita anticipati.
Nulla toglie, infatti, che il titolare del bond lo liquidi nel corso della sua vita di maturazione. Pensiamo all’eventualità di corsi sopra cento e quindi al possibile desiderio di incassare la plusvalenza. Tuttavia, la presenza della callable pesa come un macigno sul bond: i prezzi salirebbero di tanto se i tassi scendessero altrettanto.
Ma a quel punto la banca avrebbe interesse a sostituire il debito con uno nuovo meno esoso per lei. In termini spicci e concreti, è difficile immaginare che i corsi del titolo possano volare in futuro più di tanto sull’Euro TLX.
Infine vanno fatte altre due considerazioni sulla natura cumulative della cedola. Primo, è impossibile spendere e/o reinvestire il payout di periodo (annuale), magari per fargli fruttare nuovi interessi. Secondo, proprio per questo motivo il rendimento effettivo risulterà inferiore al tasso nominale indicato.
Una cedola incassata al termine del suo naturale periodo di maturazione, l’anno, vale di più di una accumulata e pagata a distanza di anni. Ad esempio il TIR (tasso interno di rendimento) calcolato in origine sul bond su un acquisto a 100 scende al 3,85% lordo a naturale scadenza.
Questo nuovo titolo in euro a tasso fisso paga il 5,30% annuo tutto in unica soluzione
Varrebbe di più, quindi, se la callable venisse esercitata dalla banca prima della scadenza del prestito. Ciò darebbe modo all’investitore di difendere il rendimento effettivo, ma lo priverebbe delle ricche cedole degli anni successivi.
Ad ogni modo il payout sembra adatto alla view dominante tra gli analisti, ossia tassi in calo nel medio termine, mentre la cedola del bond Intermonte è fissa. Se da un lato la discesa fosse marcata e accelerata e la banca non fosse affrettata nell’esercizio della call, ne verrebbe fuori un discreto rendimento reale ed effettivo.
Il titolo come già detto non presenta rischio di cambio. Di contro potrebbe soffrire in termini di liquidità (30 milioni di €, emessi, per cui volumi ridotti) e/o di quotazioni sul secondario (anche) per via della durata. Al pari di tutte le obbligazioni a cedola fissa, tipo i comuni BTP o lo stesso BTP Più, per esempio, il bond non protegge dal rischio inflazione.