Questo miliardario ha venduto il 97% di queste azioni e investito su un titolo da 2.000 miliardi di dollari e quando a muoversi è David Tepper, vale sempre la pena stare in allerta. Non è solo uno dei nomi più rispettati della finanza americana, ma anche uno dei pochi gestori che negli anni ha fatto scommesse audaci ma vincenti. Fondatore del fondo Appaloosa Management, Tepper ha costruito un patrimonio miliardario grazie alla sua capacità di fiutare il cambiamento prima degli altri.
Non è un investitore che si innamora facilmente dei titoli. Li compra, li sfrutta finché hanno potenziale, poi passa oltre. Ed è quello che ha fatto negli ultimi mesi, riducendo drasticamente la sua esposizione su due dei nomi più caldi del settore tech per puntare tutto su un colosso che vale oltre 2.000 miliardi di dollari.
Questa mossa potrebbe non essere un semplice ribilanciamento di portafoglio, ma un cambio di visione su dove davvero sta andando il futuro dell’intelligenza artificiale. E se Tepper ha deciso di fare spazio in portafoglio a questo nuovo gigante, forse è il momento di chiedersi: cosa ha visto che il mercato ancora non ha capito?
Addio Nvidia e AMD: Tepper liquida le GPU superstar
Se c’è un settore che ha cavalcato l’entusiasmo degli investitori nell’ultimo biennio, è quello delle GPU per l’intelligenza artificiale. Nvidia e AMD sono state le regine indiscusse, spinte dalla corsa all’AI generativa e dall’esplosione della domanda nei data center. Eppure, proprio mentre il mercato celebra questi colossi, David Tepper ha deciso di smontare quasi del tutto la sua esposizione.
Secondo quanto emerge dai documenti 13F depositati alla SEC, obbligatori per tutti i gestori con oltre 100 milioni di dollari in asset, Appaloosa ha venduto il 97% della sua posizione in Nvidia nel primo trimestre del 2025. Contestualmente, ha liquidato l’intera partecipazione in AMD. Un doppio taglio netto che lascia poco spazio ai dubbi: per Tepper, il grosso del rally legato alle GPU potrebbe essere già alle spalle.
Va detto che il miliardario non è mai stato un fanatico degli HODL (hold on for dear life), anzi. È un trader abituato a ruotare rapidamente i suoi investimenti, sfruttando le fasi di euforia per incassare. E oggi, a suo giudizio, Nvidia e AMD sembrano aver corso troppo rispetto al potenziale di breve periodo.
Anche il momento non è casuale. Dopo un 2024 eccezionale per entrambe le aziende, con performance a tre cifre e capitalizzazioni ai massimi storici, la narrativa di una crescita “illimitata” ha iniziato a incrinarsi. I margini restano alti, ma le valutazioni, secondo molti analisti, iniziano a incorporare già buona parte del potenziale futuro. In questo contesto, Tepper ha scelto di alleggerire. Non per uscire dall’AI, ma al contrario, per rientrare dalla porta principale.
Il colosso da $1.000 miliardi nel mirino
Grafico azioni Google
Fonte Tradingview
La mossa più significativa del trimestre è stato infatti l’ingresso di Appaloosa nel capitale di Alphabet, la holding che controlla Google. Con una capitalizzazione che ha da poco superato i 2.000 miliardi di dollari, il gruppo di Mountain View è diventato la nuova scommessa AI di Tepper.
Non un rimpiazzo tecnico, ma un riposizionamento strategico. Se Nvidia e AMD rappresentano l’infrastruttura hardware dell’intelligenza artificiale, Alphabet incarna l’altra faccia della rivoluzione, quella software e applicativa.
Con il suo modello linguistico Gemini, l’integrazione di AI nei prodotti come Google Search, Docs e Gmail e la crescente presenza nei servizi cloud con AI integrata, Alphabet sta cercando di consolidarsi come piattaforma all-in-one per l’intelligenza artificiale nel mondo consumer e business. Il vantaggio? Monetizzare non solo attraverso la vendita di tecnologia, ma integrando l’AI in un ecosistema che genera già miliardi.
Tepper, in sostanza, sembra convinto che il valore a lungo termine dell’intelligenza artificiale non risieda solo nelle GPU, ma nell’uso strategico dell’AI su scala globale. E Alphabet, grazie alla sua base utenti sterminata, alla capacità di innovare e ai margini operativi solidissimi, ha tutto per diventare uno dei vincitori del nuovo paradigma.
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