Nel bel mezzo della tempesta del comparto obbligazionario di marzo non sono mancate nuove emissioni corporate. Tra quelle di natura retail si segnalano i bond di matrice bancaria nel senso più lato del termine. È stato il caso di Goldman Sachs (GS) che ha dato vita a una dual tranche simile nella macro struttura ma distinta nei punti chiave. A divergere sono principalmente la divisa di denominazione dei prestiti e il valore assoluto dei coupon offerti.
Per uno dei due, in particolare, vale il 4,50% fisso per 15 anni e cedola semestrale sul neo callable bond in euro Goldman Sachs.
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Le caratteristiche del corporate bond targato Goldman Sachs
Sebbene l’emittente sia un colosso finanziario di stanza negli States, ma con uffici sparsi in tutto il mondo, il prodotto è denominato in euro. Ha identificativo ISIN XS3315491186 ed è quotato e negoziato sull’EuroMOT di Borsa Italiana. Il taglio minimo di sottoscrizione è del tipo retail, 100 €, più le spese di commissioni alla banca presso cui si detiene il conto titoli.
Veniamo alla sua durata, dove vanno dette diverse cose sul tema.
Se sono certe le date di emissione (26/03/’26) e di rimborso ultimo (26/03/’41), non altrettanto può dirsi su quella di effettiva estinzione del debito. Questa potrebbe coincidere con quella di naturale scadenza, tra 15 anni, ma anche molto meno. Il prestito è callable e GS ha previsto che ogni 6 mesi, a partire dal secondo semestre fino al penultimo, possa ritirare ed estinguere i bond. Anche in tal caso il rimborso avverrebbe al 100% del valore nominale dei titoli posseduti.
L’esercizio della callability ridurrebbe la durata dell’investimento e del potenziale monte cedole complessivo. Parimenti esporrebbe al rischio di reinvestimento, ma è da dimostrare che in futuro mancheranno altre buone occasioni per impegnare il capitale con profitto.
Tradare il callable bond Goldman Sachs?
Poi resta sempre in piedi l’alternativa del tradare il titolo sul mercato secondario per un periodo di tempo a propria discrezione. In teoria sì, nella pratica l’alternativa sembra più adatta ai profili di investitori evoluti e con giusta propensione al rischio. Occorre saper individuare buoni punti di ingresso e di uscita dal titolo per evitare possibili perdite in conto capitale.
Da emissione a scadenza i corsi fluttueranno sopra e sotto la parità, con il rischio che lo facciano più sotto che sopra almeno nei primi semestri. A pesare maggiormente sarebbero la notevole durata residua, callability a parte, e il timore dell’inflazione che porterebbe le Banche Centrali al rialzo dei tassi. Per ora si tratta solo di timori ma se la crisi nell’area del Golfo dovesse sfuggire di mano e/o protrarsi più del previsto allora saranno dolori reali.
Poi c’è un’altra considerazione più tecnica che chiama in causa l’esiguo flottante del bond, di soli 80 milioni di euro. Non solo, ma la banca si è riservato il diritto di diminuirlo per l’ammontare di debito non sottoscritto, e in tal caso lo renderebbe ancora più sottile. Davvero pochi affinché possa svilupparsi un mercato secondario ricco e fluido, per cui vanno messi in conto sia il rischio di liquidità che di spread bid/ask non proprio stretti.
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I tassi annui e la cedola semestrale
Sul bond l’emittente riconosce tassi annui lordi del 4,50%, cioè il 3,33% al netto della ritenuta d’acconto del 26%. Da emissione a scadenza il monte cedole complessivo sarebbe del 67,5% lordo e del 49,95% netto, sempre fatta salvo la call del prestito anzitempo. L’interesse è corrisposto su base semestrale, per cui GS pagherà 1,665 € netti ogni 6 mesi per ogni 100 € nominali sottoscritti.
Giusto per avere un ordine di raffronti prendiamo due bond scadenza 2041 e vediamo quanto rendono oggi. Sul fronte sovrano, il BTP TF 1,8% Mz41 (cedola fissa) con identificativo IT0005421703 prezza 72,85 per un effettivo a scadenza poco sopra il 4,3%. Sul fronte corporate, invece, consideriamo uno step-down sempre emesso da GS a gennaio, tre mesi fa, con ISIN XS2688619555. Il “Gs Fin Corp Sc Jan41 Call Eur” paga il 7,50% annuo lordo solo nei primi 2, poi il 4,5% fino al 2030, il 3,00% fino al ’32, il 2,75% fino al ’34, il 2,5% fino al ’36 e in 2% fino a scadenza. Al momento il prezzo ufficiale è di 93,25 per un rendimento effettivo a scadenza del 4,23% anno lordo (dati: Borsa Italiana).
4,50% fisso per 15 anni e cedola semestrale sul neo callable bond in euro Goldman Sachs
Nel complesso l’obbligazione presenta una serie di pro e contro da saper cogliere e valutare attentamente. Tra i primi c’è l’assenza del rischio di cambio, la natura fissa e costante del coupon e il buon rating emittente pari ad A per Fitch, ad A2 per Moody’s e a BBB+ per S&P. Ciononostante resta in piedi il futuro rischio di credito emittente, al pari di ogni altro debitore obbligazionario corporate o sovrano.
Infine va ricordato che nell’economia dell’investimento un ruolo chiave lo rivestiranno i propri prezzi di carico e scarico, oltre alle spese di gestione. Nella misura in cui si riusciranno a ottimizzare è ovvio che potrebbero cambiare anche di tanto, nel bene e nel male, le valutazioni complessive.