Questi segnali anticipano (possibili) scosse sui mercati finanziari

Tommaso Scarpellini

24 Agosto 2025 - 07:52

Wall Street ai massimi storici, valutazioni estreme e pattern che ricordano il 1929 e il 2000: segnali che anticipano possibili scosse per il mercato azionario USA.

Questi segnali anticipano (possibili) scosse sui mercati finanziari

Come reagiresti vedendo che il mercato azionario statunitense sta ricalcando esattamente ciò che è accaduto prima di alcune delle crisi più significative del recente passato?

Esatto. È uno scenario che lascia poco spazio all’immaginazione: gli indici di borsa hanno raggiunto livelli di valutazione estremi, comparabili non solo al 2000 e al 2008, ma addirittura a crolli violenti come quelli del 1929. A rendere il quadro ancora più inquietante ci sono somiglianze tecniche nei pattern di prezzo, che ricordano da vicino la bolla delle dot-com.

E non è finita: anche altre crisi storiche, come quella asiatica di fine anni ’90, mostrano dinamiche simili.

Valutazioni tirate al limite

Il primo punto da sottolineare è semplice quanto impietoso: le valutazioni relative degli indici USA sono ai massimi delle principali crisi passate. Il price-to-earnings (P/E) dello S&P 500 viaggia intorno a 30x, mentre il comparto information technology, il vero traino di Wall Street, supera i 35x secondo alcune stime. Numeri che non si vedevano da decenni.

Se allarghiamo lo sguardo al passato, troviamo che multipli simili si sono registrati in momenti ben precisi: 2000 (bolla internet), 1929 (crisi di Wall Street), 1934 e 1946 (periodi di instabilità con correzioni profonde). Ogni volta, quelle valutazioni erano il preludio a un ribasso violento.

La domanda inevitabile è: cosa rende oggi diverso questo scenario?

Pattern tecnici inquietanti

C’è un secondo elemento che lascia perplessi: i grafici.
Sovrapponendo l’andamento attuale dello S&P 500 a quello registrato nel 1997, il risultato è sorprendente. La somiglianza è quasi perfetta, con un rally esteso e continuo che sembra ignorare i rischi macroeconomici. È vero, si potrebbe liquidare il tutto come una coincidenza. Ma i principi di analisi tecnica ci ricordano che la storia è un ottimo consigliere: i mercati tendono a replicare schemi ciclici, specie quando alimentati da euforia e liquidità.

S&P 500 S&P 500 Grafico a candele dell'S&P 500. Fonte: baha.com

Quello che emerge è un pattern di estremizzazione. Un’anomalia. Una domanda costante di azioni a prezzi evidentemente elevati. L’analogia con il mercato immobiliare calza bene: comprare un titolo oggi è come acquistare una casa sapendo che ci vorranno molti più anni del passato per ripagare l’investimento con gli affitti. Due scenari possibili: o gli affitti (gli utili aziendali) crescono in modo esponenziale, o il prezzo dell’immobile (le azioni) prima o poi corregge.

Un bivio cruciale

In sostanza, ci troviamo a un bivio. Non è detto che da qui parta un crollo immediato: i mercati hanno spesso dimostrato una capacità sorprendente di restare sopravvalutati a lungo, se alimentati da fattori esogeni come politiche monetarie accomodanti o liquidità abbondante. Tuttavia, resta un fatto: alle valutazioni correnti il mercato è tirato.

Le forward estimates scontano già una crescita degli utili, ma anche queste proiezioni lasciano i multipli su livelli storicamente pericolosi. Senza un aumento sostanziale degli earnings, sarà sufficiente un piccolo catalizzatore negativo per riportare bruscamente gli investitori alla realtà.

Il messaggio non è di panico, né di fretta. Al contrario: serve consapevolezza.