I ragazzi che possiedono un ISEE fino a €32.000 non pagheranno le tasse. Questo ateneo italiano è il primo a rendere gli studi gratuiti per uno studente su due.
Gli studi universitari diventano più inclusivi e accessibili grazie all’estensione della no tax area fino a €32.000. L’ateneo italiano dove hanno studiato anche Alessandro Volta e Ugo Foscolo ha appena approvato una riforma che segna una svolta storica: con l’innalzamento della soglie ISEE (che ad oggi era fissata a €23.000), circa uno studente su due potrà frequentare l’università senza pagare le tasse.
Come ha spiegato il rettore, fino a oggi solo il 12 % degli studenti in corso (o fuori corso di un anno) non pagava gli studi, mentre con la riforma gli studenti esentati dalle tasse salgono al 45%.
In un periodo di incertezza economica e di fronte al continuo aumento dei prezzi per le famiglie, arriva un segnale di speranza per i giovani e per tutti coloro che hanno intenzione di proseguire gli studi universitari in Italia. Ma dove si trova questo ateneo e cosa cambia per gli studenti universitari?
Zero tasse per gli studenti universitari con ISEE fino a €32.000 euro
L’Università di Pavia è la prima in Italia a estendere la no tax area da €23.000 a €32.000, ossia la fascia entro cui non è prevista contribuzione per gli studi che grava sulle famiglie degli studenti con redditi bassi, rendendo gli studi più inclusivi e accessibili anche per coloro che hanno minori capacità economiche. La decisione è arrivata il 28 aprile, dopo l’approvazione da parte del Consiglio di amministrazione della proposta avanzata dal rettore Alessandro Reali.
Le tasse universitarie, infatti, sono una spesa considerevole per le famiglie dei ragazzi che frequentano gli atenei e poter contare sull’eliminazione di questa spesa è sicuramente un vantaggio economico rilevante.
Nelle università private non esistono parametri ministeriali vincolanti, mentre in quelle pubbliche è prevista una no tax area che prevede una soglia ISEE fissata per legge a €22.000. Quest’ultima è una soglia minima obbligatoria, ma spetta a ciascun singolo ateneo definire i limiti utilizzando risorse proprie e beneficiando anche di contributi ministeriali aggiuntivi che incentivano l’ampliamento dell’esenzione.
Negli ultimi anni, infatti, sempre più università hanno deciso di innalzare la soglia della no tax area fino a €30.000, mentre solo a Pavia gli studenti con ISEE fino a €32.000 potranno studiare senza dover preoccuparsi del pagamento delle tasse universitarie.
Cosa cambia per gli studenti? Quasi 1 su 2 non pagherà le tasse
A esprimere tutta la sua soddisfazione per questa nuova agevolazione è il rettore dell’università di Pavia, che ci tiene a sottolineare come il suo ateneo sia il primo a innalzare la soglia minima oltre i €30.000. Tutto questo avrà un impatto significativo sulla popolazione studentesca.
“Grazie a questa riforma contributiva, il 45% degli studenti in corso non pagherà gli studi, laddove attualmente è esentato il 12%”, spiega il rettore Reali. L’esenzione totale spetterà agli studenti fuorisede, indipendentemente dal fatto che abbiamo trasferito la residenza a Pavia o che siano rimasti a vivere nella propria città con o senza la propria famiglia. L’unica condizione essenziale per beneficiare della misura è la soglia ISEE.
“Circa il 70% della popolazione studentesca si avvarrà di una riduzione della tassazione rispetto al modello attuale, mentre la quasi totalità (oltre il 96%) degli studenti che avranno un aumento della retta, apparterrà alla fascia contributiva massima, corrispondente a un ISEE superiore agli €80.000”.
Quante tasse si pagano nelle altre Università italiane
Per comprendere la portata dell’estensione della no tax area occorre fare un confronto con le altre università italiane: quanto costano gli studi nelle diverse città italiane, da Nord a Sud?
Partiamo dalla città metropolitana di Milano: l’Università Statale ha fissato il tetto ISEE a €30.000, mentre all’Università Bicocca il limite per l’accesso alla no-tax area è fissato a €25.000. Spostandosi all’Alma Mater Studiorum di Bologna si trova una no tax area fissata a 27mila euro. Anche l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università degli Studi di Firenze hanno superato la soglia base, attestandosi ai €24.000.
Scendendo nel Centro Italia, alla Sapienza di Roma la soglia si ferma a €24.000. Nel Mezzogiorno, la Federico II di Napoli applica un limite di €30.000, mentre L’Orientale si attesta sui €27.000.
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