Questa società napoletana ha appena acquisito il 100% di Kasanova

Giorgia Paccione

17 Marzo 2026 - 12:21

Svolta per la storica catena italiana di articoli per la casa: la holding Pamaf rileva l’intero gruppo e prepara un piano di rilancio tra modernizzazione del business e nuove aperture di negozi.

Questa società napoletana ha appena acquisito il 100% di Kasanova

Dopo mesi di incertezza e il fallimento della trattativa con Ovs, Kasanova trova un nuovo proprietario. La storica catena italiana specializzata in articoli per la casa è stata acquisita al 100% dalla holding napoletana Pamaf S.r.l., fondata e guidata dall’imprenditore Antonio Bernardo.

Il Consiglio di amministrazione della società brianzola ha approvato l’offerta vincolante presentata dalla holding campana, giudicandola solida e capace di garantire una soluzione rapida alla situazione di difficoltà finanziaria attraversata dall’azienda.

L’operazione punta a sostenere immediatamente il gruppo e ad avviare una fase di rilancio industriale.

Kasanova, con sede ad Arcore, è uno dei principali retailer italiani nel settore degli articoli per la casa, dell’arredamento e dei tessuti. Secondo quanto comunicato dalla società, l’ingresso di Pamaf consentirà di portare avanti il percorso di risanamento già avviato e allo stesso tempo avviare una riorganizzazione della struttura operativa.

Il piano per rilanciare Kasanova

Il progetto della nuova proprietà prevede una revisione del modello di business con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e rafforzare la redditività della rete commerciale. Negli ultimi anni, infatti, la catena ha registrato buone performance dal punto di vista delle vendite, ma la crescita è stata accompagnata da costi generali elevati che hanno inciso sulla marginalità.

La strategia della holding guidata da Bernardo punta quindi a modernizzare i processi aziendali e a rendere più sostenibile la struttura del gruppo. Parallelamente è previsto anche un piano di espansione commerciale, con l’apertura di nuovi punti vendita. L’operazione rappresenta dunque non solo un intervento di salvataggio finanziario, ma anche un tentativo di rilancio su scala nazionale.

Soddisfazione è stata espressa dall’amministratore delegato di Kasanova, Maurizio Ghidelli, che ha commentato l’accordo sottolineando la fiducia nel nuovo azionista:

“Siamo molto orgogliosi di avere ricevuto ed accettato l’offerta di un imprenditore gentiluomo, un uomo di valori e di parola che potrà, insieme alle nostre persone e alle sue, portare questa società ancora al successo.”

I numeri e la storia della catena italiana

Fondata nel 1968 da Giannina Fontana, Kasanova è diventata nel tempo una delle principali realtà italiane nel retail dedicato alla casa. L’azienda nacque inizialmente come attività di vendita all’ingrosso di casalinghi, per poi trasformarsi negli anni Novanta in una rete commerciale moderna. Nel 1994 iniziò infatti lo sviluppo del franchising, passaggio che ha contribuito in modo decisivo all’espansione del marchio sul territorio nazionale.

Il gruppo gestisce oggi un portafoglio di brand che include, oltre a Kasanova, anche Kasanova+, Co.Import, L’Outlet del Kasalingo e La Casa sull’Albero. La rete distributiva conta circa 700 punti vendita complessivi, tra negozi diretti, franchising e corner all’interno di altri store specializzati, e impiega circa 5.000 persone. Nel 2025 il fatturato si è avvicinato ai 300 milioni di euro.

La storia dell’azienda è profondamente legata alla famiglia Fontana. La fondatrice iniziò giovanissima a lavorare nell’attività di famiglia dopo la morte del padre, vendendo prodotti per la casa nei paesi della Brianza. Negli anni Sessanta avviò l’impresa che avrebbe poi dato origine al marchio Kasanova, finanziando il progetto con un mutuo particolarmente oneroso per costruire la prima sede-magazzino ad Arcore.

Il fallimento della trattativa con Ovs e l’arrivo di Pamaf

Prima dell’ingresso della holding napoletana, il futuro di Kasanova sembrava destinato a passare per Ovs, la catena di abbigliamento guidata da Stefano Beraldo. Alla fine del 2025 il gruppo aveva annunciato l’intenzione di acquisire la società brianzola con un piano che prevedeva un aumento di capitale e una riorganizzazione della rete di negozi.

All’inizio di febbraio 2026, però, il consiglio di amministrazione di Ovs ha deciso di far decadere l’offerta, spiegando che non si erano verificate le condizioni necessarie per completare l’operazione. La trattativa è quindi saltata all’ultimo momento, lasciando l’azienda alla ricerca di un nuovo investitore.

Il ruolo di Pamaf si inserisce proprio in questo contesto. L’intervento della holding dovrebbe consentire di portare avanti il processo di risanamento anche grazie alle misure protettive concesse dal Tribunale di Monza nell’ambito della composizione negoziata della crisi, che sospendono temporaneamente le azioni dei creditori. Un margine di tempo prezioso che permetterà alla nuova proprietà di mettere in pratica il piano industriale e provare a rilanciare uno dei marchi più noti del retail italiano dedicato alla casa.

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