Ecco quanto vale il business delle scommesse in Italia

Francesca Caiazzo

05/10/2017

21/11/2017 - 11:33

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Quanto vale il business delle scommesse in Italia? I dettagli su un settore redditizio nel quale si fa strada l’illegalità.

Agli italiani piace scommettere, preferiscono il calcio ma non disdegnano i casino games.

Vale oltre un miliardo di euro il business delle scommesse in Italia, con il settore sportivo che nel 2016 ha toccato un valore di circa 350 milioni di euro. Un mercato redditizio che sembra non conoscere crisi, anzi.

È in continua crescita ma risente di contaminazioni illecite – prima fra tutte le infiltrazioni della criminalità organizzata - alle quali lo Stato cerca di porre un freno.

Cifre da capogiro

Secondo una recente ricerca dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano, il business delle scommesse nel 2016 è cresciuto del 24% per un valore complessivo che è passato in un solo anno da 821 milioni a oltre un miliardo di euro (1.018 milioni di euro per l’esattezza).

A pesare maggiormente sul valore complessivo del settore sono i giochi online: i casino games con ben 439 milioni di euro rappresentano il 43% del totale.

Nel 2016, inoltre, sono cresciuti del 20% con un valore di 100 milioni di euro skill games, betting exchange, bingo, lotto, lotterie e virtual betting.

Da segnalare anche la crescita del 76% registrata da Superenalotto e Win for Life che – con 9,4 milioni - è stata la maggiore in termini assoluti, e quella del Lotto che in un anno ha segnato +52% portandosi a 17,4 milioni.

Le scommesse sportive

Non sorprende che nel 2016, i ritmi di crescita più sostenuti siano stati registrati dalle scommesse sportive che con una spesa di 350 milioni hanno contribuito con il 34,4% del totale.

Gli italiani puntano soprattutto sul calcio (81%). La spesa per questo particolare ambito di scommesse fa rilevare un aumento progressivo negli ultimi 4 anni con un exploit nel 2016.

In particolare, nel 2012 gli scommettitori sportivi hanno puntato sul calcio circa 167 milioni di euro, che sono diventati 192 milioni nel 2013, 214 milioni nel 2014 e 267 nel 2015. Infine, nel 2016 il boom che ha fatto toccare quota 350 milioni di euro.

Non volano le scommesse su altri sport minori, con il tennis che si attesta al 12% e il basket che raggiunge appena l’1%.

Scommesse tra lecito e illecito

Il business delle scommesse, soprattutto in ambito sportivo, è però oggetto di contaminazione illecita e, con le sue cifre da capogiro, fa gola anche alla criminalità organizzata.

Secondo gli ultimi dati a disposizione che risalgono al 2014, tra punti gioco illegali (sono 5.204 quelli inseriti nella black list dei Monopoli di Stato) e partite truccate, il settore ha fatto registrare 547 violazioni con 496 persone denunciate mentre negli ultimi 10 anni sono stati eseguiti sequestri per circa 36 milioni di euro.

Per arginare il fenomeno, nei giorni scorsi è stato presentato l’ Anti Match-fixing Formula, un progetto tutto italiano - coordinato dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio e cofinanziato dalla DG Home della Commissione europea - che mira sia alla prevenzione delle situazioni di rischio che al contrasto delle pratiche illegali.

L’iniziativa prevede una sinergia tra pubblico e privato e aspira a diventare un modello di buone pratiche anche a in Europa, dove il mercato delle scommesse vale circa 84,9 miliardi di euro.

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