Del rapporto tra scommesse sportive e calcio in particolare ci siamo già occupati in un articolo di qualche settimana fa. In quell’occasione avevamo ripercorso e raccontato quale fosse stata l’evoluzione del rapporto tra la Serie A, la Premier League e appunto il settore delle scommesse sportive.
Una relazione che in alcuni momenti si è fatta scivolosa, o comunque ha attirato su di sè le attenzioni del legislatore, consapevole dei rischi che possono derivare da un’eccessiva pubblicità concessa a questo tipo di attività. Dal canto loro, anche in maniera legittima, i club non hanno però voluto facilmente rinunciare a introiti importanti derivanti dagli accordi di sponsorizzazione con siti e aziende di scommesse sportive. Il settore del betting sportivo, in ogni caso, sembra essere in piena fase espansiva, come dimostrano anche due casi recenti che arrivano dal mondo anglosassone.
La Premier League e gli «accordi nascosti» con operatori di scommesse sportive
La prima storia arriva dall’Inghilterra e riguarda ancora la Premier League, come raccontato dal Guardian in un lungo e dettagliato articolo. Dalla prossima stagione entrerà in vigore il divieto di pubblicità sulla parte anteriore delle maglie per le società di scommesse e i club di Premier League dovranno trovare nuovi sponsor per la parte più importante e remunerativa delle loro divise da gioco. Non si parla di una questione secondaria. Karren Brady, membro alla Camera dei Lord del parlamento inglese, in un dibattito sul disegno di legge sulla governance del calcio ha infatti spiegato che «la differenza tipica tra sponsorizzazioni di maglie per il gioco d’azzardo e non è di circa il 40%». Il vicepresidente del West Ham ha aggiunto: «Per alcuni club di Premier League la decisione di vietare la pubblicità sulla parte anteriore delle maglie per il gioco d’azzardo significherà una riduzione di circa il 20% dei loro ricavi commerciali totali».
Insomma, la questione non è secondaria per i conti dei pur ricchissimi club di Premier League. Secondo lo stesso Guardian però alcuni di loro, nello specifico Sunderland, Aston Villa, Leeds, Nottingham Forest e Chelsea, avrebbero già trovato una soluzione: continuare come fatto fino ad ora, semplicemente adattando in base alla nuova norma la natura della loro offerta ai partner di gioco che include accordi di partnership nascosti con operatori rivolti all’Asia, privi di licenza nel Regno Unito e mirati ai mercati illegali in Cina e nell’Asia meridionale e orientale. Il rischio reputazionale per i singoli club e potenzialmente anche per l’intera Premier League è evidente. Anche perché, ricorda ancora il Guardian, sebbene nessuna delle aziende che collaborano con i club sia stata nominata direttamente, numerosi rapporti recenti, in particolare dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine e della Federazione Asiatica di Corse, hanno evidenziato i legami tra piattaforme illegali di scommesse sportive online rivolte all’Asia, truffe, traffico di esseri umani e schiavitù informatica nella regione.
I mercati predittivi, territorio inesplorato per le scommesse sportive
In un suo recente articolo, Reuters ha raccontato come «i mercati predittivi hanno visto un’impennata di popolarità durante le elezioni presidenziali statunitensi dell’anno scorso e da allora si sono evoluti in una classe di attività che consente agli investitori di scommettere su tutto, dalla politica monetaria ai principali tornei sportivi». Insomma, anche lo sport e le scommesse che lo riguardano starebbero a poco a poco entrando nel settore dei mercati predittivi, fino ad ora uno strumento utilizzato in contesti che con lo sport non hanno nulla a che fare. Ma in che modo vengono piazzate le scommesse? Tramite contratti evento. Ogni contratto rappresenta un esito specifico che paga se si verifica, o scade senza valore se non si verifica.
Più di qualcuno sta iniziando a pensare che questo modo possa essere una nuova frontiera per le scommesse sportive. Il Wall Street Journal, ad esempio, ha riportato la notizia che riguarda la startup di previsioni Kalshi, diventata nota offrendo agli appassionati di politica la possibilità di scommettere sulle elezioni presidenziali dello scorso anno, che ora ha iniziato a puntare sui tifosi di football americano. Gli scommettitori, in particolare, possono negoziare contratti sui risultati di football americano, basket e altre partite tramite l’app di Kalshi e Robinhood Markets, la società di brokeraggio che ha reso popolari le scommesse sui titoli azionari dei meme. Un’intuizione che almeno sul fronte dei numeri per Kalshi sembra essere più che riuscita: la società ha stabilito infatti nuovi record di volume settimanale per ogni settimana successiva al mese di settembre, come spiegato a Bloomberg News, con un volume di 260 milioni di dollari che ha superato il record di 245 milioni di dollari del giorno delle elezioni presidenziali americane.
Anche per Robinhood la situazione sembra essere intrigante. L’Amministratore delegato Vladimir Tenev ha dichiarato che la partnership con Kalshi ha portato all’esecuzione di oltre quattro miliardi di contratti di pronostico tramite la sua azienda, di cui la metà solo nel terzo trimestre del 2025.