Campione del mondo e pallone d’oro in campo, oggi imprenditore (sempre nel calcio) e leggenda vivente. Ecco i guadagni milionari di Ronaldo Luís Nazario Da Lima
Cinquant’anni portati con la stessa disinvoltura con cui saltava i portieri. Ronaldo Luís Nazário de Lima, nato il 18 settembre 1976 a Itaguaí, nello Stato di Rio de Janeiro, taglia oggi il traguardo del mezzo secolo e il calcio mondiale si è fermato a fargli gli auguri: l’Inter, il club dove ha bruciato i suoi cinque anni più intensi e dolorosi, lo ha celebrato ricordando i 59 gol in 99 partite in nerazzurro.
Ma il Fenomeno del 2026 non è più soltanto un ricordo in bianco e nero da rivedere su YouTube. È un uomo d’affari che ha chiuso in due anni entrambe le sue avventure da presidente, incassando cifre a nove zeri, ha ritirato la propria candidatura alla guida della Federcalcio brasiliana e si è trasferito dove oggi batte il cuore economico del calcio globale: Miami. Con tanto di attico da 7,8 milioni di dollari comprato lo scorso marzo. Ecco quanto vale davvero, e cosa fa, l’uomo che per diverse stagioni è stato semplicemente il più forte di tutti.
Carriera e palmares di Ronaldo
La storia parte da un ragazzino troppo povero per pagarsi l’autobus per gli allenamenti e troppo bravo perché qualcuno non decidesse di pagarglielo. Quel qualcuno fu Jairzinho, campione del mondo nel 1970, che lo indirizzò al Cruzeiro: 34 gol in 34 partite, ed è già Europa. Al PSV Eindhoven ne segna 42 in 46 gare, poi il Barcellona lo preleva nel 1996 per quello che all’epoca è un record mondiale di trasferimento: 47 reti in tutte le competizioni in una sola stagione, Pallone d’Oro sfiorato e poi vinto un anno dopo.
Nel 1997 un secondo record mondiale lo porta all’Inter, dove diventa Il Fenomeno e vince la Coppa Uefa 1998. È lì che il destino presenta il conto: il 21 novembre 1999 il ginocchio cede contro il Lecce, il 12 aprile 2000 si spezza di nuovo dopo appena sei minuti in campo nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. Tre anni di carriera bruciati.
La risposta arriva al Mondiale 2002: 8 gol, Scarpa d’Oro e doppietta in finale alla Germania, dopo il mistero della notte di Francia ’98. Seguono il Real Madrid dei Galácticos (83 gol in 127 gare di Liga, titolo nel 2002/03), il Milan e il ritorno a casa al Corinthians, dove si ritira nel 2011 rivelando di convivere con l’ipotiroidismo.
Il bilancio: due Coppe del Mondo (1994 e 2002), due Palloni d’Oro, tre premi FIFA World Player, Copa América e Confederations Cup 1997, 62 gol in 98 presenze con il Brasile e 280 reti in 384 gare di club. Dal ritiro in poi, la nuova vita: tre anni a Londra per studiare marketing e sport management, poi l’esperienza statunitense con i Fort Lauderdale Strikers e infine gli investimenti veri.
Quanto guadagna Ronaldo il fenomeno? Il patrimonio milionario del fuoriclasse brasiliano
Il patrimonio netto attuale di Ronaldo è stimato da Celebrity Net Worth in 160 milioni di dollari, circa 140 milioni di euro applicando il cambio ufficiale. La stessa cifra lo colloca al nono posto nella classifica dei 25 calciatori più ricchi di sempre elaborata da GiveMeSport, davanti a Gareth Bale (145 milioni) e dietro a Zlatan Ibrahimovic (190 milioni), Karim Benzema (200 milioni) e Kylian Mbappé (250 milioni).
La cifra si è formata su tre binari. Il primo sono i trasferimenti: due record mondiali consecutivi, Barcellona nel 1996 e Inter nel 1997, e poi il passaggio al Real Madrid nel 2002 per 46 milioni di euro. Complessivamente Ronaldo ha generato oltre 100 milioni di dollari di soli cartellini ai valori di cambio dell’epoca, prima ancora di contare stipendi e bonus.
Il secondo binario è quello che pesa di più, ed è il marketing. A metà anni Novanta Nike costruisce una campagna globale attorno a lui e gli cuce addosso la Mercurial R9 per il Mondiale del 1998, la scarpa che darà il via alla linea poi ereditata da Cristiano Ronaldo e Mbappé. L’accordo, di tipo decennale e lifetime, è stato valutato dalle fonti fino a 180 milioni di dollari: da solo vale più dell’intero patrimonio stimato oggi. Ci sono poi i contratti con Pirelli, Snickers e i vari videogiochi.
Il terzo binario è il capitolo imprenditoriale, quello che ha fatto la differenza nell’ultimo decennio. Nel settembre 2018 Ronaldo rileva il 51% del Real Valladolid per 30 milioni di euro, salvandolo dal rischio bancarotta alla vigilia dell’iscrizione al campionato. Nel dicembre 2021 acquista il pacchetto di controllo del Cruzeiro, allora in Serie B brasiliana e vicino al fallimento, investendoci 70 milioni di dollari complessivi. Il 29 aprile 2024 cede il 90% delle quote all’imprenditore Pedro Lourenço: la stampa brasiliana quantifica l’operazione in circa 600 milioni di reais, ovvero 117 milioni di dollari, con una plusvalenza stimata attorno ai 200 milioni di reais rispetto a quanto pagato meno di tre anni prima. Il 23 maggio 2025 arriva la cessione del Valladolid a un gruppo di investimento nordamericano, chiudendo il cerchio. C’è poi l’agenzia di marketing sportivo 9INE, fondata dopo il ritiro, e il mattone (come vedremo).
Cosa fa oggi? Ecco cosa sappiamo
Il Ronaldo del 2026 è un ex presidente. Dopo aver liquidato Cruzeiro e Valladolid è rimasto senza club, e anche il progetto politico più ambizioso si è arenato: aveva annunciato nel dicembre 2024 la candidatura alla presidenza della CBF, la Confederazione brasiliana, ma l’ha poi ritirata denunciando l’assenza di apertura al dialogo e chiedendo alla FIFA di monitorare il processo elettorale. Un addio amaro, arrivato dopo anni di contestazioni: a Valladolid i tifosi gli avevano dedicato striscioni e cori («Cinque anni di bugie, dove sono i soldi?») e la torcida del Cruzeiro lo aveva accusato di aver speso poco e male sul mercato.
Il baricentro si è spostato negli Stati Uniti. L’ultima notizia imprenditoriale di un certo valore è l’acquisto di un attico da 7,8 milioni di dollari nel complesso Onda Residences di Bay Harbor Islands, a Miami: cinque camere da letto, sette bagni, terrazza panoramica con piscina. Una scelta tutt’altro che casuale, arrivata dopo l’incasso delle due cessioni e in una città diventata polo calcistico grazie all’Inter Miami di Messi e alle partite del Mondiale 2026.
Per il resto, resta ambasciatore: Goodwill Ambassador dell’UNDP, volto delle celebrazioni del calcio brasiliano e presenza fissa a eventi, gala e tornei internazionali. E poi c’è anche una confessione recente che scotta: dice di non guardare quasi più il calcio, e di preferire il tennis. Ed è tutto dire, considerando il personaggio.