Quanto spetta di assegno con la pensione di vecchiaia? Ecco una guida per chi al compimento dei 67 anni ha appena 20 anni di contributi.
La pensione di vecchiaia è oggi l’opzione più utilizzata per il collocamento in quiescenza. Il diritto si raggiunge a 67 anni di età e con 20 anni di contributi, offrendo così una via d’uscita a coloro che non sono riusciti a costruirsi una lunga carriera e a raggiungere la soglia di contributi richiesta - pari a 42 anni e 10 mesi di contributi, un anno in meno per le donne - per andarci in anticipo.
20 anni di contributi con 67 anni di età rappresentano quindi oggi il “minimo sindacale” per poter andare in pensione: ma a fronte di quale importo? Chi accede alla pensione di vecchiaia e vuole sapere quanto spetta di pensione deve sapere che su questa risposta incide in maniera rilevante l’importo degli stipendi percepiti nel corso della carriera, sia per quanto riguarda la quota retributiva, riferita al periodo precedente al 31 dicembre 1995, sia per quella contributiva, per il periodo successivo.
Per rispondere alla domanda su quanto si prende di pensione a 67 anni con 20 anni di contributi serve quindi partire dalla retribuzione mediamente percepita, ricordando che va sempre considerato il lordo, per poi applicarla alle regole di calcolo dell’assegno.
A tal proposito, in questa guida faremo alcune simulazioni sul calcolo della pensione a 67 anni, con il minimo di contributi possibile, facendo luce sul fatto che nella maggior parte dei casi l’opzione ordinaria di pensionamento restituisce importi non particolarmente elevati.
Quanto si prende di pensione con 20 anni di contributi nel sistema retributivo
Partiamo dal caso limite di un lavoratore che va in pensione con 20 anni di contributi, quindi si presume al compimento dei 67 anni previsti dalla pensione di vecchiaia, tutti maturati nel sistema retributivo, quindi prima del 1° gennaio 1996 (o fino al 31 dicembre 2011 nel caso in cui almeno 18 anni di contributi siano stati raggiunti entro il 31 dicembre 1995).
Ebbene, con il metodo retributivo la pensione del lavoratore viene determinata prendendo come riferimento gli stipendi percepiti nel periodo di tempo immediatamente precedente l’accesso alla pensione. Nel dettaglio, si calcola una media della retribuzione pensionabile, per poi prenderne una certa percentuale, calcolata moltiplicando le aliquote di rendimento per ogni anno di anzianità contributiva.
Generalmente queste aliquote sono pari al 2% per ogni anno di contribuzione: ne risulta, quindi, che con 20 anni di contributi viene riconosciuto il 40% della cosiddetta retribuzione pensionabile. Il periodo preso come riferimento è generalmente di 5 anni nel caso dei lavoratori dipendenti, 10 anni per i lavoratori autonomi e l’ultimo anno nel caso del pubblico impiego.
Detto questo, possiamo fare qualche esempio di quanto spetta di pensione con 20 anni di contributi nel regime retributivo:
| Retribuzione pensionabile | Importo pensione (quota retributiva) |
|---|---|
| 15 mila euro | 6 mila euro |
| 20 mila euro | 8 mila euro |
| 25 mila euro | 10 mila euro |
| 30 mila euro | 12 mila euro |
| 35 mila euro | 14 mila euro |
| 40 mila euro | 16 mila euro |
| 50 mila euro | 20 mila euro |
| 60 mila euro | 24 mila euro |
Naturalmente si tratta di esempi semplificati, utili a comprendere il meccanismo generale di calcolo. L’importo effettivo può infatti variare in base alla gestione previdenziale di appartenenza, come pure alla distribuzione dei contributi nel tempo.
Quanto si prende di pensione con 20 anni di contributi nel sistema contributivo
Prendiamo in esame un secondo caso limite, ossia quello di chi invece ha maturato tutti i 20 anni di contributi nel sistema contributivo. Con questo, a differenza del retributivo, si guardano effettivamente i contributi maturati dal lavoratore, i quali si trasformano in pensione tramite l’applicazione di un coefficiente di trasformazione.
Nel caso della pensione di vecchiaia a 67 anni con 20 anni di contributi il coefficiente di trasformazione, in vigore tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026, è pari a 5,608%.
Questo coefficiente si applica al montante contributivo, ossia alla somma dei contributi accantonati durante gli anni di lavoro. In particolare, nel caso dei lavoratori subordinati, i contributi versati equivalgono al 33% della retribuzione pensionabile annua.
Ad esempio, con 20 anni di contributi e una retribuzione annua media di 40 mila euro si matura un montante contributivo di 264 mila euro (al netto di eventuali rivalutazioni). In questo caso, dunque, si avrebbe diritto a una pensione annua lorda di 14.805 euro circa, poco meno di 1.140 euro al mese.
Altro esempio: 20 anni di contributi e retribuzione media di 25 mila euro. Il montante contributivo sarebbe pari a 165 mila euro, che trasformati in pensione sarebbero pari a poco meno di 9.253 euro l’anno, poco più di 710 euro al mese.
Volendo fare qualche altra simulazione, sempre considerando 20 anni di contributi, aliquota contributiva del 33% e coefficiente di trasformazione del 5,608%, si ottengono questi importi:
| Retribuzione annua media | Montante contributivo | Pensione annua lorda | Pensione mensile |
|---|---|---|---|
| 15 mila euro | 99 mila euro | circa 5.552 euro | circa 427 euro |
| 20 mila euro | 132 mila euro | circa 7.403 euro | circa 570 euro |
| 25 mila euro | 165 mila euro | circa 9.253 euro | circa 712 euro |
| 30 mila euro | 198 mila euro | circa 11.104 euro | circa 854 euro |
| 35 mila euro | 231 mila euro | circa 12.955 euro | circa 997 euro |
| 40 mila euro | 264 mila euro | circa 14.805 euro | circa 1.139 euro |
| 50 mila euro | 330 mila euro | circa 18.506 euro | circa 1.424 euro |
| 60 mila euro | 396 mila euro | circa 22.208 euro | circa 1.708 euro |
Anche in questo caso si tratta di semplificazioni, in quanto i dati sono stati calcolati senza considerare la rivalutazione annua del montante contributivo, che nella realtà può incidere sull’importo finale della pensione.
Le simulazioni, tuttavia, aiutano a capire quanto pesa la retribuzione media nel calcolo della pensione con 20 anni di contributi nel sistema contributivo.
Quanto si prende di pensione con 20 anni di contributi nel sistema misto
Più complicato rispondere a questa domanda, visto che - alla luce dei discorsi appena fatti - tutto dipende da quanti anni di contributi sono stati maturati nel sistema retributivo e quanti, invece, nel contributivo. In tal caso, la pensione sarà calcolata facendo la somma del risultato del calcolo effettuato nelle due quote.
Semplifichiamo, ad esempio, con un lavoratore che ha maturato 10 anni di contributi nel retributivo e 10 anni nel contributivo, con retribuzione media costante di 30 mila euro.
Calcolare la parte nel retributivo è molto semplice. Viene infatti riconosciuto il 20% della retribuzione pensionabile, ossia 6 mila euro lordi annui.
Nel contributivo, invece, bisogna in primis calcolare il montante contributivo, che con 10 anni di contributi e una retribuzione media costante di 30 mila euro sarebbe pari a 99 mila euro. Applicando il coefficiente di trasformazione previsto per chi va in pensione a 67 anni, questa quota darebbe diritto a circa 5.550 euro lordi annui.
La somma delle due quote, dunque, dà come risultato poco più di 11.550 euro lordi annui di pensione, a fronte di un importo mensile di circa 890 euro lordi.
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