Quanto rende investire €100 al mese a maggio 2026?

Claudia Cervi

13 Maggio 2026 - 15:39

Investire €100 al mese può portare a risultati molto diversi tra ETF, BTP, Buoni Fruttiferi Postali e Conti Deposito. Ecco quanto si può guadagnare tra inflazione e tassi in crescita.

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Negli ultimi tre anni, chi ha investito 100 euro al mese in un PAC su ETF americani si è spesso ritrovato con rendimenti a doppia cifra. Il Nasdaq ha guadagnato oltre il 118%, il Nikkei circa il 115%, mentre S&P 500 e FTSE Mib sono saliti di circa l’80%. In una fase del genere, vedere portafogli in forte guadagno è stato quasi normale.

Nel 2026, però, è difficile immaginare di ottenere gli stessi risultati. L’inflazione vicina al 3% e il petrolio tornato volatile con le tensioni in Medio Oriente stanno spingendo la BCE ad alzare nuovamente i tassi. Di conseguenza, azioni e obbligazioni potrebbero diventare molto più volatili. Per chi vuole iniziare a investire oggi, anche con cifre piccole, il contesto è quindi più complicato rispetto a pochi anni fa.

Anche partendo da appena 100 euro al mese, la differenza tra una scelta prudente e una più aggressiva può diventare enorme nel tempo. ETF azionari e PAC restano le soluzioni con il maggiore potenziale di crescita, ma anche quelle più esposte alle oscillazioni dei mercati. Conti deposito e Buoni Fruttiferi Postali offrono invece più stabilità, ma i rendimenti faticano a tenere il passo dell’inflazione.

Quanto rende investire 100 euro al mese in un PAC nel 2026

Per chi investe piccole somme ogni mese, il PAC continua a essere una delle strategie più utilizzate, soprattutto da chi segue poco i mercati. Entrando gradualmente sui mercati, si riduce infatti il rischio di investire tutto in un solo momento e, al tempo stesso, si costruisce capitale in modo costante sfruttando l’interesse composto.

Negli ultimi anni molti PAC hanno beneficiato di una fase eccezionale per i mercati finanziari. Un ETF sull’S&P 500, per esempio, negli ultimi tre anni ha guadagnato circa il 71%, pari a un rendimento medio annuo vicino al 24%. Performance di questo tipo, però, difficilmente potranno ripetersi con la stessa intensità nel 2026. Nel 2022, lo stesso ETF aveva perso oltre il 13%.

Per calcolare quanto rende un PAC, dobbiamo quindi considerare una serie storica più ampia e prendere come riferimento un rendimento medio annualizzato, che per i fondi legati all’S&P 500 è di circa il 10%-11%. Al netto dell’inflazione, pari a circa il 3%, significa avere un rendimento medio annuo del 7%-8%:

Orizzonte Capitale versato Capitale stimato netto
5 anni €6.000 circa €7.100
10 anni €12.000 circa €17.300
15 anni €18.000 circa €31.500

La differenza si vede soprattutto sul lungo periodo. Dopo i primi anni, infatti, l’interesse composto inizia ad accelerare la crescita del capitale.

Il problema è che questi risultati non arrivano in modo lineare. Un PAC azionario può attraversare anche fasi molto negative, soprattutto in contesti come quello attuale, con inflazione elevata, tassi più alti e mercati più nervosi.

Quanto rende investire 100 euro al mese in obbligazioni

BOT, BTP ed ETF obbligazionari offrono oggi rendimenti molto più interessanti rispetto a dieci anni fa. Negli ultimi anni, le obbligazioni sono tornate a pagare cedole più elevate e molti risparmiatori hanno ricominciato a guardarle con interesse.

Il 2026, però, potrebbe essere un anno meno semplice anche per chi investe in bond. Tra giugno e settembre la BCE dovrebbe tornare ad alzare i tassi per contrastare l’inflazione. Quando succede, il valore delle obbligazioni già emesse tende a scendere, soprattutto sulle scadenze più lunghe. E lo stesso vale per molti ETF obbligazionari.

Investendo 100 euro al mese in un ETF obbligazionario diversificato con un rendimento medio annuo del 4% lordo, il capitale stimato potrebbe essere::

Orizzonte Capitale versato Capitale stimato netto
5 anni €6.000 circa €6.650
10 anni €12.000 circa €14.750
15 anni €18.000 circa €24.600

Se però si considera un’inflazione vicina al 3%, il rendimento reale si riduce sensibilmente. In termini di potere d’acquisto, la crescita del capitale sarebbe quindi molto più contenuta rispetto a quanto mostrano i valori nominali.

Le oscillazioni tendono comunque a essere inferiori rispetto all’azionario, soprattutto sui titoli a breve scadenza. Per questo molti investitori continuano a utilizzare le obbligazioni solo per la parte più difensiva del portafoglio.

Quanto rende investire 100 euro al mese in un conto deposito

I conti deposito restano una delle soluzioni preferite dai risparmiatori più prudenti. Dopo i rialzi dei tassi tra il 2022 e il 2024, molte banche hanno iniziato ad abbassare i rendimenti offerti, ma alcune promozioni continuano ancora a superare il 3% lordo.

Investendo 100 euro al mese con un rendimento lordo medio del 3%, il capitale finale potrebbe essere:

Orizzonte Capitale versato Capitale stimato netto
5 anni €6.000 circa €6.400
10 anni €12.000 circa €13.700
15 anni €18.000 circa €21.800

Il vantaggio principale è la stabilità. Lo svantaggio è che, con un’inflazione vicina al 3%, il rendimento reale rischia di azzerarsi.

Quanto rende investire 100 euro al mese in Buoni Fruttiferi Postali

I Buoni Fruttiferi Postali continuano a essere la scelta più prudente per chi vuole evitare oscillazioni.

Nel 2026 i rendimenti sono più bassi rispetto ai picchi visti durante la fase di rialzo dei tassi, ma la tassazione agevolata al 12,5% resta uno dei principali vantaggi rispetto a molti altri strumenti finanziari.

Con un rendimento medio lordo intorno al 2,5%, investendo 100 euro al mese si potrebbe ottenere:

Orizzonte Capitale versato Capitale stimato netto
5 anni €6.000 circa €6.300
10 anni €12.000 circa €13.400
15 anni €18.000 circa €21.000

I rendimenti sono limitati, ma il capitale è garantito dallo Stato italiano. Ed è proprio questo il motivo per cui molti piccoli risparmiatori continuano a preferirli anche in una fase di mercati più instabili. Se si guarda al lungo periodo, però, emerge un limite: se l’inflazione resta sopra il 2% per molti anni, il potere d’acquisto del capitale accumulato rischia di ridursi sensibilmente.

Conviene investire 100 euro al mese nel 2026?

Investire 100 euro al mese non cambia la vita nel giro di pochi anni. Sul lungo periodo, però, può fare molta differenza.

Nel 2026 il punto centrale non è tanto trovare il rendimento più alto, ma capire quale livello di rischio si è davvero disposti a sopportare. Perché le fasi di forte volatilità, dopo anni relativamente facili per i mercati, sono tornate molto più frequenti.

ETF azionari e PAC restano le soluzioni con il potenziale di crescita maggiore. Conti deposito e Buoni Fruttiferi Postali offrono invece più stabilità, ma spesso faticano a proteggere davvero il potere d’acquisto.

Una soluzione potrebbe essere quella di combinare strumenti diversi, costruendo portafogli più equilibrati anche partendo da somme piccole come 100 euro al mese.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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