Quanto posso guadagnare in 3 anni investendo in titoli di Stato in euro e in dollari?

Stefano Vozza

17 Marzo 2025 - 11:35

Valutazioni sul mercato dei titoli di Stato a medio termine denominati sia in euro che in monete estere forti come il dollaro americano

Quanto posso guadagnare in 3 anni investendo in titoli di Stato in euro e in dollari?

Le recenti, forti vendite che si sono abbattute sul mercato obbligazionario hanno portato al rialzo dei rispettivi rendimenti.

Ciò è dovuto al rapporto inverso che lega prezzi dei bond ai loro ritorni, per cui quando i primi scendono i secondi salgono e viceversa. Infatti alla componente cedola si aggiunge la differenza di prezzo di acquisto (se sotto cento) e il valore di rimborso nominale a scadenza a 100.

Vediamo allora quanto è possibile guadagnare in 3 anni investendo in titoli di Stato in euro e in dollari.

Meglio investire in breve, media o lunga durata?

Il loro rendimento dipende da un mix di fattori variamente ponderati. Uno è dal timing di ingresso sul titolo, ossia dal livello generale dei tassi dell’area valutaria di riferimento. Ad esempio chi ha comprato BTP a inizio decennio se potesse tornare indietro non lo rifarebbe perché all’epoca i ritorni erano ridicoli (ma in linea con i tassi di mercato di allora).

Poi pesa l’affidabilità del Paese emittente, il c.d. rating, per cui più solido e sicuro il debitore e meno paga di interessi e viceversa. Sui ritorni effettivi finali pesa anche l’insieme di inflazione, tasse e spese di gestione collegate allo strumento finanziario. Da che mondo è mondo, una mancata spesa è intanto un primo guadagno certo. In genere la ritenuta fiscale è del 12,50% sugli interessi lordi maturati, e l’imposta di bollo è dello 0,2%. Le spese di gestione dipendono dalle condizioni economiche poste dalla banca presso cui si è aperto il conto titoli. Infine l’inflazione media di periodo è prevedibile a priori, ma i conti effettivi si fanno a scadenza.

Anche la durata residua alla data di rimborso finale ha la sua incidenza sul ritorno di un bond. Più essa è vicina e più il prezzo dell’obbligazione si muove verso 100, perdendo o acquistando valore a seconda delle effettive condizioni di mercato.

I ritorni sui principali titoli di Stato europei a 3 anni

Andiamo al dunque e immaginiamo un capitale da voler investire a medio termine, a 3 anni per esempio. Grazie al recente rialzo dei rendimenti si può conseguire un buon ritorno anche senza necessità di esporsi ai rischi tipici del lungo termine. Ppartiamo dai sovereign bond in euro e diversi rating sovrani emittenti.

Per l’Austria Tf 0,75% in scadenza il 20/02/28, codice ISIN AT0000A1ZGE4 e rating sulla doppia A, la forza sta tutta nella plusvalenza finale. Il titolo quota a 95,4 sul MOT, per cui il rendimento effettivo lordo a scadenza sarebbe del 2,42% (dati Borsa Italiana; effettivo netto annuo: 2,097%). Il ritorno lordo complessivo da qui al ‘28, quindi, sarebbe di poco superiore al 7,10%.

Rendimenti più interessanti, invece, in Stati solidi come Francia (o ex solido?) e Germania.
L’OAT Tf 0,75% in scadenza il 25/02/28 si acquista a 95,1 (ISIN FR001400AIN5), eppure cedola nominale e durata residua sono identici (o quasi) al bond austriaco. A cambiare è la percezione del mercato sul rischio sovrano, relativamente maggiore per la Francia. Qui il rendimento lordo complessivo in 36 mesi è del 7,5% circa.

Invece scende di circa 1% complessivo il payout sul Bund Tf 0,5% con data rimborso 15/02/’28 (ISIN DE0001102440) e rendimento effettivo lordo a scadenza del 2,21%. In compenso si investirebbe su un debitore tripla A, cosa che non capita tutti i giorni.

I rendimenti tra gli Stati sovrani del Mediterraneo

I rendimenti sono relativamente appaiati tra i Paesi della fascia mediterranea un tempo (crisi dei debiti Sovrani nel 2011-‘12) bollati come Stati PIIGS.

Nella Penisola iberica i titoli del Portogallo a 3 anni residui rendono sul 2,4%, mentre i Bonos in Spagna sul 2,5%. Ad esempio il Bonos Tf 0% in scadenza il 31/01/’28 (ISIN ES0000012I08) prezza 93,18 per un rendimento effettivo lordo del 2,44%. Nessuna cedola, quindi, mentre il guadagno è nella plusvalenza finale (o rivendita a mercato).
Sulla stessa scadenza del Bonos, il bond ellenico con codice ISIN GR0124034688 ha una cedola del 3,75% ma rendimento al 2,37% (corsi a 103,61).

Più remunerativo, invece, il payout offerto dall’ultimo BTP a 3 anni nuovo di zecca (ISIN IT0005641029) emesso il 14 marzo e in scadenza a metà giugno ‘28. La cedola annua lorda è del 2,65%, ma grazie al prezzo di aggiudicazione a 99,69 c’è che il rendimento esitato è stato del 2,77%. In soldoni da qui a scadenza il ritorno lordo complessivo è di poco superiore al 9%.

Quanto potrei guadagnare in 3 anni investendo in titoli di Stato in euro e in dollari?

E se invece decidessimo di investire su uno Stato sovrano tripla A ma con moneta legale differente, tipo il $ USA?
Al momento i Treasury USA hanno alti rendimenti anche lungo il tratto corto e medio della yield curve. Ad esempio il Treasury con codice ISIN US91282CGH88 in scadenza il 31(01/’28 offre una cedola semestrale del 1.75% (3,50% annuo). Ai corsi attuali di 98,8 $ c’è che il rendimento lordo sfiora il 4% mentre quello netto è del 3.48%. In pratica siamo sul 10% lordo complessivo in poco meno di 3 anni.

Tuttavia, qui la vera considerazione da fare riguarda quale potrebbe essere il valore del cross €/$ a scadenza. Se a scadenza il biglietto verde si sarà rivalutato sull’euro bisognerà aggiungere anche il guadagno da cambi al payout fisso e noto a priori. In caso contrario la perdita valutaria andrà coperta (in tutto in parte a seconda dei casi) dal flusso delle cedole.