Ipotizziamo di avere €5.000 da dedicare al risparmio postale. Quanti soldi si guadagnano davvero a scadenza con questo specifico buono fruttifero?
Dove mettere i soldi senza correre rischi, ma ottenendo comunque qualcosa in più rispetto a lasciarli fermi sul conto? Oggi puntiamo i riflettori sul Buono Premium 4 anni di Poste Italiane.
La promessa è chiara. Ipotizzando oggi un investimento di 5.000 euro e lasciando la liquidità vincolata per quattro anni, alla scadenza ti ritrovi con circa 5.618 euro netti, come risultato del tasso annuo lordo del 3%, applicato per l’intera durata, meno l’aliquota agevolata del 12,5% prevista per questi strumenti.
Quanto diventano 5.000 euro dopo 4 anni con questo buono fruttifero
Il punto di forza di questo buono, come del resto accade per tutta la famiglia dei buoni fruttiferi postali, è proprio la prevedibilità. A differenza di altri prodotti finanziari, non c’è da aspettarsi alcun tipo di sorpresa legata ai mercati. Il rendimento è stabilito fin dall’inizio e resta quello fino alla fine.
Facendo due conti, i 5.000 euro iniziali arrivano a poco più di 5.620 euro lordi a scadenza. Una volta tolte le tasse sugli interessi, il risultato netto si attesta intorno ai 5.618 euro. In altre parole, si guadagnano poco più di 600 euro in quattro anni, con un rendimento che, al netto, si avvicina al 2,7% annuo.
Se si alza l’importo investito, il meccanismo non cambia, ma cresce semplicemente il guadagno finale, mantenendo lo stesso rendimento percentuale. Così, un investimento da 10.000 euro arriva dopo quattro anni a circa 11.255 euro lordi. Tolte le imposte, il valore netto si attesta intorno a 11.235 euro. Il guadagno reale, quindi, è poco più di 1.200 euro.
Salendo a 15.000 euro, il capitale a scadenza raggiunge circa 16.882 euro lordi, che diventano poco meno di 16.850 euro netti. In questo caso il guadagno complessivo supera i 1.800 euro. Con 20.000 euro investiti, invece, si arriva a circa 22.510 euro lordi. Dopo la tassazione, il risultato netto è intorno a 22.470 euro, con un guadagno che sfiora i 2.500 euro in quattro anni.
Come funziona il Buono Premium 4 anni
Il meccanismo è lineare, ma ha una condizione precisa da conoscere. Il buono è riservato a chi apporta nuova liquidità, cioè denaro che non proviene già da altri prodotti postali. In sostanza, bisogna versare soldi “freschi”, ad esempio tramite bonifico o accrediti.
Poste Italiane specifica che è possibile apportare nuova liquidità a partire dal 3 aprile 2026 ed entro il 7 maggio 2026 (salvo chiusura anticipata) direttamente sui libretti di risparmio postale e/o conti correnti BancoPosta esclusivamente tramite:
- bonifici bancari;
- versamenti di assegni bancari e circolari;
- accredito di stipendio e pensione.
Una volta sottoscritto, il capitale resta investito per quattro anni. Gli interessi maturano nel tempo ma non vengono distribuiti periodicamente perché si incassano tutti insieme alla fine.
Nel caso in cui si decidesse di ritirare i soldi prima della scadenza, il capitale viene restituito per intero, ma senza interessi, come accade per molti altri buoni fruttiferi, ma in questo caso pesa di più perché la durata è relativamente breve e il rendimento è concentrato tutto alla fine.
Ricordiamo che i libretti di risparmio postale e i buoni fruttiferi postali sono garantiti dallo Stato italiano.
A chi può convenire davvero?
Detto questo, il vincolo dei quattro anni resta un limite, anche se formalmente si può uscire in anticipo. Rinunciare agli interessi significa di fatto annullare il rendimento, e quindi è necessario essere certi di non aver bisogno di quella liquidità nel frattempo.
C’è da considerare anche che il rendimento, pur interessante per un prodotto senza rischio, resta comunque moderato.
Il Buono Premium 4 anni è adatto a chi ha una somma da parte, non vuole complicarsi la vita con investimenti più articolati e, soprattutto, privilegia la tranquillità rispetto alla ricerca di performance più elevate. Può avere senso per chi preferisce sapere in anticipo quanto incasserà, senza dover seguire l’andamento dei mercati o prendere decisioni continue. Al contrario, chi cerca flessibilità o rendimenti più alti potrebbe trovarlo limitante e poco conveniente.
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