Gianluca Rocchi, stipendio record come arbitro prima e come designatore poi. E adesso al centro delle indagini per concorso in frode sportiva.
Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e B, ha deciso di autosospendersi temporaneamente dopo aver appreso di essere indagato per concorso in frode sportiva, con l’accusa di non aver rispettato il protocollo Var in diverse occasioni e di aver favorito anche l’Inter (che, al momento, non rischia nulla).
Sospendendosi dall’incarico, Gianluca Rocchi rinuncia anche al suo stipendio che, come svelato qualche mese fa da Sportitalia, è piuttosto elevato. Dopo una lunga carriera come arbitro, di cui ben 10 anni in Serie A, Rocchi era infatti riuscito a raggiungere i massimi vertici del suo ruolo, anche se la sua esperienza - che di fatto potrebbe essersi conclusa qui - non è stata esente da polemiche.
Rocchi - che si dice fiducioso, dichiarandosi innocente rispetto alle accuse mosse nei suoi confronti - dovrà rispondere su diversi episodi nel corso dell’interrogatorio fissato per il 30 aprile. In particolare sono tre i capi di imputazione: l’interferenza durante Udinese Parma - facendo pressioni assegnando un rigore netto a vantaggio dei bianconeri - e la volontà di assegnare arbitri graditi all’Inter in due occasioni. Non è però da escludere che, almeno in questa fase, possa scegliere la via del silenzio.
Ma torniamo al focus del nostro articolo e rispondiamo a chi, in queste ore, si sta chiedendo con curiosità quanto abbia guadagnato Gianluca Rocchi nel corso della sua carriera, prima come arbitro e poi come designatore. Facciamo chiarezza.
Quanto ha guadagnato Gianluca Rocchi in carriera?
Pochi sanno che Gianluca Rocchi è l’arbitro che ha diretto il maggior numero di gare in Serie A (263 in tutto), un dato che consente di fare una stima piuttosto attendibile dei suoi guadagni nel corso della carriera.
Per rispondere alla domanda su quanto abbia guadagnato, bisogna infatti incrociare il numero di partite dirette con i compensi previsti per gli arbitri di Serie A. Considerando che un direttore di gara nel massimo campionato percepisce circa 4.000 euro a partita, ai quali si aggiunge un compenso fisso annuo che, per gli arbitri più esperti e internazionali, può arrivare fino a 90.000 euro, è possibile stimare che solo per le gare di Serie A Rocchi abbia incassato oltre 1 milione di euro nel corso della carriera. A questa cifra vanno poi aggiunti i compensi per le partite in Serie B, Coppa Italia e le eventuali competizioni internazionali, che fanno lievitare ulteriormente il totale complessivo.
Guardando invece alla sua carriera nel dettaglio, Rocchi ha infatti seguito un percorso progressivo:
- dal 2000 al 2003 come arbitro in Serie C;
- dal 2003 al 2010 tra Serie B e Serie A;
- dal 2010 al 2020 stabilmente in Serie A, arrivando ai massimi livelli anche in ambito internazionale.
Conclusa la carriera sul campo, Rocchi è diventato designatore arbitrale per Serie A e B. Ed è proprio in questo ruolo che si concentra oggi l’attenzione, anche alla luce dell’indagine per concorso in frode sportiva che lo vede coinvolto insieme a un altro ex arbitro, Andrea Gervasoni.
Dal punto di vista economico, secondo diverse ricostruzioni, il compenso da designatore sarebbe particolarmente elevato: si parla di circa 500.000 euro l’anno, una cifra molto alta, paragonabile agli stipendi di alcuni calciatori di Serie A.
Un dato che, soprattutto alla luce delle polemiche recenti e del rendimento della classe arbitrale, ha alimentato ulteriori discussioni, per quanto vada ribadito il principio di innocenza, secondo cui fino a eventuale condanna definitiva ogni persona deve essere considerata non colpevole delle accuse a suo carico.
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