Quanto guadagna Beppe Marotta? Lo stipendio del presidente dell’Inter

Money.it Guide

13 Maggio 2026 - 18:50

Dai trascorsi alla Samp alla scalata juventina, fino ad arrivare alla presidenza dell’Inter (dopo essere stato AD). Ecco quanto prende Beppe Marotta

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Quando si parla di Beppe Marotta, spesso lo si etichetta come una sorta di “top player” per quanto riguarda i dirigenti di calcio. Proprio per questo, fece tanto rumore la sua uscita dalla Juventus nell’autunno del 2018, consumatasi proprio in seguito all’arrivo di Cristiano Ronaldo. Ma la strategia di Marotta era chiara: non rimanere confinato in un ruolo di dirigenza, seppur apicale, ma prendere le redini di un club. E l’occasione arrivò poco dopo proprio con l’Inter.

Dall’arrivo di Marotta, i nerazzurri sono tornati a vincere in campo, con 3 scudetti nelle ultime 6 stagioni, e anche fuori dal campo, con un ruolo sempre più preminente sia nella gestione calcistica italiana che in quella europea. Spesso di vede proprio il presidente nerazzurro in occasioni istituzionali che riguardano la FIGC o la UEFA, un motivo in più per pensare quanto sia influente oggi l’universo Inter nel panorama pallonaro.

Ma quanto vale questo ruolo dal punto di vista economico? Facciamo i conti in tasca a Beppe Marotta e scopriamo quanto guadagna di stipendio il presidente dell’Inter.

L’ascesa di Marotta, da dirigente di provincia a presidente dell’Inter

La storia dirigenziale di Beppe Marotta parte da lontano e ha il sapore della gavetta pura. Nato a Varese nel 1957, a soli 19 anni diventa già responsabile del settore giovanile del Varese, il club della sua città. Da lì inizia una lunga scalata che lo porta a costruirsi una reputazione da dirigente capace di valorizzare squadre, bilanci e talenti praticamente ovunque. Dopo le esperienze con Monza, Como e Ravenna, arriva il salto al Venezia, dove riesce a riportare i lagunari in Serie A dopo oltre trent’anni di assenza.

Il percorso prosegue poi all’Atalanta e soprattutto alla Sampdoria, club in cui rimane fino al 2010 ricoprendo i ruoli di direttore generale e amministratore delegato. In blucerchiato firma operazioni rimaste iconiche come gli arrivi di Cassano e Pazzini, contribuendo alla storica qualificazione ai preliminari di Champions League. Ma è con la Juventus che il suo nome entra definitivamente nell’élite del calcio europeo. Dal 2010 al 2018 costruisce una squadra dominante in Italia, centrando otto scudetti consecutivi e due finali di Champions League. Sotto la sua gestione arrivano colpi come Pirlo, Pogba, Vidal, Tevez, Higuain e Cristiano Ronaldo.

Nel dicembre 2018 passa all’Inter come amministratore delegato dell’area sportiva. Da lì in avanti i nerazzurri tornano stabilmente competitivi: finale di Europa League nel 2020, scudetto nel 2021, finale di Champions nel 2023 e seconda stella conquistata nel 2024. Proprio nel giugno dello stesso anno, con l’arrivo di Oaktree alla guida del club, Marotta viene nominato presidente dell’Inter, mantenendo anche il ruolo operativo da AD sportivo.

Lo stipendio di Beppe Marotta

Nonostante il passaggio alla presidenza dell’Inter, Beppe Marotta non ha ottenuto un nuovo compenso separato rispetto a quello già previsto come amministratore delegato dell’area sportiva.

Secondo quanto riportato da QuiFinanza, il dirigente percepisce oggi uno stipendio compreso tra 1,5 e 1,8 milioni di euro netti a stagione, con contratto rinnovato fino al 2027.

Una cifra importante, ma decisamente più bassa rispetto agli stipendi di molti calciatori della rosa nerazzurra: Lautaro Martinez viaggia infatti intorno ai 9 milioni netti, Barella e Calhanoglu a 6,5 milioni, mentre persino giocatori come Darmian, Sommer o Carlos Augusto si avvicinano o superano il compenso del presidente.

Il modello economico di Marotta all’Inter ricalca quello già vissuto ai tempi della Juventus. Nella stagione 2017/2018, infatti, il dirigente arrivò a guadagnare complessivamente 5,5 milioni di euro, cifra composta da una parte fissa da circa 1,5 milioni e da bonus molto elevati legati ai risultati sportivi e gestionali. L’anno precedente, invece, il totale si era fermato a circa 2,6 milioni.

Anche il suo addio ai bianconeri fu economicamente rilevante. Secondo quanto riportato all’epoca da Tuttosport, Marotta incassò una buonuscita da oltre 723mila euro, divisa tra indennità sostitutiva di preavviso e incentivo all’esodo.

Oggi, oltre al peso politico crescente dentro l’universo calcistico italiano, il presidente dell’Inter mantiene anche ampi poteri operativi: può infatti gestire consulenze milionarie e firmare, insieme agli altri dirigenti, contratti relativi a trasferimenti e stipendi dei calciatori. Un ruolo che, nei fatti, lo rende uno degli uomini più influenti del calcio italiano contemporaneo.

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