Qual è lo stipendio medio di un amministratore di condominio? In attesa della riforma, ancora in cantiere, ecco requisiti e guadagni previsti per l’amministratore di condominio.
Quanto guadagna un amministratore di condomino? Questa figura professionale è sempre più richiesta perché si diffondono sempre più condomini con più di 8 unità abitative per i quali c’è l’obbligo di nominare un amministratore. Non solo, spesso anche le realtà più piccole preferiscono una gestione esterna in grado di gestire almeglio eventuali diatribe interne.
Un amministratore di condominio è un professionista che si occupa della gestione di un condominio, garantendo il rispetto delle norme e il buon funzionamento degli spazi comuni.
Il suo ruolo è regolato dal Codice Civile italiano (art. 1129-1138) e prevede diverse responsabilità come redigere e gestire il bilancio condominiale, riscuotere le quote condominiali dai proprietari, pagare i fornitori, gestire la contabilità oltre a convocare e gestire le assemblee condominiali, rappresentare il condominio.
Ma cosa fa e quanto guadagna un amministratore di condominio? Ecco i criteri da utilizzare per il calcolo dei compensi.
Amministratore di condominio, chi è e quanto guadagna
L’amministratore può essere un professionista esterno o un condomino, se previsto dall’assemblea. In condomini con più di 8 unità immobiliari la sua nomina è obbligatoria per legge.
Per diventare amministratore di condominio in Italia, non è necessario un titolo di studio specifico. Possono assumere tale ruolo soggetti che:
- abbiano conseguito un diploma di scuola secondaria superiore;
- abbiano seguito un corso di formazione professionale organizzato da enti accreditati, come l’ANACI;
- siano nel pieno godimento dei diritti civili;
- non abbiano commesso reati contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica o il patrimonio;
- non siano stati condannati a pene detentive tra 2 e 5 anni per reati non colposi;
- non siano interdetti, inabilitati, protestati.
Ora che abbiamo chiarito quali sono i compiti e i requisiti di questo professionista, vediamo nel dettaglio lo stipendio medio di un amministratore di condominio in Italia, dando uno sguardo anche in che zone si guadagna di più, in quali condizioni e quali sono le percentuali di incasso in base a ciò che pagano i condomini.
Come viene determinato il compenso di un amministratore di condominio?
Gli elementi da considerare per calcolare quanto guadagna un amministratore di condominio sono diversi. In linea generale:
- il numero di condomini gestiti;
- il numero totale di unità immobiliari amministrate;
- l’ubicazione degli stabili condominiali (se di particolare pregio l’importo generalmente versato da ciascun condomino è più alto);
- i servizi offerti;
- i compensi concordati con l’assemblea condominiale.
I prezzi vengono concordati a partire dal tariffario da amministratore di condominio ANACI, ovvero l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari. Si tratta però solo di linee guida perché non esiste un tariffario vincolante. Ad esempio, a inizio carriera un amministratore può scegliere di chiedere compensi più bassi.
L’articolo 1129 del Codice Civile impone l’obbligo di presentare un preventivo dettagliato, includendo sia le attività ordinarie che quelle straordinarie. Di norma, viene prevista una quota fissa per unità immobiliare e una variabile in base agli incarichi aggiuntivi.
Lo stipendio medio di un amministratore di condominio
Il guadagno di un amministratore di condominio in Italia può variare notevolmente in base all’esperienza, alla città in cui opera e soprattutto a seconda della dimensione del condominio.
In media un amministratore di condominio riesce a guadagnare circa € 45.000 lordi annui, ovvio il netto è molto più basso. Per il singolo amministratore di condominio l’importo varia in base a diversi elementi che abbiamo già visto in precedenza. Si ricorda, inoltre, che l’amministratore può operare come singolo professionista o all’interno di società che si occupano dell’amministrazione dei condomini.
Secondo un calcolo fatto dall’Associazione Nazional-europea Amministratori d’Immobili - che si basa sulla media nazionale - un condominio medio (20 unità abitative) genera per l’amministratore uno stipendio mensile da 220 euro sarebbero 2.640 euro l’anno.
Di conseguenza amministrare 20 condomini medi porterebbe a uno stipendio mensile pari a 4.400 euro, il tutto naturalmente escluse tasse dovute.
Un amministratore di un piccolo condominio, ad esempio 10 unità abitative riesce a ottenere un compenso annuo di 1.500 €, naturalmente un amministratore non si limita a un solo condominio. Un professionista che lavora da solo riesce a gestire tra i 10 e 20 condomini nell’arco di un anno e, quindi, riesce a ottenere un compenso di 15.000 €- 30.000 € l’anno.
Naturalmente se trattasi sempre di piccoli condomini, ma aumentando il numero di unità abitative all’interno del condominio, aumentano anche i compensi. Si tratta di somme calcolate al lordo.
Un professionista che opera in modo individuale deve avere la partita Iva e in genere si preferisce il regime forfettario. Per questa professione il coefficiente di redditività è dell’86%, ciò significa che solo il 14% dei ricavi viene considerato come costo deducibile.
In caso di gestioni straordinarie (lavori di ristrutturazione, pratiche complesse), si applicano maggiorazioni percentuali che possono variare dal 5% al 10% dell’importo dei lavori. Queste attività rappresentano una fonte di margine aggiuntivo.
In quali casi un amministratore di condominio guadagna di più
Vediamo allora nel dettaglio quelli che sarebbero i guadagni medi di un amministratore di condominio in Italia.
- Amministratore di condominio part-time (per piccoli condomini): circa 2.000-5.000 euro all’anno.
- Amministratore di condominio full-time (per medi-grandi condomini o portafogli di più condomini): può arrivare a guadagnare 20.000-40.000 euro all’anno o più, a seconda della quantità e del tipo di incarichi.
- In grandi città o con portafogli di condomini di grandi dimensioni, i guadagni possono essere anche superiori, raggiungendo cifre come 50.000-60.000 euro annuali.
In generale i guadagni sono abbastanza variabili, ma l’amministratore di condominio può guadagnare una buona cifra soprattutto se si occupa della gestione di numerosi e complessi condomini.
In grandi città come Roma o Milano, un amministratore di condominio può arrivare a incassare anche una cifra doppia rispetto a una città di provincia. In questi contesti è più semplice trovare anche un supercondominio: si tratta di un complesso edilizio composto da diversi corpi di fabbrica, più o meno autonomi dal punto di vista strutturale, e caratterizzati dalla presenza di una serie di parti, beni e servizi comuni a tutto il complesso stesso.
In questo caso le unità abitative da gestire sono numerose e quindi anche gestendo un solo condominio si può ottenere un compenso davvero elevato.
Amministratore di condominio nella riforma: ecco cosa potrebbe cambiare
Il Disegno di Legge per la riforma del condominio è composto da 11 articoli, ad occuparsi della figura dell’amministratore di condominio è l’articolo 7 che fissa importanti novità.
Viene introdotto il divieto per i condomini interni di amministrare lo stabile nel quale risiedono. Inoltre, laddove l’amministratore si trovi a gestire uno stabile con più di cinquanta unità immobiliari, ovvero con bilanci di esercizio superiori a 100.000 €, diventa obbligatorio il conseguimento della certificazione secondo la norma tecnica UNI 10801:2024, ossia la norma tecnica di riferimento sui requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità dell’amministratore condominiale.
Deve essere sottolineato che nell’ultima versione del disegno di legge è stato eliminato l’obbligo di conseguire la laurea per poter rivestire il ruolo di amministratore di condominio.
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