L’azione Tesla ha vissuto una corsa incredibile sui mercati finanziari, consolidandosi come uno dei titoli più spettacolari degli ultimi decenni.
Con un rialzo del 69% nel solo periodo post-elettorale e una capitalizzazione di mercato a 1,35 trillions, il produttore di veicoli elettrici sembra aver trovato il modo di sfidare ogni logica tradizionale. Proprio come nel 2000.
E mentre gli investitori festeggiano, senza guardare le previsioni al ribasso dei prossimi utili, mi chiedo: queste valutazioni possono davvero essere sostenibili nel lungo periodo?
Il balzo del 37.380% delle azioni Tesla dal 2010 rappresenta un caso di studio unico. Nessun altro titolo, se non pochi altri giganti tecnologici come Nvidia, ha mostrato un rendimento simile. Ma i numeri, per quanto impressionanti, non bastano a garantire che questa traiettoria ascendente possa durare. Tesla si trova ora quotata a oltre 100 volte gli utili stimati, ovvero l’azione si ripaga in 100 anni di utili.
I confronti con l’S&P 500 e il Nasdaq 100, che hanno reso rispettivamente il 15% e il 20% annualizzato nello stesso periodo, evidenziano la straordinarietà del risultato. Tuttavia, storicamente, le valutazioni di questo tipo hanno spesso preceduto correzioni significative. Gli utili devono crescere in modo sostanziale per giustificare simili rapporti prezzo-utili, e il rischio che il titolo stia «correndo davanti ai fondamentali» è concreto. Tanto per dare una idea. Il rapporto prezzo utili dello SP500 che viene considerato piuttosto caro è sui 40 e la media degli ultimi 25 anni è sui 30.
E’ senza dubbio una delle figure più controverse e influenti del panorama imprenditoriale globale. La sua vicinanza a Donald Trump e il suo ruolo di consigliere chiave nell’attuale amministrazione statunitense potrebbero rappresentare un vantaggio strategico per Tesla, soprattutto in un contesto di possibili cambiamenti normativi che favoriscano l’azienda.
Ad esempio, l’abrogazione dei crediti d’imposta sui veicoli elettrici potrebbe paradossalmente danneggiare i concorrenti meno profittevoli, favorendo Tesla. Tuttavia, affidarsi a fattori politici e regolamentari per sostenere valutazioni di mercato così elevate è un gioco rischioso. La volatilità intrinseca delle politiche governative può trasformare rapidamente un vantaggio in un ostacolo.
Tesla domina il mercato delle auto elettriche, ma l’ambiente competitivo si sta rapidamente trasformando. Le grandi case automobilistiche stanno intensificando gli investimenti per recuperare terreno, mentre i produttori cinesi come BYD e Nio rappresentano una minaccia crescente con prodotti altamente competitivi e prezzi aggressivi.
Il mercato globale delle auto elettriche, sebbene in forte crescita, potrebbe non essere in grado di sostenere margini elevati a lungo termine, specialmente con l’aumento dei costi delle materie prime e le potenziali restrizioni normative legate alla catena di fornitura.
L’ambizione di Tesla di produrre un’auto completamente autonoma è uno degli elementi che alimentano l’entusiasmo degli investitori. Tuttavia, la realizzazione di questa tecnologia su larga scala è tutt’altro che garantita. I costi di sviluppo, le difficoltà tecniche e le incertezze normative rappresentano ostacoli significativi.
Inoltre, il mercato ha visto in passato molte aziende altamente innovative finire in difficoltà quando le aspettative degli investitori si sono rivelate eccessive. Il rischio che Tesla possa subire una simile sorte non è da sottovalutare.
Se il successo di Tesla è finora indiscutibile l’attuale livello di valutazione pone interrogativi seri sulla sostenibilità di questa crescita. Gli investitori devono considerare i rischi legati alla dipendenza da fattori esterni, all’ambiente competitivo e alle sfide tecnologiche.
Tesla continua a ispirare e sorprendere ma il mercato potrebbe presto chiedere prove più concrete per giustificare un valore così straordinario. In assenza di queste, il rischio di una correzione significativa non può essere ignorato.
Ma Musk potrebbe essere il protagonista di un ultimo coup de théâtre magistrale: per dimostrare che non vuole avere conflitti di interesse in veste di attaché del governo entrante potrebbe vendere sui massimi tutto il suo pacchetto azionario (a prezzi folli) e lasciare il cerino al resto del mondo.
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